Al di qua delle Colonne d’Ercole. Scoperta e rappresentazioni del Mediterraneo

29.00

Francesco Prontera

Spazio di traffici e di conflitti, il Mediterraneo rappresentò il centro del mondo per la civiltà greco-romana; ma come si arrivò a concepire la sua unità? Ancora sconosciuta a Omero ed Esiodo, la distinzione tra mare interno ed esterno alle Colonne d’Eracle fu un esito imprevisto della colonizzazione greca e fenicia. Descritto sistematicamente nei Giri della terra e nei Peripli, il Mediterraneo prese forma nella cartografia da Eratostene a Tolemeo. Tra mappae mundi antiche, carte nautiche e portolani medievali questo libro accompagna il lettore nello straordinario processo conoscitivo che portò ad ampliare l’orizzonte di quel “primo” Mediterraneo che fu per gli antichi Greci l’Egeo.

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Francesco Prontera

Spazio di traffici e di conflitti, il Mediterraneo rappresentò il centro del mondo per la civiltà greco-romana; ma come si arrivò a concepire la sua unità? Ancora sconosciuta a Omero ed Esiodo, la distinzione tra mare interno ed esterno alle Colonne d’Eracle fu un esito imprevisto della colonizzazione greca e fenicia. Descritto sistematicamente nei Giri della terra e nei Peripli, il Mediterraneo prese forma nella cartografia da Eratostene a Tolemeo. Tra mappae mundi antiche, carte nautiche e portolani medievali questo libro accompagna il lettore nello straordinario processo conoscitivo che portò ad ampliare l’orizzonte di quel “primo” Mediterraneo che fu per gli antichi Greci l’Egeo.

Brossura, 17 x 24 cm. pag. 274 con varie illustrazioni

Stampato nel 2025 da Olschki

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