Anteo Zamboni e l’attentato a Mussolini – L’antifascismo anarchico e l’intrigo massonico

Roberto Gremmo

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    Anteo Zamboni e l’attentato a Mussolini – L’antifascismo anarchico e l’intrigo massonico

    20.00

    Il 31 ottobre 1926 l’adolescente Anteo Zamboni sparò a Mussolini a Bologna, sbagliò il colpo e venne subito ucciso a pugnalate da un manipolo di fascisti. Eliminato il responsabile, la Polizia andò a caccia dei possibili complici scoprendo che l’attentato era stato preparato dai suoi famigliari e specialmente dalla zia Virginia, vecchia ed irriducibile anarchica e dal padre Mammolo, singolare figura di anarchico-massone fascista’. Processati dal “Tribunale Speciale”, la zia ed il padre vennero condannati ad una lunga e dura pena detentiva. Sullo sfondo indistinto e confuso restò l’ombra di trame occulte e di manovre cospiratrici di elementi legati alla Massoneria che dall’estero avrebbero spinto la famiglia Zamboni ad un gesto estremo che avrebbe dato il segnale per una nuova offensiva armata antifascista.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 240

    Stampato nel 2017 da Soria Ribelle

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    Chi ha sconfitto il Sessantotto. L’alleanza Segreta fra Sovietici e Poteri Occulti Contro i Giovani Rivoluzionari

    35.00

    Roberto Gremmo

    Nel “sessantotto” italiano si aggiravano gli spettri delle “Guardie Rosse”, così come ai tempi di Marx si stendeva per l’Europa il fantasma del comunismo. Quando i comunisti-marxisti-leninisti italiani si organizzavano come forza autonoma, guardando come esempio di ribellione alla Cina di Mao, il rischio divenne enorme per i ceti dominanti e i difensori degli equilibri mondiali di “coesistenza pacifica” basati sulla non-ingerenza russo-americana. Anche in Italia, come in altri paesi, per fermare l’avvento di un forte movimento rivoluzionario, si mobilitarono gli uomini legati a Mosca e gli ambigui maggiorenti dei poteri occulti conl tacito assenso dei falsi riformisti conniventi con il potere governativo.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 286

    Stampato nel 2023 da Storia Ribelle

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    Fascismo e magia – Occultisti visionari e gruppi esoterici nell’Italia di Mussolini

    18.00

    Fra i molti, a volte contradditori volti del Regime fascista non poteva mancare quello esoterico, inevitabile per un movimento nato nel 1919 in una sede massonica milanese. Durante il Ventennio operarono impunemente i più disparati gruppi iniziatici, da quelli Teosofici agli Antroposofici steineriani; non mancarono i seguaci delle discipline yoga; gli spiritisti e gli occultisti; tutti rigorosamente disciplinati agli ordini del loro Duce e pronti a mettere la loro presunta “forza psichica” al servizio della Patria fascista. Dai documenti inediti dell'”Archivio Centrale dello Stato” emerge tutto un impensabile e inquietante mondo di cultori delle più disparate ed eccentriche doscipline iniziatiche e non mancano le prove sulle frequentazioni massoniche del fratello del Duce, sempre abilmente tenute nascoste.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 160

    Stampato nel 2019 da Storia Ribelle

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    I Partigiani alleati dei nazisti – Il “Battaglione Davide” dalla Resistenza astigiana alla Risiera di Trieste

    25.00

    Subito dopo l’8 settembre, centinaia di giovani contadini delle Langhe si dettero alla macchia, trovando il loro capo nel “Capitano davide” – Enrico ferrero che organizzò un’agguerrita formazione partigiana, dando del filo da torcere alle locali autorità fasciste di salò. Tutto questo durò molto poco, infatti “Davide” siglò, dopo pochi mesi, un accordo con le autorità tedesche e i suoi uomini vennero inquadrati in un battaglione agli ordine delle SS. Dopo un breve addestramento, furono trasferiti in Friuli per fronteggiare le formazioni partigiane titine. Nel Friluli Ferrero, al centro di indescrivibili intrighi, si scontrò ben presto con le autorità della RSI e questo costrinse i tedeschi a deportarlo a Dachau. Dei suoi uomini, un’aliquota fini a fare la guardia alla Risiera di San Sabba a Trieste, alcuni furono eliminati dai partigiani comunuisti e altri ancora si unirono a questi ultimi. Il Capitano “Davide” si “divenne” nuovamente in partigiano negli ultimi giorni della guerra per poi trasferirsi in circostanze oscure in Argentina. La storia “roccambolesca di questo battaglione, rompe gli schemi della storiografia ufficiale.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 192

    Stampato nel 2015 da Storia Ribelle

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    Il triangolo delle bombe

    25.00

    Gli attentati all’Arcivescovado di Milano dal 1919 a piazza Fontana. Al centro di Milano, le vie Arcivescovado e Palazzo Reale formano con piazza Fontana una sorta di triangolo delle bombe. Dall’ordigno rudimentale del 1919 di cui fu accusato di essere il mandante Mussolini alla strage di piazza Fontana, passando per le “bombe” del 1928, della guerra civile, del 1956: una serie di attentati falliti, eseguiti o provocatori.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 240

    Stampato nel 2011 da Storia Ribelle

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    Le Brigate Rosse Venute dalla Jugoslavia. L’organizzazione clandestina per la “seconda ondata” partigiana in Italia (1945-1948)

    25.00

    Roberto Gremmo

    Subito dopo la Liberazione, i comunisti jugoslavi erano davvero convinti che la rivoluzione proletaria fosse possibile anche in Italia perciò crearono nel nostro Paese un’organizzazione clandestina armata di “brigate rosse” che, a dispetto degli accordi di Yalta, dovevano preparare la “seconda ondata” del movimento partigiano… “La struttura cospirativa con la stella rossa venne sempre attentamente tenuta sotto controllo dallo spionaggio italiano e questo libro si basa proprio sui numerosi, clamorosi ma ancora oggi inediti, rapporti dei servizi segreti d’uno Stato democratico, ben conscio della loro pericolosa ed insidiosa attività sotterranea”

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    Le Marocchinate gli Alleati e la guerra ai civili – Le vittime dell’occupazione militare straniera nell’Italia liberata 1943-1947

    25.00

    Nel corso delle operazioni militari in Italia, i soldati alleati si abbandonarono a violenze di ogni tipo contro i civili. Nel saggio si evidenzia come marocchini, francesi, inglesi, americani, greci, indiani, “soldati di colore” e non, violentarono senza pietà migliaia di donne d’ogni età, bambine ed anziane e persino decine di ragazzini. Nel corso dell’occupazione militare, la popolazione inerme subì rapine, furti e danni incalcolabili da parte di soldati alleati, ed i colpevoli la fecero quasi sempre franca.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 192

    Stampato nel 2010 da Storia Ribelle

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    Valdostani contro Roma – Il movimento separatista, la Francia e l’autonomia (1945-1948)

    20.00

    Nell’inverno del 1947 al passo del Piccolo san Bernardo i finanzieri fermarono un giovane valdostano che stava cercando di espatriare in Francia e lo accusarono di contrabbando. In realtà, l’uomo viene sospettato d’essere un corriere incaricato di mantenere i contatti tra i separatisti filo-francesi attivi a Parigi e i loro sostenitori ad Aosta. Messo in prigione, il presunto separatista dichiara di credere nell’avvenire di una Valle d’Aosta come “vero Stato indipendente a somiglianza degli altri Stati europei” e messo alle strette compromette diverse persone che verranno accusate di cospirare per unire le Alpi Occidentali alla Francia, con l’aiuto occulto dei servizi segreti degollisti.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 160

    Stampato nel 2019 da Storia Ribelle

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