Yukio Mishima. Conservare il fuoco

Giappone Tradizionale

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    Yukio Mishima. Conservare il fuoco

    15.00

    Michele Lamanna

    Poliedrico, eccentrico, dirompente e raffinato: Yukio Mishima è un personaggio straordinario, la cui eredità integrale – spesso banalizzata, edulcorata o storpiata – necessita di essere interpretata correttamente. Questo saggio – composto di vari interventi ed arricchito da immagini e scritti originali – si pone l’obiettivo di offrire un ritratto nitido e documentato del grande scrittore nipponico: dal profilo biografico alle grandi doti letterarie; dal tema dell’eroismo al concetto della dualità; dalla visione spirituale dell’esistenza al confronto con la modernità mercantile; dalla pratica marziale al rapporto tra anima e corpo; dall’esempio degli antenati alla volontà di edificare un Giappone sovrano, passando per il patriottismo, per l’estetica artistica, per il senso del vuoto e per l’approccio alla morte. La parabola dell’ultimo samurai – plasticamente incarnata dall’epilogo sacrificale del suo seppuku – continua a rammentarci l’esempio supremo dell’esteta guerriero, nel solco di una Tradizione che non è banale adorazione delle ceneri, ma perenne e disinteressata custodia del fuoco.

    Brossura, 12 x 16,5 cm. pag. 210

    Stampato nel 2022 da Passaggio al Bosco

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    Zen e arti marziali

    14.00

    Quando lo Zen giunse in Giappone, il paese era dilaniato da guerre civili, violenze, massacri, deportazioni di massa. Fu lo spirito Zen a trasformare le tecniche brutali della guerra in arti che avevano come fine non l’efficacia bellica, ma la ricerca di sé, il perfezionamento interiore di chi le praticava. La spada, l’arco e le frecce si trasformarono da strumenti di morte in supporti della meditazione. Il combattimento divenne puramente spirituale il nemico fu individuato in se stessi, nelle illusioni dell’ego che impediscono all’uomo di vedere la sua reale natura, e che si devono distruggere. In virtù di questa influenza nacque il Bushido, insieme di principi morali, codice d’onore e disciplina cavalleresca che ha come fine il perfezionamento delle qualità fisiche e morali dell’uomo: il coraggio, la semplicità e la frugalità, la lealtà e la giustizia, la generosità e il disprezzo della morte. Le arti marziali “non sono teatro, né sport, né spettacolo. Il loro segreto è che in esse non esiste né vittoria, né sconfitta. Non si può vincere, né essere vinti”.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 122

    Stampato nel 2004 da Il Cerchio

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