Giorgio Almirante – Attualità nei suoi discorsi

Secondo Dopoguerra Italia

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    Giorgio Almirante – Attualità nei suoi discorsi

    18.00

    A cura di Giuseppe Francesco Cipolla, questo volume vuole tracciare una sorta di excursus degli interventi di Giorgio Almirante nell’Aula di Montecitorioche spaziano dall’esercizio dialettico nella Democrazia parlamentare alla “chiarezza responsabile” della riforma costituzionale; dalla “buona scuola” intesa come mezzo di istruzione oltre la propaganda governativa, alla lotta al terrorismo in Italia e nel mondo.

    Brossura, 13 x 21 cm. pag. 286

    Stampato nel 2016 da Pagine

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    Giorgio Pisanò. Soldato, giornalista, politico

    23.00

    Luca Bonanno

    Luca Bonanno racconta tutta l’intensa vita di Giorgio Pisanò; il soldato volontario della Rsi che alla fine del conflitto rischia di essere giustiziato; il politico che nel 1947 si iscrive al Msi poi nel 1950 fonda l’Associazione Studentesca “Giovane Italia” e torna nel 1972, eletto senatore e riconfermato per quattro volte, per abbandonare poi il Msi nel 1991 per dare vita al Movimento Fascismo e Libertà; ma soprattutto il giornalista (“Meridiano d’Italia”, “Oggi”, “Gente” e “Secolo XX”) che nel 1968 fa rinascere il “Candido” di Guareschi e diventa famoso per le sue inchieste e le sue denunce, oltre che per i libri “Sangue chiama sangue”, “La generazione che non si è arresa” e la monumentale “Storia della guerra civile in Italia”.

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    Giovinezze. Quelli furono gli anni. Diario di un giovane non conforme nella Chieti degli anni Settanta

    15.00

    Marcello Michetti

    Ripercorrendo gli anni Settanta nella piccola ma effervescente realtà teatina, un giovane di destra (ri)costruisce  una delicata quanto complessa pagina di storia. Le vicende politiche e personali dell’io narrante sono pressoché intrecciate, quasi inscindibili, sebbene il privato paia talvolta essere d’ostacolo al politico e viceversa. Non è però soltanto la Storia o la cronistoria diaristica di un nostalgico della (sua) giovinezza. Alla militanza attivistica e alla formazione culturale si affiancano le microstorie di altri giovani, vicini e lontani, amici e non, che con la loro propria unicità e originalità, con la voglia di innamorarsi e di realizzare i propri sogni, guardano al futuro. Ciò che dunque ne viene fuori è il ritratto di una generazione, ardita nel combattere per le proprie idee e che è pronta a sacrificare tutto quanto pur di conquistarsi finalmente uno spazio d’identità. «Quelli furono gli anni: belli e insieme crudeli delle gioventù armate di sogni e di odio. Mentre la “massa dei più” albergava in ogni dove, alcuni giovani si erano rifugiati in un lembo d’Italia chiamato “Fronte della Gioventù”. Un luogo in cui una generazione di ragazzi aveva scelto di vivere la propria libertà di pensare e immaginare un domani. Quel luogo lo scelsi anch’io. Da lì partii per qualche tempo per poi tornarvi: era la mia Itaca.»

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    Gladio rossa – Dossier sulla piu potente banda armata esistita in Italia

    21.00

    Dossier sulla più potente banda armata esistita in italia. Per oltre quarant’anni è stata protetta dal più impenetrabile dei misteri. Il suo quartier generale era nascosto dietro un’anonima targa di un ufficio delle segreteria politica del Partito comunista. Pochi ne erano a conoscenza nello stesso PCI. L’apparato era una rete paramilitare occulta, capace di mobilitare fino a 250 mila uomini, i suoi vertici erano rigidamente collegati con il KGB a Mosca. In questa inchiesta viene, inoltre, ricostruito e svelato il giallo della lista degli “enucleandi”: dei 720 presunti sovversivi di sinistra, appartenenti ad organizzazioni paramilitari, tenuti sotto stretto controllo dagli agenti del controspionaggio militare. Elenco misteriosamente sparito nel dicembre del 1990 dalle carte degli “omissis” del Piano Solo e attribuito al presunto golpe del Generale De Lorenzo, elenco che non era altro che il probabile organigramma dei quadri di comando della Gladio comunista.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 320 con alcune illustrazioni

    Stampato nel 2020 da Settimo Sigillo

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    Gli anni spezzati – Il giudice. Nella prigione delle BR

    14.80

    Per 35 giorni in balia di due fantasmi incappucciati di cui si ignora tutto tranne la fredda determinazione: pronti a uccidere. Fu questa la condizione in cui visse, da giovedì 18 aprile a giovedì 23 maggio 1974, prigioniero delle Brigate Rosse, il giudice Mario Sossi. Quattro anni dopo, egli ricostruì nei minimi particolari, con l’aiuto dell’amico e giornalista-storico Luciano Garibaldi, la sua allucinante avventura. Lo fece con spietata sincerità, prima di tutto verso sé stesso, per tener fede a un impegno preso tacitamente durante quegli interminabili giorni nel “carcere del popolo”.

    Brossura, 13 x 19 cm. pag. 247 + 8 pagine fuori testo con 17 foto a colori e b/n

    Stampato nel 2013 da Ares

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    Gli archivi del silenzio – L’apparato che nasconde i crimini della resistenza rossa

    30.00

    Questo libro-inchiesta dimostra come documenti e testimonianze dirompenti, che consentono di fare piena luce sui delitti e misteri del dopo Dongo, siano stati “neutralizzati” dal super-apparato degli Istituti storici della Resistenza. Un intero archivio di carte scottanti e inedite è stato posto a disposizione dell’autore, per la realizzazione di questo libro, dal comandante “Stefano”, Mario Tonghini, classe 1923, protagonista della Resistenza lariana. Ne emergono casi clamorosi, come l’oblio calato sulla figura del comandante “Riccardo”, Oreste Gementi, che condivise con il capitano “Neri” l’effettiva leadership militare della Resistenza nel Comasco, ma non si allineò alla “verità di partito” imposta dal Pci sulla morte di Mussolini, e tentò di fermare la devastante onda rossa di terrore che passò attraverso l’eliminazione sistematica dei partigiani dissenzienti e l’occultamento delle prove dell’incameramento dell’oro di Dongo e dei delitti conseguenti.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 200

    Stampato nel 2016 da il Silicio

    Condizioni del libro: nuovo

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    Hazet 36. Sergio Ramelli. Storia di un omicidio politico

    18.00

    Pino Casamassima

    Tutto comincia con un compito in classe in una scuola di Milano. Il professore chiede agli alunni di descrivere un episodio che li ha impressionati. Sergio Ramelli, che da poco ha aderito al Fronte della Gioventù, scrive un tema sul primo assassinio effettuato dalle Brigate rosse: i terroristi erano entrati in una sede del Msi e avevano ucciso due uomini a sangue freddo. È solo un ragazzo di diciott’anni, ma a scuola le sue idee diventano un caso. Fino a che, il 13 marzo 1975, un commando di giovani militanti di sinistra lo aggredisce con una chiave inglese, la tristemente nota Hazet 36. Sergio Ramelli morirà dopo quarantasette giorni di agonia. A 50 anni dai fatti, i retroscena giuridici di questa tragedia vengono rivelati da Guido Salvini, il magistrato che insieme a Maurizio Grigo riuscì ad appurare le responsabilità individuali della squadra del servizio d’ordine di Avanguardia operaia, dopo che per anni le indagini avevano girato a vuoto. Mentre Pino Casamassima ricostruisce gli eventi – dall’antefatto al processo – attraverso testimonianze inedite, come quella della sorella della vittima. Come si arrivò alla scoperta del covo di viale Bligny? Cosa ha causato, un anno dopo, l’assalto al bar di largo Porto di Classe? Una potente rievocazione di un episodio che ha segnato la storia degli anni di piombo, capace ancora oggi di incendiare gli animi, e che tratteggia un affresco dell’Italia degli opposti estremismi. Senza sconti per nessuno

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    Ho difeso Licio Gelli. Storia di un avvocato alla sbarra

    18.00

    Il racconto vero, circostanziato, suffragato da riscontri documentali e storici, di un uomo, un avvocato, finito alla sbarra per aver difeso Licio Gelli, “venerabile” maestro della loggia massonica Propaganda 2. Ricordi, emozioni e una sempre signorilmente celata sofferenza sono sbattuti in faccia a servitori dello stato, giornalisti e politici che hanno emesso il calvinista decreto di condanna. Una storia di vite segnate, quando non spezzate, non già perché protagoniste di atti delittuosi o illegali, ma per essersi trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato. Questa libro non è l’elogio dell’ingenuità, ma un fragoroso richiamo a chi, per ruolo e status, è chiamato a vigilare sul rispetto dei principi giuridici che fanno grande una nazione. Prefazione di Paolo Simoncelli.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 136

    Stampato nel 2018 da Altaforte Edizioni

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    I 31 uomini del Generale – Un maresciallo dei carabinieri con Dalla Chiesa contro le Brigate Rosse

    22.00

    Il testo racconta solo ed esclusivamente i fatti realmente accaduti e agli .atti secretati delle forze dell’ordine, del lungo periodo nel quale Brunetti fece parte della brigata dei 31 uomini di Dalla Chiesa. Il terrorismo nero o rosso che fosse, è stato una piaga terribile della nostra Repubblica, che ha lasciato sul campo, morti o invalide, moltissime vittime innocenti. Riportare alla memoria fatti recenti con la penna di uno dei protagonisti assoluti di quegli anni, la sua storia fortissima, le sue azioni, il suo vissuto e il suo essere sopravvissuto nonostante il gravissimo ferimento alla testa, è una testimonianza che chi ha vissuto quegli anni vuole assolutamente scoprire: sono le memorie vere di un uomo che è stato sul campo….

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 224 con alcune foto b/n

    Stampato nel 2018 da Luni Editore

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    I giganti del MSI

    16.00

    AA.VV.

    Cesco Giulio Baghino, Alfredo Cucci, Augusto De Marsanich, Araldo di Crollalanza, Enrico Endrich, Ciccio Franco, Beppe Niccolai, Filippo Anfuso, Ernesto Massi.  L’aver voluto riscoprire queste figure è un modo per arricchire il ricordo dell’esperienza politica, storica e umana del Msi, mediante la vita, le opere e le intuizioni di uomini che non ebbero in quel partito lo stesso straordinario successo di altri come Almirante o Romualdi. Prefazione di Roberto Fiore.

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    I ragazzi col verdone. Memorie militanti dalla Padova degli anni di piombo

    15.00

    Massimo Bertocco

    Padova, negli anni ‘70, è una cittadina di provincia inserita in dinamiche nazionali di un certo rilievo. Nelle scuole, nelle fabbriche, nelle Università e nelle piazze, si vive un clima politico molto pesante, che non lascia spazio alla fantasia: aggressioni, scontri, agguati, sparatorie ed esplosioni sono all’ordine del giorno. In questo contesto incendiario, un gruppo di giovani militanti della destra radicale – scaricati dal loro stesso partito, perché troppo “esagitati” – si ritrovano soli contro tutti, costretti ad affrontare una marea di antagonisti a cavallo tra l’extra-parlamentarismo e la lotta armata. In queste pagine è raccontata la loro storia: una parabola di lotta e coraggio, di sogni infranti e di repressione, di audacia e di sana follia, di lacrime e di sangue. Nel caos di un’epoca dura – dove la politica attiva poteva costare la vita – il loro scopo era sopravvivere, presidiando con onore una piazza. La loro piazza.

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    I ragazzi del ciclostile. La Giovane Italia, un movimento studentesco contro il sistema

    23.00

    Adalberto Baldoni – Alessandro Amorese

    Cosa ha rappresentato la Giovane Italia? Baldoni e Amorese raccontano i due decenni del più importante movimento giovanile di studenti del secondo dopoguerra. Nata a Milano nel 1950, l’Asan Giovane Italia ha caratterizzato dentro e fuori le scuole italiane una presenza preponderante: sindacalismo studentesco, pubblicazioni e giornalini, attenzione alla cultura ed all’arte, ma soprattutto un movimento che, fin dal suo nome con quel richiamo mazziniano, ha fatto della difesa della Nazione la sua ragione di vita e la sua principale attività. Dalla questione orientale con la difesa di Trieste italiana a quella dell’Alto Adige, dall’egemonia delle proteste anticomuniste per l’invasione sovietica di Budapest e Praga, la Giovane Italia riporta i tricolori nelle piazze e nelle strade italiane, è l’incubo di presidi e questori, è per anni punto di riferimento per generazioni di ragazze e ragazzi alternativi all’incombente penetrazioni marxista nelle scuole

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    I ribelli – Memorie del Sessantotto all’Università Cattolica

    18.00

    Verso la fine degli anni ’60 la gioventù europea condivise un’esperienza politica di massa che passerà poi alla storia come il Sessantotto. Non solo la Francia vide le rivolte studentesche, le proteste sociali, le rivendicazioni politiche, ma anche l’Italia, in un arco temporale che modificò drasticamente l’autopercezione sociale delle nuove generazioni del Paese, portando con sé molti avanzamenti e altrettante contraddizioni. Epicentro dei fatti fu Milano, con il Movimento Studentesco, e tra i protagonisti vi sono i suoi padri fondatori presso l’Università Cattolica.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 358 + 14 pagine fuori testo con foto b/n

    Stampato nel 2018 da Novaeuropa

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    I segreti di Bologna – La verità sull’atto terroristico più grave della storia italiana

    16.00

    È arrivato il momento, dopo trentasei anni, di spiegare fatti rimasti finora in sospeso. Gli italiani hanno assistito inermi ad attentati di ogni genere: omicidi di militanti politici, poliziotti, magistrati. E stragi crudeli, terribili, come quella alla stazione dì Bologna del 2 agosto 1980 che causò 85 morti e 200 feriti e che, nonostante la condanna definitiva dei tre autori, continua a essere avvolta nel mistero. Dopo interminabili indagini giudiziarie e rinnovate ipotesi storiografiche, gli autori di questo libro, esaminando i materiali delle commissioni Moro, P2, Stragi, Mitrokhin, gli atti dei processi e degli archivi dell’Est, e documenti “riservatissimi” mai resi pubblici, hanno tracciato una linea interpretativa sinora inedita, restituendo quel tragico evento a una più ampia cornice storica e geopolitica, senza la quale è impossibile arrivare alla verità. La loro inchiesta chiama in causa la “doppia anima” della politica italiana, le contraddizioni generate dalla diplomazia parallela voluta dai nostri governi all’inizio degli anni Settanta e, in particolare, lo sconvolgimento degli equilibri internazionali provocato dall’omicidio di Aldo Moro, vero garante di un patto con il Fronte popolare per la liberazione della Palestina finalizzato a evitare atti terroristici nel nostro paese. Senza questo viaggio a ritroso nel tempo è impossibile capire la stagione del terrorismo italiano culminata nell’esplosione del 2 agosto 1980.

    Brossura, 14 x 20,5 cm. pag. 274 con la riproduzione di alcuni documenti

    Stampato nel 2016 da Chiarelettere

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    Iconografia della destra. La propaganda figurativa da Almirante a Meloni

    29.00

    Luciano Cheles

    A partire da un’ampia gamma di fonti iconografiche (tessere, manifesti, cartoline, giornali, siti web…), Luciano Cheles ricostruisce l’evoluzione della propaganda figurativa della destra dal 1946 a oggi, interrogandosi sugli elementi di continuità e discontinuità fra il fascismo e i tre partiti che nel corso degli anni si sono passati il testimone della destra: dal Movimento Sociale Italiano a Fratelli d’Italia, passando per Alleanza Nazionale. Il volume mostra come, sotto la sua apparente “normalità”, la propaganda della destra postfascista celi spesso allusioni e precisi riferimenti rivolti a un pubblico di nostalgici capaci di riconoscerli, abituando allo stesso tempo gli italiani a una versione moderna dei valori del regime. L’autore fa riferimento ad una vulgata, molto di sinistra. Basta vedere come combina le immagini tra passato e tempi recenti.

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    Il caso dei Marò

    Il prezzo originale era: €12.00.Il prezzo attuale è: €7.20.

    Antonella Colonna Vilasi                        Prezzo di listino  12.00 (sconto 40%)

    Questo libro cerca di fare piena luce sul caso dei Marò e sulla differente versione dei fatti, italiana ed indiana, che ha scatenato un grave incidente diplomatico, creando un impasse internazionale. Tra facili entusiasmi dettati dal mero campanilismo, la manipolazione politica, fino a giungere alla vera e propria mistificazione. Perché di questo caso si è parlato e si continua a parlare moltissimo, ma il più delle volte le notizie che arrivano sono faziose ed inesatte. Oramai sembra che a nessuno interessi più la verità e la giustizia, oltre al fatto mediatico.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 132

    Stampato nel 2015 da Libellula Edizioni

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    Il diavolo e la coda (Romanzo)

    Il prezzo originale era: €20.00.Il prezzo attuale è: €12.00.

    Walter Jeder             Prezzo di listino: 20.00 (sconto 40%)

    Un uomo e la sua famiglia, trascinati dal fiume in piena del ‘900, sono protagonisti di un racconto autentico che scorre impetuoso dal buio della superstizione popolare alle luci del circo di Buffalo Bill, attraverso la guerra di Libia e la marcia su Roma, svela aspetti meno conosciuti del dramma della Marina italiana e di una sanguinosa guerra civile, ripropone sapori amari e dolci degli anni della ricostruzione. Testimonianze di vita comune, intersecate a qualche fotogramma dei grandi personaggi, che finiscono con il rimettere in scena pagine vere della nostra storia recente, spogliate degli orpelli della didattica ufficiale.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 456

    Stampato nel 2018 da A.G.A.

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    Il Garofano e la Fiamma L’incontro mancato tra Craxi e la Destra italiana

    28.00

    Tommaso De Brabant

    Il rapporto tra il segretario del PSI e la destra italiana è un argomento spesso sottostimato o rimosso ma non marginale. Anzi. E qui l’importanza della ricerca pioneristica ma molto attenta di Tommaso de Brabant, giovane ricercatore e brillante intelligenza, su di un intreccio politico, teorico ma anche umano dai tanti e inattesi risvolti. Craxi, uomo di sinistra, non solo diede, dopo un lunghissimo purgatorio, piena dignità agli ‘esuli in Patria’ missini, ma anche immaginò nuovi scenari che scardinavano gli obsoleti recinti del già ricordato ‘arco costituzionale’ antifascista, la conventio ad excludendum che vietava al Movimento Sociale ogni interlocuzione con le altre forze politiche. Dopo la lunga e dolorosa traversata attraverso gli ‘anni di piombo’, il MSI-DN era uno strumento politico logorato, roso dalle antiche malattie del neofascismo – frazionismo, leaderismo, autoreferenzialità –, azzoppato da una scissione di vertice importante (Democrazia Nazionale) e privo di prospettive politicamente praticabili. Ad Almirante e alla sua ristretta nomenklatura – per lo più formata da reduci dell’ultima fase del passato regime – rimaneva soltanto il facile richiamo del ‘ghetto’ e il ricorso alla solita ‘fiera delle occasioni’ elettorali. Insomma, il piccolo mondo antico missino: un susseguirsi di nobili battaglie – tra tutte la difesa dell’italianità di Trieste e Bolzano –, intuizioni importanti come il presidenzialismo alternate a commemorazioni nostalgiche, oppure a entrismi velleitari e puntualmente fallimentari.

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    Il Generale Dalla Chiesa, il terrorismo, la mafia

    20.00

    Vittorio Coco

    Il 3 settembre 1982 a Palermo veniva ucciso dalla mafia il generale Carlo Alberto dalla Chiesa. Nella storia dell’Italia repubblicana, dalla Chiesa era l’uomo per gli incarichi difficili, fin da quando aveva scelto di andare volontario nella Sicilia di Salvatore Giuliano. Successivamente le istituzioni democratiche si affidarono a lui in alcuni dei momenti più drammatici, chiamandolo a contrastare l’offensiva del terrorismo brigatista, sia prima che dopo il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro. La sua ultima missione, conclusasi con l’attentato che lo colpì assieme alla moglie, fu quella di prefetto di Palermo, dove era stato inviato a fronteggiare un’escalation di violenza della mafia senza precedenti.

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    Il giocoliere nero. Giorgio Almirante tra due fuochi

    18.00

    Primi anni Settanta. Giorgio Almirante, neosegretario del MSI, sta guidando il partito da risultati minimi a successi elettorali impressionanti. Abile “giocoliere” politico, Giorgio opera su due fronti: presentare il MSI come partito dell’ordine per attrarre l’elettorato moderato preoccupato dalla violenza degli Anni di piombo, e contemporaneamente alzare il livello di scontro con le sinistre, se necessario anche nelle piazze. L’obiettivo è ambizioso: invertire l’assetto politico a destra, fare del MSI l’ago della bilancia e superare la conventio ad excludendum che lo ha ghettizzato dalla sua fondazione. Una strategia bifronte e arrischiata, che però sembra funzionare. Nel 1972 il MSI raggiunge quasi il 9% dei consensi elettorali. Ma proprio quando il successo sembra vicino, il lontano passato irrompe, costringendo Giorgio ad un confronto serrato con le sue scelte e il suo vissuto. La sua firma sui bandi della Repubblica Sociale Italiana, che prevedevano la pena di morte per i renitenti alla leva e i partigiani, riemerge nel dibattito pubblico. Viene anche accusato di favoreggiamento nei confronti di uno dei responsabili della strage di Peteano, in cui muoiono tre carabinieri. Sono episodi gravi che minano la sua credibilità come difensore della legalità democratica e riportano alla luce le contraddizioni di un partito che cerca di rinnovarsi senza rinnegare completamente le proprie radici ideologiche. L’autore è noto per essere ideologicamente posizionato.

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    Il golpe Borghese. Nel racconto di un protagonista

    22.00

    Adriano Monti

    A cinquant’anni dal colpo di Stato tentato da junio Valerio borghese, uno dei protagonisti, l’ultimo significativo testimone di quella vicenda, Adriano monti, svela diversi retroscena che portarono alla preparazione e al rapido fallimento del golpe.

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    Il golpe borghese. Trame atlantiche e strategia della tensione – Fumetto

    20.00

    Mauro Falchetti – Matteo Reggiani

    Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970 una serie di veicoli militari inizia a muoversi in tutta Italia seguendo le direttive di Junio Valerio Borghese, fondatore del Fronte Nazionale, comandante della Xa Flottiglia MAS e aderente alla Repubblica Sociale Italiana: si tratta dell’operazione Tora Tora, un tentativo di golpe eversivo effettuato dall’estrema destra interrotto a pochissime ore dal discorso in diretta nazionale con cui il Principe Nero Borghese avrebbe dovuto annunciare l’instaurazione di un nuovo regime. Perché il Golpe non è andato in porto? Chi era veramente a capo dell’organizzazione? Chi avrebbe dovuto dirigere la nazione in seguito al colpo di stato? Una dettagliata ricostruzione storica per dimostrare che, al contrario di quanto affermato dalla verità giudiziaria, il Golpe Borghese non è stato un pacifico ritrovo di anziani nostalgici ma un pericoloso attacco alla nostra democrazia.

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    Il lodo Moro. Gli accordi segreti con i palestinesi e le indagini sulla strage di Bologna. Memorie, documenti, testimonianze

    49.00

    Gian Paolo Pelizzaro

    Questo libro svela la genesi e lo sviluppo degli accordi segreti tra governo italiano e resistenza palestinese, soffermandosi sulle implicazioni che ebbero questi patti inconfessabili nell’evoluzione delle minacce del terrorismo di matrice arabo-palestinese contro l’Italia. La ricerca è frutto di una inchiesta iniziata nel 1999 e ancora in evoluzione.

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    Il neofascismo in Umbria 1969-1975 – La commissione d’inchiesta della Regione

    22.00

    .Tra il 1969 e il 1975, il neofascismo italiano si presenta in forme particolarmente aggressive: In Umbria invece, il neofascismo non procura morti; si esprime perlopiù nelle piazze, nelle strade, nelle scuole, all’università. Accanto ad attività politico-culturali di vario genere, manifesta la propria carica eversiva e la propria anima violenta attraverso intimidazioni, provocazioni, scontri con gli avversari della sinistra e con i tutori dell’ordine, attacchi a esponenti politici, a sedi sindacali e di partito, a simboli della Resistenza e della cultura costituzionale. Sebbene all’interno del quadro nazionale possa apparire una realtà marginale, il neofascismo umbro – soprattutto quello perugino – sviluppa nel tempo dei tratti che lo qualificano come un fenomeno tutt’altro che irrilevante.

    Brossura, 14,5 x 21 cm. pag. 248

    Stampato nel 2020 da Marsilio

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    Il pericolo rosso – Comunisti, cattolici e fascisti fra legalità ed eversione 1943 – 1969

    25.00

    Questo lavoro cerca di ricostruire la storia del nostro paese nel periodo compreso fra la guerra civile del 1943-45 e il 1969, inizio della strategia della tensione, avendo come filo conduttore i rapporti fra Dc, Pci, Msi e i loro referenti internazionali, alla luce dell’attività “coperta” delle organizzazioni paramilitari clandestine. Questi partiti ideologicamente forti disponevano di apparati di sicurezza e sistemi logistici attivabili in situazioni di emergenza; ciò pone problemi di enorme rilievo in merito al punto centrale, in uno stato democratico, relativo all’esercizio del monopolio della forza. Pone anche il problema dello “spazio” reale in cui si esercita la sovranità dei cittadini, laddove l’esistenza di strutture paramilitari clandestine pone dei limiti che nemmeno l’esercizio del diritto di voto può far superare. Da un lato i comunisti, con i loro apparati paramilitari riorganizzati con l’aiuto di Mosca, nati dalle costole del combattentismo partigiano, protetti e finanziati dall’Urss. Dall’altro il variegato e contraddittorio fronte anticomunista, con le sue strutture ricostituite sotto la supervisione degli anglo-americani: la gladio quale evoluzione delle formazioni partigiane cattoliche e la rete di strutture a essa collegate; la “gladio nera”, sofisticata evoluzione del radicalismo fascista “utilizzata” dall’anticomunismo di marca atlantica per operazioni illegittime e illegali: nel loro insieme, esse hanno tenuto in stallo la democrazia italiana per mezzo secolo.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 378

    Stampato nel 2017 da luni editrice

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    Il polo escluso. La fiamma che non si spegne: da Almirante a Meloni

    19.00

    Piero Ignazi

    Questa edizione presenta in versione integrale il testo originale, pubblicato per la prima volta nel 1989, al quale è stata aggiunta una postfazione che dà conto dell’evoluzione di quel “polo escluso”, il quarto partito italiano, e delle formazioni che gli sono succedute, fino all’exploit elettorale di Fratelli d’Italia e al governo di Giorgia Meloni.

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    Il progetto nucleare italiano (1952-1964). Conversazioni con Felice Ippolito

    19.00

    Barbara Curli

    La questione dell’energia nucleare è tornata in questi anni al centro dell’attenzione della storiografia internazionale, tanto da far parlare di un ‘rinascimento’ degli studi sul nucleare. Il cambiamento climatico e la transizione verso energie a bassa emissione di carbonio, la fine della guerra fredda e la ridefinizione degli scenari geopolitici hanno infatti suscitato nuovi interrogativi sulla dimensione sociale e ambientale del nucleare, sulla sua natura di veicolo di significati culturali e mediatici sulla modernità, sui rapporti giuridici e politici tra normativa europea, governance nazionale e poteri locali nella gestione di una “industria a rischio”. Questo libro ripercorre la storia del programma nucleare italiano dalle origini alla metà degli anni Sessanta, quando, dopo essere stata all’avanguardia nel settore, l’Italia abbandonò sostanzialmente i grandi progetti di costruzione di centrali nucleari, che furono poi fermati alla fine degli anni Ottanta apparentemente sull’onda emotiva suscitata dal disastro di Chernobyl. Il volume è costituito da un saggio storico e da una lunga intervista a Felice Ippolito, che di quel programma nucleare fu animatore e figura simbolo e protagonista del cosiddetto ‘caso Ippolito’.

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    Il realismo della politica. Nino Tripodi e l’Istituto Nazionale di studi politici ed economici

    26.00

    Rodolfo Sideri

    Antonino, detto Nino, Tripodi è stato un personaggio di primo piano nella lunga vicenda della destra missina. Nel suo lungo viaggio attraverso il fascismo fu littore, libero docente di Storia e dottrina del fascismo sotto il magistero di Emilio Bodrero. Nel dopoguerra fu deputato nazionale ed europeo del M.S.I., direttore del Secolo d’Italia dal 1969 al 1982 e Presidente del partito dal 1982 al 1988. Il presente volume vuole essere una ricognizione di un’esperienza umana e intellettuale, ma anche un tassello utile a costruire, partendo dai particolari, la storia di un partito e più generalmente di un’area che, proprio perché ha vissuto la sua esperienza politica al di fuori del cosiddetto arco costituzionale, ha prodotto una cultura politica fatta di proposte che conservano ancora oggi la loro attualità. Lo dimostra l’Istituto nazionale di studi politici ed economici fondato e diretto da Tripodi, volto a veicolare princìpi e valori della destra nazionale attraverso un’elaborazione culturale profonda e articolata. Tramite lo scavo archivistico viene alla luce una vicenda, quella di Tripodi e dell’Inspe, che merita di essere ricordata.

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    Il sangue dell’arma – Separatismo, banditismo e le stragi dei Carabinieri. Sicilia 1943-1950

    24.00

    L’Arma dei Carabinieri tra il 1943 e il 1950, in Sicilia, fu impiegata in una serie di attività militari: dal tentativo di contenimento dello sbarco angloamericano (Operazione Husky) all’attività di polizia civile nel passaggio di poteri tra le autorità italiane e quelle alleate. Per il degrado determinato dalle vicende belliche, i Carabinieri si dedicarono alla lotta contro la delinquenza comune. Al nascere del banditismo, si fecero carico del gravosissimo compito di contrastare la criminalità organizzata a cui si associò, quasi contestualmente, l’insorgente separatismo. Questa è la storia delle stragi e delle vicende dei Carabinieri di Passo di Piazza (luglio 1943), Contrada Gesso (agosto 1943), Feudo Nobile (gennaio 1946), Bellolampo (agosto 1949).

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 476 illustrato con foto b/n

    Stampato nel 2019 da Mursia

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    Il secondo ritorno di Trieste all’Italia – La rinascita dell’Esercito italiano nel secondo dopoguerra

    12.00

    I rapporti tra militari italiani e alleati ancorché regolati da clausole armistiziali non furono sempre facili anzi, alcune volte i rapporti furono così tesi da richiedere dignitosi bracci di ferro a causa dei difficili rapporti in cui si giunse alla resa dell’Italia agli Alleati. A oltre settant’anni da quelle vicende, con serenità d’animo, è opportuno rivisitare circostanze in cui furono commessi numerosi errori che la storia ha archiviato, perché le responsabilità non possono essere mai più perseguite. La rinascita delle Forze Armate italiane ebbe un severissimo banco di prova: come avremo presidiato la frontiera orientale, contro la quale si ammassavano le unità slave, quando gli Alleati sarebbero rientrati nei loro paesi? “L’esigenza T” in piena guerra fredda fu il vero banco di prova del nuovo esercito repubblicano che tendeva ad entrare, per la seconda volta nello stesso secolo, a Trieste. L’autore è il Col. Lorenzo Cadeddu, ufficiale della riserva proveniente dal servizio permanente che ha trascorso quasi quarant’anni sulla frontiera orientale presso unità, Enti e reparti del 5° Corpo d’Armata.

    Brossura, 15,5 x 23 cm. pag. 238 illustrato con alcune foto e cartine

    Stampato nel 2018 da Editoriale Programma

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    Il tempo delle chiavi. L’omicidio Ramelli e la stagione dell’intolleranza

    18.90

    Nicola Rao

    In Italia l’intolleranza, la violenza politica e il terrorismo hanno caratterizzato tutti gli anni Settanta e i primi anni Ottanta. Dalla strage di piazza Fontana allo smantellamento delle organizzazioni armate di sinistra e di destra sono trascorsi ben 13 anni. 13 anni di stragi, omicidi, ferimenti, mutilazioni, attentati dinamitardi, scontri, devastazioni. 13 anni di violenze fisiche e psicologiche, pubbliche e private. A Milano, nel 1975, in una città plumbea avvolta in una morsa di estremismo, Sergio Ramelli – uno studente di destra di diciotto anni – viene aggredito a colpi di chiavi inglesi da un gruppo di militanti della sinistra extraparlamentare, morendo dopo 47 giorni di agonia. Un agguato in piena regola finito in tragedia. Con uno stile cinematografico che ricorda i film di Elio Petri, Nicola Rao ricostruisce i giorni, le settimane, i mesi, gli anni degli scontri, delle manifestazioni, della guerra di strada, delle spedizioni punitive nella città meneghina; delle centinaia di aggressioni con chiavi inglesi, organizzate da gruppi dell’ultrasinistra; dei feriti, dei morti e dei processi a seguito dei fatti di sangue.

    Rilegato, 15 x 22 cm. pag. 222

    Stampato nel 2024 da Piemme

     

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    Il triangolo delle bombe

    25.00

    Gli attentati all’Arcivescovado di Milano dal 1919 a piazza Fontana. Al centro di Milano, le vie Arcivescovado e Palazzo Reale formano con piazza Fontana una sorta di triangolo delle bombe. Dall’ordigno rudimentale del 1919 di cui fu accusato di essere il mandante Mussolini alla strage di piazza Fontana, passando per le “bombe” del 1928, della guerra civile, del 1956: una serie di attentati falliti, eseguiti o provocatori.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 240

    Stampato nel 2011 da Storia Ribelle

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    Incontro al presente. Storia, pratica e significato di un rito militante

    10.00

    Tony Fabrizio

    Strumentalizzato e ostracizzato dalla vulgata “politicamente corretta”, il rito del “Presente!” rappresenta una tradizione marziale e militante che lega la galassia nazional-rivoluzionaria al ricordo dei propri caduti. Un gesto solare, impersonale e condiviso, il cui scopo è “richiamare in vita” chi è morto per l’Idea, rinnovando un giuramento di fedeltà e di appartenenza. In queste pagine – intense, appassionate e cariche di riferimenti – si ripercorrono la storia, la pratica e il significato di un rito sacrale e comunitario che si perpetua e si trasmette oltre ogni divieto e oltre ogni demonizzazione. Perché ricordare significa “riportare al cuore”, dar vita alla memoria, farsi costruttori della storia e trasmettere un testimone.

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    Intelligence e sistema di informazione nella repubblica italiana – Storia, cultura, evoluzione e paradigmi

    36.00

    Perché i servizi segreti sono così invisi? Attraverso quali strumenti e strutture l’intelligence italiana si è evoluta? C’è stato un naturale passaggio dallo spionaggio all’intelligence? Qual è la sua esatta definizione? Può essere considerata una disciplina scientifica o oggetto di ricerca? Su queste e altre domande ci si confronta proponendo non solo teorie scientifiche e paradigmi, ma soprattutto un dibattito sull’intelligence e sul sistema di informazione italiano. Sui volumi editi da Aracne Edizioni e’ applicato un rimborso delle spese di reperimento.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 615 con alcuni diagrammi b/n

    Stampato nel 2015 da Aracne

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    Io non prendo lezioni. Cronache dagli «anni di cuoio»

    20.00

    Francesco Polacchi

    Adolescenza, ribellione e scelte di vita. La bomba al Cutty Sark, la nascita del Blocco studentesco, l’incontro con Giorgia Meloni, le vittorie conquistate e gli scontri con gli antifascisti. L’onda di entusiasmo dell’autunno caldo 2008, spazzata via dalle guardie rosse del sistema a Piazza Navona, e poi la lunga scia che porterà alla movimentata primavera del 2010. L’autore racconta senza filtri gli anni di cuoio 2004-2013: un tempo fatto di militanza, coraggio, cadute e riscatti. Anni in cui le strade, le scuole e le università romane erano il campo di battaglia di una guerra politica che nessuno ha mai raccontato con questa autenticità. Un libro senza giustificazioni che restituisce la fotografia di ciò che è stata quella stagione.

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    Io sono Matteo Salvini – Intervista allo specchio

    Il prezzo originale era: €17.00.Il prezzo attuale è: €8.50.

    Chiara Giannini

    Cento domande all’uomo più discusso d’Europa. Perché l’Italia non è la Polonia, l’Ungheria o la Repubblica Ceca. L’Italia è uno dei paesi fondatori della Unione Europea e il suo terzo contribuente. Cento risposte per raccontare quanto di sé stesso informa la propria azione di governo. Cento risposte a chi lo ama, a chi lo critica, a chi ripone fiducia in lui e a chi lo vorrebbe vedere “penzolare a testa in giù”. E poi tante testimonianze; quelle della gente della strada, di chi vive la propria vita e di chi si è trovato a difenderla, dei politici amici e di quelli nemici, degli animatori dei salotti televisivi e della carta stampata. Un confronto a distanza che, ancora una volta, traccia il solco, sempre più invalicabile, tra popolo e classe dirigente. Prefazione di Maurizio Belpietro.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 153

    Stampato nel 2019 da Altaforte

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    l realismo della politica. Nino Tripodi e l’Istituto Nazionale di studi politici ed economici

    26.00

    Rodolfo Sideri

    Antonino, detto Nino, Tripodi è stato un personaggio di primo piano nella lunga vicenda della destra missina. Nel suo lungo viaggio attraverso il fascismo fu littore, libero docente di Storia e dottrina del fascismo sotto il magistero di Emilio Bodrero. Nel dopoguerra fu deputato nazionale ed europeo del M.S.I., direttore del Secolo d’Italia dal 1969 al 1982 e Presidente del partito dal 1982 al 1988. Il presente volume vuole essere una ricognizione di un’esperienza umana e intellettuale, ma anche un tassello utile a costruire, partendo dai particolari, la storia di un partito e più generalmente di un’area che, proprio perché ha vissuto la sua esperienza politica al di fuori del cosiddetto arco costituzionale, ha prodotto una cultura politica fatta di proposte che conservano ancora oggi la loro attualità. Lo dimostra l’Istituto nazionale di studi politici ed economici fondato e diretto da Tripodi, volto a veicolare princìpi e valori della destra nazionale attraverso un’elaborazione culturale profonda e articolata. Tramite lo scavo archivistico viene alla luce una vicenda, quella di Tripodi e dell’Inspe, che merita di essere ricordata.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 270

    Stampato nel 2024 da Settimo Sigillo

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    L’ infinito Sessantotto – Da Macondo e P38 alla II Repubblica

    14.00

    Nel mezzo secolo che ci separa dalla Contestazione, il reducismo si conferma la malattia endemica degli intellettuali italiani. Nel fiume delle rievocazioni e delle celebrazioni, nessuno però sembra chiedersi quanto e se “l’immaginazione al potere” contemplasse Berlusconi, Renzi, Grillo… Fra trionfalismo e vittimismo, si assiste alla curiosa identificazione nella gioventù studentesca e no fatta da settantenni pensionati, più o meno arzilli e nell’assoluto disinteresse di chi oggi ha vent’anni e un domani sarà senza pensione. In questo libro, che ha come appendice e controcanto un pamphlet scritto all’epoca, “Macondo e P38”, appunto, Stenio Solinas cerca di capire in che modo l’Italia attuale, la sua crisi economica, il suo cortocircuito politico, la disaffezione per la cosa pubblica che va di pari passo con l’insipienza della classe dirigente, affondi in quella di ieri, ne sia l’amara conseguenza o la triste negazione.

    Brossuara, 14 x 20,5 cm. pag. 132

    Stampato nel 2018 da La Vela

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    L’Alternativa (1973-1980)

    20.00

    Il periodo in cui Giacinto Auriti ha collaborato con L’Alternativa, l’agenzia di stampa del Centro Studi Politici e Costituzionali, è stato forse il più fecondo della sua vita. Nell’arco di sette anni, anche perché pressato da Marino Solfanelli, il giornalista amico che dirigeva L’Alternativa, scrisse quasi ottanta tra articoli e contributi vari. In essi si ritrovano, organicamente strutturati e trattati secondo prospettive pluridisciplinari, o almeno già contenenti in nuce i futuri sviluppi, tutti i punti forti del pensiero di Auriti. Il professore di Guardiagrele riafferma costantemente, in questi scritti, la concezione cristiana e classica della società, del diritto, della moneta. Egli sostiene senza tentennamenti la dottrina sociale della Chiesa, e specialmente il principio proclamato dal Papa della Rerum Novarum, S.S. Leone XIII: “Tutti proprietari e non tutti proletari”…

    Brossura, 14 x 20,5 cm. pag. 285

    Stampato nel 2016 da Solfanelli

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    L’altro MSI – I leader mancanti per una destra differente

    15.00

    Se un “altro” Msi è esistito, accanto e parallelamente alla storia di quello ufficiale, incarnato dal leader più famoso, Giorgio Almirante, esso va rintracciato nelle aspirazioni e nel progetto di uomini molto differenti tra loro – Romualdi, Massi, De Marzio, Rauti, Tarchi, Niccolai, Mennitti e l’ultimo Fini – che hanno immaginato, con la loro azione e con il loro pensiero, la possibilità di nuovi e diversi modi di interpretare la destra. Questo libro vuole essere, oltre che un ritratto inedito di queste figure, un approfondimento necessario per capire la complessità del mondo che fece capo al Msi e un modo per non disperdere una preziosa eredità

    Brossura, 12,5 x 19 cm. pag. 170

    Stampato nel 2016 da Giubilei Reggiani

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    L’Italia si è rotta

    18.00

    Giampaolo Pansa

    “Il nostro è un Paese perduto. Travolto dalla cattiva politica, da partiti e governi incompetenti e corrotti dalla brama di potere. Sempre più diviso tra ricchi e poveri. Guastato dalle ruberie di personaggi pubblici e privati e dall’inosservanza delle leggi da parte di molti. In questi ultimi anni mi sono sempre più spesso domandato: che cosa ci accadrà domani? I miei ultimi lavori guardavano al passato, questo si spinge nel futuro”. Con queste parole dolenti Pansa avrebbe iniziato questo libro rimasto incompiuto e nel quale descrive con ferocia l’Italia sottosopra che intravvedeva. Un Paese dove i vecchi sono le prime vittime degli effetti nefasti della crisi politico-economica. Insieme agli italiani onesti e alle donne, vittime di mariti e compagni violenti. Il narratore è un giornalista settantenne che vive a Roma e racconta la deriva dell’Italia a cominciare dal 2020, anno bisestile e maledetto. Tra grandi bufere invernali, estati torride e una crisi economica senza uguali. Il finale è a sorpresa, perché anche nelle grandi crisi si nasconde sempre qualche fermento nuovo e inaspettato.

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    L’Italia tra le grandi potenze. Dalla Seconda Guerra Mondiale alla guerra fredda

    30.00

    Elena Aga-Rossi

    Elena Aga Rossi è una delle maggiori studiose della politica e dell’intervento degli Alleati in Europa e soprattutto in Italia durante la guerra, e dell’influenza dell’Unione Sovietica in Italia nei primi anni della guerra fredda. Sull’una e l’altra tematica ha prodotto nel tempo una cospicua serie di ricerche originali che hanno in più casi costituito punti di svolta della ricerca storica sulla Campagna d’Italia e in generale sulla storia politica del nostro paese fra guerra e dopoguerra. Ora i risultati di quelle ricerche trovano qui una sistemazione fortemente unitaria, che segue tre assi fondamentali: i piani alleati per la divisione dell’Europa elaborati dagli alleati durante la guerra; la Campagna d’Italia degli angloamericani; i rapporti del PCI con l’Unione Sovietica. Nel complesso, un contributo di prima grandezza sugli aspetti cruciali che determinarono il futuro dell’Italia postfascista e la sua collocazione internazionale.

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    L’ultimo testimone – Storia dell’agente segreto Sergio Cionci e degli istriani nella Guerra Fredda

    15.00

    L’unico libro sullo spionaggio italiano durante la Guerra Fredda. L’agente segreto non è un militare, ma un giovane, uno dei 28 mila italiani che lasciarono Pola. I documenti inediti – talvolta sorprendenti – e il suo racconto permette di conoscere vicende e retroscena non reperibili in nessun archivio. Senza questo memoriale, la storia avrebbe una pagina bianca o, peggio, avrebbe generato leggende. Un mondo scomparso senza lasciare traccia di sé viene tratteggiato in maniera minuziosa e attenta, ma anche con un velo d’ironia.

    Brossura, 16,5 x 24 cm. pag. 175 + 16 pagine fuori testo con foto e documenti b/n

    Stampato nel 2014 da Gaspari

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    L’utilità della naja. Perchè ci serve la leva militare. Memorie di un ex allievo Teuliè

    10.00

    Andrea Ghiglione

    Ci serve ancora la leva militare? Quali vantaggi potrebbero derivare dalla sua reintroduzione? Andrea Ghiglione, ex allievo Teuliè, racconta la propria avventura presso la celebre scuola militare milanese: dai sacrifici quotidiani ai forti legami camerateschi, dal rispetto delle gerarchie al rinnovato spirito di appartenenza, dalla ferrea disciplina alla riscoperta dei valori marziali. Secondo l’autore la naja è una palestra del corpo e dell’anima, che potrebbe restituire un centro, una forma e una direzione a tutti quei giovani che – cresciuti all’ombra di una società opulenta, ipocrita e consumista – sono imprigionati nella gabbia delle mode effimere, dell’edonismo individuale, del consumo compulsivo, dell’assenza di riferimenti e della virtualità digitale.

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    La chiamavano Nuova destra. Storia e idee di un percorso metapolitico (1977-1992)

    25.00

    Giovanni Tarantino

    Questo volume ripercorre la storia della cosiddetta “Nuova destra” – definizione nata all’esterno del movimento – attraverso il recupero e l’analisi di documenti inediti, riviste, dischi, fumetti, manifesti, poster e materiale pubblicitario e iconografico che ne hanno scandito il percorso tra il 1977 e l’inizio degli anni Novanta. Per la prima volta viene condotta un’indagine a tutto campo, raccogliendo le testimonianze di tanti protagonisti dell’epoca, per raccontare contenuti ed estetica di un fenomeno metapolitico controverso e sfaccettato anche al suo interno, spesso in contrasto con l’allora gruppo dirigente del Movimento sociale italiano, che non si poneva come obiettivo la “conquista del palazzo” ma, piuttosto, di agire come aggregatore sul piano della società civile, a partire dalla sua componente giovanile. Il volume è arricchito da oltre 100 immagini d’archivio (tra foto d’epoca, copertine di libri e dischi, illustrazioni, fumetti, manifesti, riviste e giornali), un’appendice documentaria e un inserto a colori.

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    La CIA e il terrorismo italiano – Dalla strage di piazza Fontana agli anni Ottanta (1969-1986)

    18.00

    Quali furono le valutazioni degli Stati Uniti in merito alla drammatica stagione di terrorismo che l’Italia visse dalla fine degli anni Sessanta fino alla metà degli anni Ottanta? Quali le reazioni della CIA, dell’ambasciata americana a Roma, del Dipartimento di Stato, della Casa Bianca in merito alle bombe di piazza Fontana, alla strategia della tensione e ai tentativi di colpo di Stato? Quando a Langley, a Washington e a via Veneto iniziarono ad analizzare il terrorismo di sinistra e quali furono i giudizi elaborati circa le possibili conseguenze sul sistema politico italiano? Che atteggiamento ebbero di fronte al sequestro e all’omicidio di Aldo Moro? Le Brigate rosse e le altre organizzazioni terroristiche di sinistra vennero considerate il tassello fondamentale di una trama internazionale del terrore diretta dall’Unione Sovietica o un fenomeno domestico e non eterodiretto? Come furono valutate la risposta dello Stato italiano alle strategie eversive e l’evoluzione dei gruppi terroristici dalla fine degli anni Settanta fino al loro irreversibile declino? Sulla base di una vasta documentazione, il volume intende fornire alcune possibili risposte a tali domande, ricostruendo il punto di vista, le analisi, le valutazioni della CIA e degli altri attori politico-diplomatici statunitensi in merito ai terrorismi e alle trame eversive in Italia dalla fine degli anni Sessanta fino agli ultimi report elaborati a Washington nel 1986.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 166

    Stampato nel 2019 da Carocci

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    La crisi di Trieste 1953

    18.00

    Simbolo del contrasto tra Italia e Jugoslavia al termine della Seconda Guerra Mondiale, la questione di Trieste coinvolgeva in realtà il ben più ampio territorio dalle Alpi Giulie alla penisola istriana, l’area di contatto tra italiani e popolazioni slave. Il contrasto di confine metteva anche in risalto le dispute tra mondo comunista e democrazie occidentale. Se gli aspetti socio-economici della crisi di Trieste sono stati più approfonditi, gli elementi militari sono generalmente meno considerati, anche per la poca disponibilità di documentazione sia da parte italiana che per i Paesi della ex Jugoslavia. Anziché focalizzarsi quindi su diatribe politiche e rivalità etniche, il libro segue le dinamiche militari di quanto avvenuto tra il maggio del ’45 e gli anni Cinquanta. La descrizione accurata di truppe, armamenti e equipaggiamenti coinvolge anche la presenza degli Alleati, e, grazia a foto inedite e illustrazioni, colma un’importante lacuna nella storia della guerra fredda. L’Autore analizza l’argomento da un punto di vista prettamente filo-slavo.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 214 con varie foto b/n + 8 pagine fuori testo con illustrazioni a colori

    Stampato nel 2020 da Goriziana

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    La Croce Celtica e la Mezzaluna

    20.00

    Andrea Biondo

    Questa è la storia mai raccontata di un rapporto tanto discontinuo quanto duraturo, lungo oltre quarant’anni, tra due mondi apparentemente inconciliabili e lontani tra loro: la Destra neofascista italiana e i movimenti di liberazione arabo-islamici. In un’epoca in cui gli equilibri globali erano ben diversi da quelli odierni, accadde che la Destra si schierasse con i fedayn palestinesi, mentre la Sinistra guardava con ammirazione al socialismo dei kibbutz israeliani. Fu un tempo in cui il terzomondismo neofascista mostrava un carattere più marcato e indipendente di quello comunista, spingendosi fino a intrecciare rapporti con la Libia di Gheddafi. Negli anni in cui l’antimperialismo e il sogno di una “terza forza” animavano la Destra radicale, giovani militanti partirono per terre lontane come l’Afghanistan, combattendo al fianco dei mujaheddin mentre Mosca sosteneva il regime filosovietico di Kabul. Il volume ripercorre circa quarant’anni di storia rimasta nell’ombra – dal 1950 al 1990 – muovendosi tra Egitto, Libia, Libano, Palestina, Afghanistan, Marocco, Iran e Iraq. Grazie a interviste inedite e fonti mai consultate prima, ricompone il mosaico complesso di un’epoca segnata da contraddizioni, scissioni e evoluzioni interne ed esterne al Movimento Sociale Italiano: dalla sua effervescente base militante alla galassia movimentista che ne orbitava attorno, fino alla lotta armata dei Nuclei Armati Rivoluzionari.

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