Europe War Series. War in Ukraine Volume 12: The Battle of Kharkiv and the Slobozhan Counteroffensive, February-October 2022

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    Europe War Series. War in Ukraine Volume 12: The Battle of Kharkiv and the Slobozhan Counteroffensive, February-October 2022

    29.00

    Andrij Kharuk – Daryna Kharuk

    Collana della casa editrice Inglese Helion, dedicata ai moderni conflitti che hanno avuto come teatro l’Europa a partire dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri. Le monografie sono caratterizzate da circa una settantina di pagine contenenti una ricca iconografia costituita da, 130/140 fotografie in b/n e 8 pagine fuori testo che contengono tavole, cartine e immagini varie a colori. La presente monografia (prima di una serie) si occupa in dettaglio del conflitto ucraino, e nello specifico alla battaglia di Kharkiv e alla controffensiva di Slobozhan, nel febbraio-ottobre 2022.

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    Evola prima di Evola. Dal dadaismo all’individuo assoluto

    20.00

    Pietro Missiaggia

    Chi era Julius Evola prima di diventare il teorico della Tradizione e l’autore di Rivolta contro il mondo moderno? Questo libro ricostruisce la fase più audace e meno conosciuta del filosofo romano: gli anni delle avanguardie, delle visioni dadaiste, delle crisi interiori e del confronto serrato con Nietzsche, Michelstaedter, Gentile e Steiner. In queste pagine emerge la figura di un pensatore che, prima ancora di incontrare Guénon e il mondo tradizionalista, inseguiva l’idea di un Individuo Assoluto: un Io radicale, capace di farsi creatore del mondo. Una sfida filosofica che anticipa molte tensioni del Novecento e che dialoga ancora oggi con la tecnica, la biopolitica e persino il transumanesimo. Tra biografia intellettuale e analisi critica, l’autore accompagna il lettore in un percorso che parte dal dadaismo e conduce fino a L’Uomo come potenza, mostrando ciò che resta vivo e ciò che appare definitivamente tramontato nel progetto evoliano. Un libro per chi vuole scoprire un Evola diverso, inquieto e sorprendente: l’Evola “prima di Evola”.

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    Fascismo di pietra

    14.00

    Emilio Gentile

    Non si comprende il Fasismo, e tutto quello che ha significato in Italia, in Europa e nel ventesimo secolo, se non si comprende il mito fascista della Romanità e dell’Impero. La nuova civiltà del Duce, che aveva la pretesa di essere universale quanto quella romana nel mondo antico, ha lasciato la sua impronta, vistosa e indelebile, nelle strade e nelle piazze. La monumentalità del regime rappresentava la visione fascista del passato, del presente e soprattutto del futuro. Consacrare nella pietra un esperimento totalitario per trasformare gli Italiani nei Romani della modernità. Non fu la Roma antica a romanizzare il Fascismo, quanto il Fascismo a fascistizzare la Roma antica e la sua storia. Rimodellando la pietra, il Duce manipolava l’esistenza e l’identità di una città e di un Popolo.

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    Figli della Lupa Nipoti dell’Aquila. Memorabilia e collectibles della gioventù littoria Vol 3

    60.00

    Franco Mesturini – Fausto Sparacino – Hugh Page Taylor – Mario Valzelli

    Sfogliando le pagine della trilogia “Figli della Lupa – Nipoti dell’Aquila” si comprende quanto l’immagine pubblica del Partito Nazionale Fascista e le modalità con cui venne proposta alla nazione, fossero aspetti di estrema importanza. L’impegno profuso dalla propaganda, nella comunicazione con le masse, fu davvero rilevante in termini economici e di risorse umane, specialmente nella gestione delle organizzazioni giovanili. Attraverso una vastissima galleria di oggetti da collezione e memorabilia, legati ad una epopea che segnò profondamente il XX secolo, questa rassegna ci restituisce la pregnante quotidianità estetica che circondò quelle generazioni di Italiani, diventati adulti prima di crescere, con un mutamento costante che, da piccole Camicie Nere li trasformò in giovani legionari che marciarono risoluti e ordinati al passo romano. Con il terzo volume della trilogia si conclude l’aspetto “cartaceo” di questo ambito del collezionismo, con un’esaustiva rassegna di cartoline di propaganda con oltre 1500 pezzi raffigurati. La seconda parte del volume annovera un’ampia selezione di oltre 1000 fregi, distintivi, croci e medaglie – ufficiali e non – realizzati per i giovani inquadrati nelle varie organizzazioni del Partito Nazionale Fascista.

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    Finiremo tutti all’inferno. Ma «anche» all’inferno, saremo i migliori

    25.00

    Stefano Vernole

    La Wagner ha rimodellato l’immagine della Russia come grande potenza globale, rendendola in un certo senso più flessibile e più potente di quanto non fosse in realtà. Soprattutto, ha dato la sensazione che la Russia potesse raggiungere qualsiasi luogo in qualsiasi momento, trasformandola davvero in un attore geopolitico rivoluzionario. L’humus culturale e ideologico rappresentato dalla Compagnia è emblematico di quel sottobosco politico russo che da una parte sostiene e amplifica le ambizioni geopolitiche della Federazione Russa ma dall’altra contesta alcune delle modalità operative, politiche e militari, con le quali intende realizzarle: “Ecco perché molti sono ancora qui. E le persone si uniranno. Se emergerà un leader, Wagner tornerà, ci sarà addestramento, ci sarà preparazione. E ci sarà vittoria ovunque …”.

    Brossura, 15 x 21 cm. 234

    Stampato nel 2026 da Anteo Edizioni

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    Fiocchi Munizioni. 150 anni di storia italiana

    60.00

    Geoffrey J. Pizzorni

    In centocinquant’anni, Fiocchi Munizioni ha attraversato due guerre mondiali, crisi economiche e sfide complesse, unendo coraggio imprenditoriale e saldi legami familiari. Questo volume ricostruisce il percorso di un’azienda caratterizzata dalla capacità di rinnovarsi, da una forte visione industriale e, soprattutto, dal profondo senso di responsabilità che ha guidato cinque generazioni. Attraverso documenti inediti e testimonianze dirette, si dipana un viaggio avvincente nella storia di un marchio globale, simbolo di eccellenza italiana e innovazione nel mondo. Il racconto di un’eredità in continuo movimento, tra solide radici e slancio verso il futuro.

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    Forces terrestres de l’OTAN

    29.00

    Collectif Ouvrage

    Costituita nel 1949, l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) si prefiggeva principalmente di contenere l’espansionismo sovietico e promuovere l’integrazione politica europea. La sua missione principale è la difesa collettiva. Ciò significa che un attacco a uno o più dei suoi membri è considerato un attacco a tutti i membri. Le forze terrestri, tradizionalmente le più numerose, sono essenziali per la credibilità dell’alleanza. L’impegno di ciascun paese a destinare almeno il 2% (oggi la richiesta è di arrivare al 5%) del proprio PIL alla difesa ha portato a un significativo rafforzamento delle capacità militari terrestri. Queste risorse, sempre più potenti, moderne e interoperabili, consentono a ciascun esercito di soddisfare le esigenze della difesa collettiva. Questo libro, riccamente illustrato, offre una panoramica delle forze terrestri di ciascuno Stato membro della NATO. Il volume offre una descrizione dettagliata delle rispettive forze armate, degli equipaggiamenti impiegati e dei principali programmi in corso. Inoltre, fornisce al lettore dati concisi (economici e militari) su criteri chiave, consentendo così un confronto tra gli Stati membri.

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    French Compagnies d’Ordonnance, 1374-1480. The birth of French standing military units

    45.00

    Stephane Thion

    Alla fine del Medioevo, la monarchia francese attraversò un periodo di profonda trasformazione politica e istituzionale, per la quale la Guerra dei Cent’anni fornì sia il contesto storico che il catalizzatore essenziale. Le sconfitte della cavalleria francese, l’irregolarità e spesso l’inefficienza del servizio feudale, i lunghi tempi di reclutamento delle truppe e l’emergere di nuove forme di guerra, tra cui le chevauchées, gli assedi prolungati e la crescente importanza dell’artiglieria, rivelarono i limiti strutturali di un sistema militare ancora in gran parte basato sul valore personale, sul dovere nobiliare e sul vassallaggio. In questo contesto, Carlo VII avviò il processo che portò alla formazione di un esercito permanente; ciò è principalmente legato all’introduzione delle Compagnies dordonnance (1445), all’istituzione dei Francs-archers (1448) e al consolidamento di un’artiglieria reale più strutturata. Tale trasformazione, tuttavia, non avvenne nel vuoto. La creazione di un’istituzione militare permanente, soprattutto a fronte di una considerevole resistenza politica e sociale, deve essere compresa come parte di un processo di sviluppo a lungo termine, durante il quale sono state gradualmente gettate le basi amministrative, fiscali e militari essenziali. Le riforme militari di Carlo VII, infatti, vanno considerate il culmine di un lungo processo di professionalizzazione e centralizzazione. La questione centrale affrontata in questo libro riguarda le origini e i fattori esplicativi di questa trasformazione: come e perché la monarchia francese ha sostituito il modello feudale di leva obbligatoria e coscrizione generale (“arrière-ban”) con un sistema militare più stabile, retribuito, regolamentato e centralizzato, permanentemente legato alla corona? Di conseguenza, il libro esamina l’organizzazione, lo sviluppo, le strutture di comando e l’equipaggiamento militare delle Compagnies dordonnance, dei Francs-archers e dell’artiglieria francesi fino all’anno 1480. Lo studio è corredato da numerose tavole e illustrazioni.

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    Fronti di Guerra Numero 101. Marzo Aprile 2026

    9.00

    AA.VV.

     – Festung Posen, Gennaio-febbraio 1945

     – Kurt Knispel, il cavaliere senza Croce di Cavaliere

     – Xa Flottiglia MAS, l’operazione “N.A.1” ad Algeri

     – Unità Nebelwerfer della Waffen-SS 2a parte

     – Alessandro Scano, Presente!

     – La 10.SS-Pz.Div. ‘Frundsberg’ in Pomerania, 2a parte

     – Operazione “Goldfasan”, l’attacco tedesco all’isola d’Elba

     – L’SS-Panzer-Regiment 5 ‘Wiking’ 1943-1945

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    Fronti di Guerra Numero 105. Maggio Giugno 2026

    9.00

    AA.VV.

    Sommario:

    Festung Posen, Gennaio-febbraio 1945 2a parte

    Kurt Knispel, 2a parte

    Xa Flottiglia MAS, 11a parte

    SS-Sturmbannführer Boris Kraas

    Gela 1943: sbarco, violenza e memoria

    L’SS-Panzer-Regiment 5 ‘Wiking’, 2a parte

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    Frundsberg. 10. SS-Panzer-Division “Frundsberg”

    Massimiliano Afiero

    brossura, 21 x 30 cm. pag.

    Stampato nel 2026 da Ritterkreuz

    SCHEDA E DATI TECNICI A BREVE

    PREZZO DA DEFINIRE

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    Genealogia dei miti del Giappone. Saggi di mitologia comparata

    38.00

    Castrese Cacciapuoti

    Gli studi comparativi, sviluppatisi in Giappone dal dopoguerra a oggi su impulso dei risultati di Dumézil e Eliade, hanno ampiamente dimostrato la natura sincretica del ricco patrimonio mitico giapponese. Il presente testo, alla luce di queste ricerche, intende rivelare le affinità dei miti giapponesi non solo con i paesi circonvicini dell’area sinica, ma anche con le tradizioni di regioni appartenenti all’area indoeuropea, come l’India e perfino l’Irlanda e la Scandinavia.

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    Genesi: Soldi, crimine, impunità. Storia dell’estrema destra israeliana

    20.00

    Elena Testi

    Prima di varcare la soglia parlamentare della Knesset e diventare ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir militava nel Kach, partito così attivamente razzista da essere considerato un’organizzazione terroristica. Nella vita precedente a quella di ministro delle Finanze, Bezalel Yoel Smotrich traeva ispirazione dalle parole degli esponenti di Gush Emunim, movimento ultranazionalista affiancato dalla formazione paramilitare Jewish Underground, responsabile di numerosi attentati. Benjamin Netanyahu, il carismatico e machiavellico “Bibi”, “l’Americano” per il legame a doppio filo con gli States, da bambino non poteva neanche immaginare che sarebbe diventato il premier più longevo della storia del suo paese, mentre cresceva con i libri di Žabotinskij – il padre del revisionismo sionista – e coltivava il sogno della Grande Israele. Ed è lui che, nella sua villa a Cesarea, convince Ben-Gvir e Smotrich a stringere il patto che darà origine al governo più estremista di sempre.

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    Gerardo Dottori. Futurista aeropittore

    25.00

    Massimo Duranti

    Futurista fin dal 1912, precoce contestatore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, della quale diventerà poi docente e direttore, paroliberista in guerra, esclusivo interprete del dinamismo della natura, Gerardo Dottori, insieme a Boccioni, Balla, Severini e ai coetanei Depero e Prampolini, è considerato dalla critica uno dei principali esponenti del Movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti. Protagonista assoluto degli sviluppi del Futurismo degli anni Venti, fu tra i primi ad intuire le nuove possibilità consentite dalla visione del paesaggio in volo, realizzando l’Aeropittura e ad ideare, insieme a Fillia, l’Arte sacra futurista. Firmatario dei manifesti dell’Aeropittura, della Plastica murale e di numerosi appelli, dal 1926 in poi è a Roma vicino a Marinetti del quale diventa di fatto il portavoce con la sua attività di giornalista. Dal 1924 al 1942 è stato presente a tutte le Biennali di Venezia e alle Quadriennali di Roma, partecipando alle numerose mostre futuriste in Europa e nel 1928 a quella di New York. Pittore, muralista, scenografo, critico d’arte, scrittore di novelle e testi teatrali, riscoperto da Guido Ballo, Enrico Crispolti e Maurizio Calvesi negli anni Sessanta, è presente nelle maggiori rassegne storiche sul Futurismo nel mondo e fra queste quelle degli ultimi anni: Guggenheim di New York nel 2014 in Italian Futurism; Parma, nel 2022, al Labirinto della Masone con Dall’Alto. Aeropittura futurista; nel 2024 Futurismo italiano, il contributo del Mezzogiorno al Museo Nazionale di Matera; nel 2025 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma in Il tempo del futurismo

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    German Light Divisions 1938-39. Vol. 1. Formation, Armament, and Early Campaigns of 1938-39

    39.00

    Jacek Zabielski

    Negli anni immediatamente precedenti la Seconda Guerra Mondiale, l’esercito tedesco si trovava sulla soglia di una rivoluzione bellica. Tra la tradizione della Reichswehr, con le sue truppe a cavallo, e le divisioni corazzate pienamente sviluppate del 1940, si collocava una forza di transizione spesso trascurata ma cruciale: le divisioni leggere tedesche. Costituite nel 1938, queste unità mobili incarnavano la ricerca della Wehrmacht di velocità, flessibilità e raggio d’azione. Le divisioni leggere si basavano sulla tradizione della cavalleria, abbracciando al contempo la motorizzazione. Combinavano fanteria motorizzata, unità di ricognizione, artiglieria, genieri e un singolo battaglione di carri armati leggeri, molti dei quali trasportati su veicoli per massimizzare la velocità operativa. Non erano concepite come forze d’assalto, ma come formazioni di ricognizione e sfruttamento a rapido movimento, una soluzione sperimentale alle mutevoli esigenze della guerra moderna. Questo primo volume di “German Light Divisions 1938-39” offre lo studio più dettagliato e completo finora realizzato su queste formazioni nei loro anni di formazione. Il libro tratta delle origini, dell’organizzazione, dell’armamento, della dottrina e dei primi impieghi operativi delle divisioni leggere, ripercorrendo lo sviluppo della cavalleria motorizzata tedesca dall’epoca della Reichswehr, attraverso le campagne dei fiori del 1938-39, fino alle prime fasi della guerra in Polonia. Attingendo a una vasta gamma di fonti in lingua tedesca, fotografie d’archivio e collezioni private, l’autore ricostruisce la struttura e le capacità di tutte e quattro le divisioni leggere, esaminando in dettaglio i battaglioni corazzati, le unità di ricognizione, la fanteria motorizzata, l’artiglieria, le forze anticarro e le armi di supporto. Particolare attenzione è dedicata ai veicoli, agli armamenti, al camuffamento e alle insegne, nonché al ruolo speciale svolto dai carri armati cecoslovacchi dopo l’annessione della Boemia e della Moravia. Il volume è riccamente illustrato e contiene numerose fotografie rare, organigrammi dettagliati e illustrazioni a colori di alta qualità.

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    German Light Divisions 1938-39. Vol. 2. Polish Campaign 1939, Combat Lessons, Camouflage, Markings & Equipmen

    39.00

    Jacek Zabielski

    Negli anni immediatamente precedenti la Seconda Guerra Mondiale, l’esercito tedesco si trovava sulla soglia di una rivoluzione bellica. Tra la tradizione della Reichswehr, con le sue truppe a cavallo, e le divisioni corazzate pienamente sviluppate del 1940, si collocava una forza di transizione spesso trascurata ma cruciale: le divisioni leggere tedesche. Costituite nel 1938, queste unità mobili incarnavano la ricerca della Wehrmacht di velocità, flessibilità e raggio d’azione. Le divisioni leggere si basavano sulla tradizione della cavalleria, abbracciando al contempo la motorizzazione. Combinavano fanteria motorizzata, unità di ricognizione, artiglieria, genieri e un singolo battaglione di carri armati leggeri, molti dei quali trasportati su veicoli per massimizzare la velocità operativa. Non erano concepite come forze d’assalto, ma come formazioni di ricognizione e sfruttamento a rapido movimento, una soluzione sperimentale alle mutevoli esigenze della guerra moderna. Questo primo volume di “German Light Divisions 1938-39” offre lo studio più dettagliato e completo finora realizzato su queste formazioni nei loro anni di formazione. Il libro tratta delle origini, dell’organizzazione, dell’armamento, della dottrina e dei primi impieghi operativi delle divisioni leggere, ripercorrendo lo sviluppo della cavalleria motorizzata tedesca dall’epoca della Reichswehr, attraverso le campagne dei fiori del 1938-39, fino alle prime fasi della guerra in Polonia. Attingendo a una vasta gamma di fonti in lingua tedesca, fotografie d’archivio e collezioni private, l’autore ricostruisce la struttura e le capacità di tutte e quattro le divisioni leggere, esaminando in dettaglio i battaglioni corazzati, le unità di ricognizione, la fanteria motorizzata, l’artiglieria, le forze anticarro e le armi di supporto. Particolare attenzione è dedicata ai veicoli, agli armamenti, al camuffamento e alle insegne, nonché al ruolo speciale svolto dai carri armati cecoslovacchi dopo l’annessione della Boemia e della Moravia. Il volume è riccamente illustrato e contiene numerose fotografie rare, organigrammi dettagliati e illustrazioni a colori di alta qualità.

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    Gli eroi della guerra perduta: Samurai contro Marines nell’ultimo inferno del Pacifico 1945

    22.00

    Walther Nardini

    Nel 1945 il fronte del Pacifico è segnato dagli scontri tra l’esercito giapponese e i Marines americani. Walther Nardini ripercorre le ultime battaglie, da Iwo Jima a Okinawa, mettendo in luce l’asprezza dei combattimenti e la mentalità dei due schieramenti, sospesi tra fanatismo, logoramento e resistenza. Attraverso documenti e analisi storiche, Gli eroi della guerra perduta illumina le vicende di un fronte spesso trascurato in Europa, una pagina del conflitto che la memoria collettiva ha spesso lasciato ai margini.

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    Guerra Ibrida. Manuale di sopravvivenza al XXI Secolo

    30.00

    Emanuel Pietrobon

    Per anni si è creduto che la fine dei grandi conflitti del Novecento avesse inaugu­rato un’epoca di pace stabile e prevedibile. Ma quella promessa si è rivelata fra­gile. I conflitti non sono scomparsi: si sono trasformati, diventando meno visi­bili e difficili da incasellare nelle forme classiche della guerra. Oggi il confronto tra Stati si gioca soprattutto sul terreno dell’informazione, dell’economia e della tecnologia: campagne di disinformazione, cyberattacchi, droni, sanzioni finanziarie sostituiscono l’uso diretto della forza militare. Emanuel Pietrobon analizza questo mutamento, mo­strando come la guerra sia tornata a segnare profondamente gli equilibri internazio­nali. Le guerre ibride ne rappresentano l’espressione più compiuta: strategie capaci di trasformare le crisi interne in armi di pressione geopolitica. Un libro indispensabile per comprendere come si combattono i conflitti del presente e come difendersi.

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    Guerra in Irlanda del Nord 1969-2007

    36.00

    Marco Di Nunzio

    Libro di 500 pagine che descrive le operazioni delle forze armate britanniche nell’ Ulster tra il 1969 ed il 2007. Inoltre sono descritte le azioni dei gruppi paramilitari sia degli irredentisti cattolici che dei lealisti protestanti. La descrizione dei fatti avviene giorno per giorno, con particolare attenzioni su fatti salienti del conflitto come ad esempio la Bloody Sunday.

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    Guida all’Europa megalitica. Alla riscoperta di Dolmen, Cromlech e Menhir

    35.00

    Andrea Anselmo

    L’architettura preistorica e megalitica, diffusa pressoché in tutta Europa, è del tutto ignorata dalla cultura di massa. Non soltanto non è presente a livello di dibattiti, canali di divulgazione ecc. ma soprattutto tende ad essere volutamente cancellata o passata sotto silenzio persino nella cultura locale. Questo volume ha lo scopo di colmare un vuoto nel campo delle guide turistiche e fornire uno strumento per riscoprire il nostro retaggio più antico e dimenticato. È stato pensato come un fedele compagno di viaggio utile nel segnalare e rintracciare i siti della preistoria megalitica d’Europa, quasi sempre ignorati dai percorsi turistici convenzionali. La guida trae interamente origine dalle visite dell’autore presso i principali siti visitati personalmente e fornirà, oltre ad una descrizione del monumento e alle indicazioni per raggiungerlo, anche un inquadramento storico, comprensivo delle valenze sacrali e antropologiche di ciascun megalite.

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    Hitler’s Foreign Fighters. Foreign Recruitment in the Heer and Waffen-SS 1939-1945

    39.00

    Antonio J. Munoz

    Agli albori della Seconda Guerra Mondiale, la Germania nazionalsocialista era determinata a descrivere la sua lotta come una crociata prettamente germanica. Eppure, mentre il conflitto si espandeva e le perdite umane aumentavano, gli eserciti di Hitler si affidavano sempre più ai non germanici per sostenere lo sforzo bellico. Alla fine delle guerre, centinaia di migliaia di stranieri indossavano l’uniforme dell’esercito tedesco. Questi uomini erano presenti sia nei ranghi della Wehrmacht che delle Waffen-SS. La loro patria di origine andava dalla Scandinavia ai Balcani, dalla Francia, dalla Spagna e dal Nord Africa agli stati baltici e all’Unione Sovietica rivelando, la misura in cui il Terzo Reich, nonostante la sua ideologia originaria faceva affidamento sull’elemento “non tedesco”. Il libro *Hitlers Foreign Fighters * offre uno studio (a volte un po prevenuto) questi uomini; esamina chi erano, le ragioni che li portarono ad arruolarsi nella Wehrmacht o nelle Waffen-SS. Il corso negativo del conflitto, convinse i Tedeschi ad arruolare anche delle componenti etniche che probabilmente all’inizio della guerra, non sarebbero stati presi in considerazione, come gli Slavi e persino contingenti musulmani dal Caucaso e dal Nord Africa.

    DISPONIBILE DA SETTEMBRE 2026

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    I blitz. Le offensive aeree della Luftwaffe sul Regno Unito

    18.00

    Agostino Alberti – Luca Merli

    La vulgata storiografica tradizionale, almeno nella nostra lingua, ha sempre minimizzato, quando non denigrato, la storia delle incursioni aeree della Luftwaffe sul Regno Unito. In estrema sintesi, ha sempre raccontato che i Tedeschi mancavano dei mezzi necessari per condurre una campagna di bombardamenti strategici. L’indomito popolo britannico, il cui morale non venne nemmeno scalfito dall’offensiva aerea nemica, fece il resto. In sostanza, il Blitz fu un’appendice di poco conto della Battaglia d’Inghilterra. Questo studio dimostra che non fu così. La Luftwaffe era la migliore aviazione del mondo, nel 1940/1941 ed era perfettamente in grado di pianificare ed eseguire un’offensiva aerea strategica. Nessuno, a quel tempo, disponeva dei mezzi necessari per portare a termine un’operzione aerea del genere, ma è ingeneroso oltre che concettualmente errato, confrontare quanto accadde all’inizio del conflitto con ciò che il Bomber Command e l’Eight Air Force seppero compiere nel 1944 e nel 1945. Quando al “Blitz Spirit”, il morale della popolazione civile britannica era sull’orlo del collasso nella tarda primavera del 1941. L’opera, che attinge a fonti documentali e ad una vasta bibliografia in lingua inglese, prende in esame anche altre due offensive aeree della Luftwaffe, gli attacchi “Baedeker” della primavera del 1942 e il “Baby Blitz” del 1944

    DISPONIBILE DA LUGLIO 2026

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    I panzer della Hitlerjugend 1943-1945

    25.00

    Massimiliano Afiero

    Dopo la sconfitta di Stalingrado nel febbraio del 1943, Adolf Hitler si convinse della necessità di mobilitare tutte le risorse e le forze disponibili per conseguire la vittoria definitiva sull’Unione Sovietica, chiamando il popolo tedesco a sostenere la Totaler Krieg – la guerra totale. La formazione della divisione SS “Hitlerjugend” rientrava in questo grande progetto del Führer. L’idea originaria fu in realtà del capo della Gioventù hitleriana, Artur Axmann, e dell’SS-Gruppenführer Gottlob Berger, capo dell’SS-Hauptamt (l’ufficio centrale delle SS) nonché responsabile degli arruolamenti nella Waffen-SS. Il piano prevedeva la creazione di una nuova divisione della Waffen-SS composta esclusivamente da volontari della Hitlerjugend, l’organizzazione che racchiudeva l’intera gioventù tedesca. La nuova formazione doveva esprimere la volontà, da parte dei giovani stessi, di sacrificarsi per la vittoria finale. Inizialmente costituita sul fronte occidentale come divisione di granatieri corazzati, fu successivamente trasformata in una nuova divisione corazzata della Waffen-SS: la 12. SS-Panzer-Division “Hitlerjugend”.

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    I panzer della Totenkopf 1940-1945

    25.00

    Massimiliano Afiero

    La divisione Totenkopf, nella storiografia ufficiale incarna l’essenza stessa della Waffen SS, sia per l’insegna adottata fin dall’ inizio dall’unità SS, il teschio, sia per la provenienza delle sue prime reclute, prelevate direttamente dalle formazioni a guardia dei campi di concentramento. Pur essendo stata formata inizialmente da uomini poco abituati ai combattimenti in prima linea, il suo comandante, Theodor Eicke seppe trasformarla in una delle formazioni più combattive di tutta la Waffen-SS, fino a farla diventare una vera e propria divisione corazzata, grazie alla formazione di speciali reparti corazzati. Già nel 1940 la Totenkopf ricevette dei carri leggeri in dotazione, poi arrivarono i cannoni d’assalto ed infine nell’autunno del 1942 i primi PzKpfw.III, IV e anche i carri Tigre.

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    I reparti speciali italiani nella Seconda Guerra Mondiale 1940-1943

    22.00

    Luigi Emilio Longo

    Questo di Luigi Emilio Longo è stato uno dei primi volumi in assoluto, dedicati ai cosiddetti “reparti speciali” italiani durante la Seconda Guerra Mondiale. Prende in esame, in particolare, le seguenti unità: Decima Flottiglia Mas; X° Reggimento Arditi; Reparti Specdiali dell’Aeronautica; Battaglione Alpini sciatori “Monte Cervino”; Battaglione Carabinieri paracadutisti; I Reparti Speciali “N”, “P” e “G” del Reggimento “San Marco”. Di ognuno, ne delinea la costituzione, la storia operativa e le azioni militari.

     

     

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    Il Barone Rosso. La guerra di Manfred von Richtofen

    20.00

    Tim Hillier-Graves

    La figura di Manfred von Richthofen, il leggendario “Barone Rosso”, continua a esercitare un fascino senza tempo, a oltre un secolo dalla sua caduta nei cieli del Fronte occidentale. Asso indiscusso dell’aviazione tedesca nella Grande Guerra, celebrato tanto in patria quanto tra i suoi avversari, Richthofen incarnava un ideale di coraggio e abilità che superò i confini nazionali. Dalla prima vittoria nei cieli nel 1916 fino al conferimento della prestigiosa Pour le Mérite, la sua ascesa fu rapida e straordinaria. Ma dietro il mito, alimentato da una macchina propagandistica potente e raffinata, si cela una storia più complessa: quella di un uomo trasformato in simbolo, lontano dagli orrori delle trincee, elevato a emblema di speranza per una nazione provata dalla guerra. Arricchito da un’eccezionale documentazione fotografica, questo volume offre un ritratto approfondito e coinvolgente del Barone Rosso, inserendone la vicenda personale nel più ampio scenario della Prima guerra mondiale. Un viaggio tra realtà e leggenda, per comprendere davvero chi fu l’uomo dietro l’icona.

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    Il dio ariano della guerra

    15.00

    Herman Lommel

    Al di là della forza brutale e della parvenza “barbarica” che hanno spesso disorientato i lettori moderni, Herman Lommel riscopre in Indra il cuore pulsante dell’universo religioso proto-ariano. In questo studio fondamentale, dove il rigore filologico si fonde con una profonda intuizione fenomenologica, il dio del Ṛgveda cessa di essere un aggregato di tratti contraddittori per rivelarsi come una totalità organica: un’unità ideale che respira simultaneamente nel guerriero che abbatte il nemico, nel sole che dissipa le tenebre e nell’esplosione fecondante del temporale.

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    Il pensiero economico e sociale di Giuseppe Mazzini

    13.00

    Italo Balbo

    Il nome di Italo Balbo è ricordato soprattutto per il suo ruolo di ministro dell’Aeronautica e per le trasvolate atlantiche di inizio anni ’30, che lo videro protagonista assoluto a livello mondiale. Nel 1933 l’allora ministro fu accolto trionfalmente negli Usa, invitato ufficialmente Roosevelt e su queste imprese sono stati scritti fiumi d’inchiostro. Meno frequenti gli studi sulle sue origini e la formazione culturale, per quanto essenziali per cogliere spirito e radici di molti protagonisti dell’epoca e del nascente fascismo. Negli anni giovanili Balbo fu legato profondamente alla figura di Mazzini, e la tesi di laurea che vede la per la prima volta è il simbolo di un’attenzione che non si limitava all’interesse storico ma voleva fare del patriota genovese un vero e proprio mito mobilitante. In Balbo rimase sempre ben visibile uno spirito combattivo e mazziniano, e le spinte sociali e rivoluzionarie, sintetizzate nella presente tesi di laurea rimangono un passaggio decisivo della sua formazione politica e culturale. Questo testo è stato individuato grazie alle ricerche effettuate nell’archivio personale di Balbo, solo recentemente accessibile agli studiosi.

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    Il progetto della remigrazione. Per l’Europa dei nostri figli

    15.00

    Jean-Yves Le Gallou

    La Remigrazione si sta affermando sempre più come il concetto politico centrale del XXI secolo. Jean-Yves Le Gallou ne propone qui una definizione, una genealogia e una giustificazione, articolando argomenti storici, demografici, politici e giuridici. Lungi dall’essere solo uno slogan, la Remigrazione appare ormai come una proposta coerente, argomentata e radicale. In un’Europa che ha fatto dell’immigrazione permanente una norma non negoziabile, questo libro ribalta la prospettiva e riporta al centro un principio dimenticato: il diritto dei popoli a rimanere se stessi. Ma il tempo stringe. Ogni anno che passa rende gli effetti più difficili da invertire, le tensioni più costose da contenere e le decisioni più pesanti da prendere. Questo libro è quindi soprattutto un libro di lotta che intende spostare i termini del dibattito e proporre, per l’Europa dei nostri figli, una via d’uscita dall’impasse del modello multiculturale.

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    Il terrorismo spiegato a mio figlio. Dal terrorismo ideologico al terrorismo di Stato, dalla guerra santa al terrorismo mediatico

    16.50

    Cesare Basilico

    Come spiegare ai giovani un fenomeno che spesso sfugge persino agli adulti? Il terrorismo è una realtà complessa che ha assunto nel tempo forme e finalità diverse, dalla lotta contro regimi autoritari alla destabilizzazione di democrazie, fino alla diffusione di ideologie estremiste. Gli eventi recenti – da Parigi al conflitto israelo-palestinese – hanno reso i ragazzi spettatori inconsapevoli di violenze estreme attraverso i media e la rete. Esposti a immagini traumatiche senza gli strumenti per comprenderle, vivono un’ansia insopportabile caratterizzata da molte domande che non trovano risposta. Questo libro nasce come strumento concreto a tale urgenza educativa. Attraverso una narrazione accessibile e logica, l’opera ripercorre la storia del terrorismo nelle sue varie fasi, spiega le dinamiche del finanziamento, il ruolo degli Stati, il profilo psicologico del terrorista e il fenomeno della radicalizzazione. Include inoltre procedure pratiche di autodifesa e sicurezza. Rivolto a genitori, educatori e docenti, il testo si propone come strumento pedagogico fondamentale per trasformare la paura in comprensione, offrendo le parole giuste per parlare di violenza, fanatismo e convivenza con le nuove generazioni.

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    Images of War. Hitler’s Vengeance Weapons: V-1, V-2 and V-3 Launch Sites. Rare Photographs from Wartime Archives

    25.00

    Ian Baxter

    Questo volume, facente parte di una serie di monografie completamente fotografiche si occupa in particolare delle armi tedesche V1 e V2 e dei loro siti di lancio. Frutto di anni di ricerche in tutti gli archivi di guerra, attraverso rare fotografie, molte delle quali inedite, mostra momenti di battaglia e di riposo. Il libro accompagna le emozionanti fotografie con accurate ed esaustive didascalie e risulta sicuramente molto interessante per storici e appassionati di storia militare.

     

    DISPONIBILE DA OTTOBRE 2026

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    Images of War. Tanks & Armour at Kursk 1943. Rare Photographs from Wartime Archives

    25.00

    Ian Baxter

    Il volume fa parte di una serie di monografie interamente illustrate dedicate ai conflitti e agli armamenti compresi nel periodo storico che va dall’inizio del XX secolo ai conflitti del secondo dopoguerra. Particolare enfasi viene riservata alle vicende belliche della Seconda Guerra Mondiale. Frutto di anni di ricerche negli archivi di tutto il mondo, questi volumi mostrano, attraverso centinaia di immagini in b/n accompagnate da esaustive didascalie, uomini, armi e mezzi nel contesto delle campagne militari a cui parteciparono. Il presente volume prende in esame specificatamente gli scontri tra mezzi corazzati, durante la battaglia di Kursk nel 1943, sul fronte orientale.

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    Inferno di fuoco. La guerra totale sul fronte interno tedesco (1944-1947)

    25.00

    Thomas Goodrich

    Negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale, mentre il Terzo Reich crolla sotto il peso della sconfitta, un’intera nazione sprofonda nel caos. Città ridotte in cenere dai bombardamenti, colonne infinite di profughi in fuga attraverso il gelo, violenze diffuse, vendette, paura. Tra il 1944 e il dopoguerra, milioni di civili tedeschi si trovano intrappolati in una catastrofe senza precedenti. In “Inferno di fuoco”, Thomas Goodrich ricostruisce questo scenario attraverso testimonianze dirette, cronache e memorie, dando voce a chi visse il collasso della Germania dall’interno. Non è la storia delle battaglie o delle strategie militari, ma quella della sopravvivenza quotidiana in un mondo che si disgrega. Con uno stile narrativo intenso e immersivo, il lettore viene trascinato tra le macerie delle città in fiamme, nei rifugi sotterranei, lungo le strade dell’esodo, fino alle oscure conseguenze del dopoguerra. Un’opera controversa e potente, che illumina uno degli aspetti meno raccontati del secondo conflitto mondiale: il destino dei civili nel cuore dell’Europa in rovina.

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    Infinito Occidente. Omaggio a Oswald Spengler nei novant’anni dalla morte

    16.00

    AA.VV.

    Oswald Spengler (1880–1936) è una delle figure più alte del pensiero europeo del Novecento. A quasi un secolo dalla sua scomparsa, la sua visione delle civiltà come organismi viventi – destinati a nascere, svilupparsi e tramontare – conserva una forza interpretativa rara. Al centro della sua riflessione si colloca l’Occidente, inteso non come semplice spazio geografico, ma come forma storica e spirituale. La sua analisi, lucida e profonda, ha inciso in modo duraturo sul dibattito culturale europeo e torna oggi di stringente attualità, in un’epoca segnata dal riemergere delle identità e delle grandi dinamiche di civiltà. Questo volume si propone come un omaggio consapevole alla grandezza del suo pensiero. Attraverso una serie di contributi, ne ripercorre i nuclei fondamentali, ne valorizza le intuizioni e ne riafferma la centralità nel comprendere il destino dell’Europa e del mondo contemporaneo. Un invito a riscoprire un autore imprescindibile per chi voglia interrogarsi, senza illusioni, sul futuro dell’Occidente

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    Italian Aviation Series. PV-2 Harpoon

    18.50

    Giuseppe Fassari

    La monografia racconta la nascita dell’Harpoon, la tecnica e l’utilizzo fatto da parte dell’Aeronautica Militare di questo bimotore antisommergibile. Un capitolo specifico è dedicato al PV-2 restaurato e conservato presso il Museo di Piana delle Orme, mentre, come consuetudine della colla Italian Aviation Series, la monografia termina con un interessante capitolo su come costruire un Harpoon con le insegne dell’Aeronautica Militare in scala 1/72. Aviation Collectables Company con questa monografia completa la trattazione degli aeroplani antisommergibili utilizzati dall’Aeronautica Militare infatti sempre nella collana Italian Aviation Series, sono disponibili anche le monografie (in ordine di uscita) di: S2C-5 Helldiver, Br.1150 Atlantic e S-2F Tracker

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    Kolberg 1945 Victoria en la derrota, derrota en la victoria

    34.00

    Eduardo  Gil martinez

    L’inizio del 1945 non fece ben sperare per il Terzo Reich, dal momento che l’Armata Rossa era praticamente al suo confine. I sovietici il 25 con L’offensiva Vistula-Oder lanciata a gennaio, le zone più orientali del Reich caddero rapidamente una dopo l’altra. In questo libro, l’autore si concentra sugli eventi a Kolberg, una tranquilla città costiera nella Pomerania orientale, che per vari motivi divenne un centro di resistenza tedesca contro il nemico dopo che le truppe di stanza avevano ricevuto l’ordine di trasformare la città in una fortezza. La colorata guarnigione di Kolberg, composta da ciò che rimaneva di reparti veterani delle Waffen-SS, della Wehrmacht ma anche da civili della Volkssturm appena reclutati senza esperienza di combattimento, resistette all’assalto sovietico e all’attacco dell’Esercito popolare polacco. Combatterono oltre le loro forze, in una lenta ritirata che alla fine raggiunse un’obiettivo notevole: l’evacuazione quasi completa, per mare, di un gran numero di civili e combattenti, sempre sotto il fuoco dell’artiglieria da campo e accompagnati da attacchi aerei di giorno e di notte. Chi ha davvero vinto la battaglia per Kolberg? Il lettore può formarsi la propria opinione leggendo attentamente i capitoli del libro. Lo conducono attraverso i feroci combattimenti di questa fase di guerra, strada su strada, verso il porto un tempo pacifico della Pomerania orientale. Il volume è completato, tra l’altro, da una selezione di fotografie inedite.

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    L’arte del comando

    18.00

    Sergio Valzania

    Tre uomini, tre epoche, un’unica leggenda. Alessandro Magno, Giulio Cesare e Napoleone Bonaparte incarnano nell’immaginario storico l’archetipo del grande condottiero. Considerati quasi invincibili dai loro contemporanei, guidarono campagne straordinarie e tentarono di edificare imperi capaci di superare i confini del proprio tempo. Cronologicamente distanti, i tre condottieri sono considerati nell’immaginario collettivo come i massimi rappresentanti della tradizione militare occidentale. Ciò che li accomuna è la profonda conoscenza dell’arte della guerra e la capacità di guidare i propri uomini con decisione e successo. Sul campo di battaglia seppero leggere l’incertezza, intuire le mosse dell’avversario e intervenire nel momento decisivo, trasformando il corso degli eventi. Attraverso il confronto tra le loro imprese militari e le loro scelte strategiche, questo volume racconta la natura del comando e il segreto di una qualità che li trasformò in figure leggendarie: il carisma, quella forza personale capace di ispirare eserciti e di lasciare un’impronta indelebile nella storia.

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    L’aspirante di Monte Stella. Storie dimenticate di kaiserschützen e alpini in Alta Val Torre

    20.00

    Andrea Vazzaz

    Monte Stella ha custodito per un secolo la tomba di un giovane aspirante ufficiale austriaco, un kaiserschützen senza nome, perduto nel caos dell’offensiva di Caporetto. Questo libro racconta, passo dopo passo, le emozionanti fasi di una ricerca storica trasformatasi in missione umana, un viaggio nel tempo che ricompone i frammenti di un’identità spezzata nel lontano 1917, restituendo dignità e memoria ai protagonisti dimenticati di una delle più importanti battaglie della Grande Guerra.

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    L’assedio di Pavia. 774. Carlo Magno conquista il regno longobardo

    16.00

    Stefano Gasparri

    Il libro ricostruisce uno degli episodi chiave della storia medievale italiana: la presa di Pavia da parte di Carlo Magno a seguito dell’assedio del 773-774, che segnò la caduta del regno longobardo nelle mani dei Franchi, ponendo così le premesse per la nascita dell’impero medievale. Di questo assedio, di cui, nonostante la sua importanza, abbiamo poche notizie dirette, si rintracciano tutti gli indizi esistenti nelle fonti, oltre a presentare il contesto politico in cui era inserita la campagna militare di Carlo Magno, e dunque la situazione del regno franco, quella del regno longobardo sotto Desiderio e il ruolo dei papi. Grande spazio è dedicato alla narrazione – non facile – di questi eventi ad opera dei contemporanei, e alla fioritura di leggende, anche molto tarde, che forniscono talvolta delle interessanti suggestioni a integrazione degli scarsi dati delle fonti.

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    L’Esercito Italiano 1951 – 2026. I Lagunari. Le Truppe Anfibie dell’Esercito. Storia Uniformi Mezzi Distintivi e Medaglie

    25.00

    AA.VV.

    Nel volume, interamente illustrato a colori, viene raccolta tutta l’araldica repubblicana del Corpo dei Lagunari, nonché una ricca ed esaustiva panoramica dei fregi da copricapo, delle mostreggiature, degli scudetti omerali e dei distintivi di specializzazione e incarico dell’uniforme in dotazione dalla costituzione dell’Unità, fino ad oggi. Seguono altri capitoli che hanno un valore effettivo per chi ha militato nei Lagunari ed un valore collezionistico per chi ama raccogliere cimeli e ricordi militari.

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    L’esercito italiano. Poesia armata

    12.00

    Filippo Tommaso Marinetti

    Con il trascorrere del tempo, la figura di Filippo Tommaso Marinetti ha assunto una connotazione sempre più complessa e interessante per comprendere le dinamiche relative all’avanguardia – estetica e politica – tra le due guerre mondiali. Marinetti nel 1909, lanciando il Futurismo, versa l’acqua battesimale sul capo dell’avanguardia novecentesca. Appare sempre più determinante il confronto con la vasta e multiforme opera letteraria di Marinetti, sparsa in mille rivoli. Marinetti, come Gabriele D’Annunzio nella letteratura e Giovanni Gentile nella filosofia, ha «pensato l’Italia». Negli scritti d’arte come in quelli di guerra. Leggerli, senza pregiudizi, aiuta a comprendere un tratto di storia complesso, dirompente, controverso, drammatico, che ha gettato l’Italia, nelle luci come nelle ombre, nel pieno della modernità. Questo scritto esce nel luglio 1942, Marinetti si identifica come l’unico poeta specialista di guerre moderne.

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    L’isola della donna addormentata

    23.00

    Arturo Perez-Reverte

    Aprile 1937. Mentre in Spagna infuria la guerra civle, il marinaio mercantile Miguel Jordán Kyriazis viene inviato dalla fazione ribelle per colpire nell’ombra il traffico navale con cui l’Unione Sovietica rifornisce la Repubblica di armi e munizioni. Tra Istanbul e l’Egeo, agenti franchisti e repubblicani si inseguono in una guerra di informazioni, tra navi camuffate e rotte da decifrare, cercando di prevedere le mosse della Lupa, la mototorpediniera corsara dei ribelli. La base di Kyriazis è una piccola isola del mar Egeo, Gynaíka Koimisméni, «la donna addormentata», ex carcere ottomano oggi quasi deserta. Qui la vita del corsaro spagnolo si annoda in un torbido triangolo con quella dei proprietari, il barone Katelios e sua moglie Lena: una donna matura, ancora splendida, che cerca con fredda disperazione una via di fuga dal proprio destino. Con la consueta maestria, Arturo Pérez-Reverte racconta in L’isola della donna addormentata una storia di mare, guerra e passione, dove l’avventura corsara si accende di amore, tradimento e rimorso. Al centro, una figura femminile di quelle che non si dimenticano, fra le più intense e misteriose; intorno a lei, tra echi omerici, shakespeariani e conradiani, il Mediterraneo diventa il teatro estremo in cui ogni rotta conduce a una scelta: salvarsi o perdersi.

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    L’ultimo sangue. I fascisti condannati a morte dalle Corti Straordinarie d’Assise

    25.00

    Alfredo Villano

    Nell’aprile 1945 la classe dirigente antifascista delegò alle Corti straordinarie d’assise la punizione di coloro che aderirono alla Rsi e aiutarono l’occupante tedesco. Sui collaborazionisti venne scaricata in maniera chiara e incontrovertibile la più ampia parte di responsabilità del disastro generale di un Paese. Punire rapidamente e in maniera rigorosa i ‘traditori della patria’, infatti, avrebbe dovuto placare la rabbia popolare in contesti locali ancora squassati dagli echi della guerra civile e sarebbe dovuto servire a tracciare, nel quadro dell’impossibile epurazione di una comunità nazionale compromessa per decenni con il regime mussoliniano, almeno un simbolico solco tra ultimo fascismo e nuovo sistema democratico. Furono migliaia le pene detentive comminate dalle Csa, diverse centinaia le condanne a morte emesse e svariate decine i fascisti repubblicani fucilati. Il guardasigilli Togliatti valutò insindacabilmente le suppliche nella prima fase di attività di queste corti. Egli dovette districarsi tra la necessità di una celere ed esemplare giustizia e pratiche di grazia da cui emergevano processi irregolari; interventi della Chiesa a favore dei collaborazionisti; criminali crudeli e spietati tuttavia capaci di salvare partigiani; fascisti più o meno irriducibili che chiedevano di arruolarsi contro il Giappone per salvare la pelle. Gli Alleati, in sede di grazia, lasciarono carta bianca a Togliatti il quale dovette tuttavia prendere atto della sostanziale ritrosia dei vari corpi armati a costituire i plotoni di esecuzione.

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    L’esercito Pontificio 1800-1860

    35.00

    Giancarlo Boeri

    Questo studio ha preso lo spunto da una serie di tavole di A. Pochon sulle truppe svizzere al servizio della Santa Sede negli anni 1830-1860 (Guardie svizzere incluse). Nei suoi disegni Pochon ha raffigurato, tra l’altro, vari soggetti della Brigata estera pontificia (costituita essenzialmente da volontari svizzeri nel 1831, sciolta nel 1849 ed infine ricostituita nel 1852) e, a parte, la Guardia svizzera del Pontefice. Abbiamo quindi colto l’occasione di presentare questo lavoro di ricerca per quanto riguarda il servizio delle truppe svizzere presso la Santa Sede nella prima metà dell’Ottocento con un inquadramento generale nella situazione storica e politica in cui si venne a trovare lo Stato pontificio (e le sue forze armate) tra il 1820 ed il 1860, utilizzando uno studio di Donato Tamblé, estratti dal Dizionario del Moroni e informazioni dal lavoro di Paolo Dalla Torre per i testi e ricorrendo ad immagini inedite tratte da appunti di Brandani e Boeri, derivate per lo più da rappresentazioni contemporanee o alla famosa Raccolta Piroli

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    La 101st Airborne en France. Le crepuscule des aigles

    49.00

    Denis van den Brink

    a 101ª Divisione Aviotrasportata, formata nell’agosto del 1942, vide il suo primo combattimento in Normandia la notte del 6 giugno 1944. Svolse un ruolo cruciale nel collegare le linee del fronte a Omaha e Utah Beach. Nei successivi scontri, si distinse per le sue eccezionali prestazioni: nei Paesi Bassi nel settembre del 1944, poi a Bastogne e in Alsazia durante l’inverno del 1944-45, prima di concludere le sue campagne nel maggio del 1945 con la conquista della Kehlsteinhaus (Nido dell’Aquila). Nel frattempo, e di nuovo nell’estate del 1945, trascorse due periodi in Francia, prima nella Champagne e poi in Borgogna, per riposarsi, riorganizzarsi e addestrarsi. Questi periodi permisero alla 101ª di svilupparsi ulteriormente, riequipaggiarsi e integrare nuovo personale. Questi periodi sono scarsamente documentati, il che spesso genera confusione riguardo a luoghi e date. Tuttavia, questi eventi rappresentano una parte integrante e vitale della storia della divisione, una storia ricca di drammi e, a tratti, di episodi comici. Lo scopo di questo libro è ricostruire queste fasi poco conosciute ma cruciali nel tempo e nello spazio. Con la fine della guerra in Europa e successivamente nel Pacifico, l’esercito statunitense si trovò rapidamente ad affrontare l’immenso compito di rimpatriare e smobilitare i suoi milioni di soldati. Senza preavviso, la 101ª Divisione Aviotrasportata fu sciolta ad Auxerre il 30 novembre 1945. 

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    La battaglia di “Midway” 3-5 giugno 1942

    29.00

    Francesco Mattesini

    Giugno 1942. Sei mesi dopo Pearl Harbor, l’impero giapponese sembra inarrestabile. Per spezzare la spina dorsale della flotta americana, l’ammiraglio Yamamoto orchestra l’attacco più ambizioso mai tentato nel Pacifico: l’invasione dell’atollo di Midway. Ma Washington ha un’arma segreta: i crittoanalisti hanno spezzato i codici nipponici. In tre giorni di combattimenti forsennati, tra incursioni a bassa quota, siluranti obsolete e picchiate mozzafiato sotto il fuoco contraereo, il destino della guerra cambia per sempre. Quando le fiamme divorano le portaerei Akagi, Kaga, Soryu e Hiryü, londa giapponese si infrange. Midway non è solo una vittoria: è il punto di svolta. Tra coraggio disperato, errori fatali e l’eroismo dei piloti dei bombardieri in picchiata, questo libro ti porterà nel cuore della battaglia che fermò l’Impero del Sol Levante e consegnò il Pacifico agli Stati Uniti. Una storia di codice, fuoco e acciaio, dove ogni decisione poteva essere l’ultima.

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    La battaglia di Agnadello – 14 maggio 1509

    29.00

    Luca Cristini

    La battaglia di Agnadello, combattuta il 14 maggio 1509 nel distretto della Ghiara d’Adda in Lombardia, rappresenta uno degli scontri militari più noti delle Guerre d’Italia e, più in generale, della storia europea della prima età moderna. In un solo pomeriggio di violenti combattimenti lungo le rive del fiume Adda e attraverso i campi della pianura della Ghiara d’Adda,l’esercito reale francese sotto il re Luigi XII annientò la retroguardia delle forze veneziane comandate dal condottiero Bartolomeod’Alviano, infliggendo perdite catastrofiche a uno degli apparati militari più formidabili della penisola italiana. Nel giro di poche settimane dallo scontro, la Repubblica di Venezia, che aveva impiegato più di un secolo a costruire il proprio impero di terraferma nel nord-est e nel centro- nord dell’Italia, perse virtualmente tutti i suoi possedimenti continentali a favore degli eserciti avanzanti della Lega di Cambrai.

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    La battaglia di Karuse 1270

    29.00

    Alberto Peruffo – Luca cristini

    La battaglia di Karuse, come la più famosa sconfitta subita dai cavalieri teutonici sul lago Peipus nel 1242, contro i russi, fu l’altra importante sconfitta dei cavalieri teutonici subita sopra i ghiacci, questa volta del mar Baltico e contro i lituani. L’ambiente di quei luoghi, particolarmente inospitale e tenebrosi per gli stranieri che si accingevano alla conquista di quelle terre. Lo scontro di Karuse avvenne in un periodo in cui la presenza dell’ordine teutonico nel Baltico era messa in discussione dalla rivolta delle locali popolazioni pagane che vinsero numerose e importanti battaglie contro i Teutoni. Solo l’arrivo costante di crociati europei e il possesso di importanti fortezze permetterà, ai teutonici, nel riuscire a mantenere le proprie posizioni e contribuire alla conversione al cristianesimo dei pagani dopo decenni di lotte. La scarsità di fonti di quegli eventi limitano le conoscenze degli storici; principalmente si tratta della Cronaca Rimata della Livonia, documento compilato in ambiente teutonico intorno alla fine del XIII secolo, mostrando comunque una narrazione di parte nel raccontare le operazioni militari dei crociati.

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