Le fucilazioni del processo di Verona. Giustizia o vendetta? La testimonianza-accusa di un giudice soldato

processo di Verona

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    Le fucilazioni del processo di Verona. Giustizia o vendetta? La testimonianza-accusa di un giudice soldato

    20.00

    L’otto gennaio 1944 inizio a Verona il processo che tre giorni dopo avrebbe portato alla fucilazione di Galeazzo Ciano, Emilio De Bono, Luciano Gottardi, Giovanni Marinelli e Carlo Pareschi. Tra i giudici c’era anche il generale Renzo Montagna che non faceva mistero dei dubbi che turbavano la sua coscienza: “Ma perché devo proprio esserci io, in questa tragedia? Se il Partito (fascista) vuol uccidere, perché non lo fa coi propri mezzi? Ed i Tedeschi, se vogliono colpire qualcuno, hanno proprio bisogno di un nostro tribunale e di un nostro processo?” Durante il processo il Generale si adopero in tutti i modi affinché i vari imputati non fossero condannati a morte. Fu tutto vano e dopo questa amara sconfitta Montagna non rimase a Verona per assistere alla fucilazione. Il Memoriale è completato da vari contributi scientifici. Leonardo Malatesta traccia un ampio profilo biografico del generale, arricchendolo con un’inedita sequenza fotografica. Francesco Mazzoli analizza, avvalendosi di nuovi strumenti di indagine, i momenti salienti della fucilazione dei condannati.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 274

    Stampato nel 2015 da Macchione

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    R.S.I. – I fucilati di Verona

    20.00

    Le vicende, mai del tutto chiarire, sul Gran Consiglio del fascismo che portò a votare la decadenza di Mussolini e la conseguente fucilazione a Verona dei gerarchi (non tutti) che in quell’occasione voltarono le spalle a Benito Mussolini. Sicuramente la decisione di far fucilare alcuni di quelli che erano stati i suoi più stretti collaboratori sin dalla Marcia su Roma e, addirittura il marito di sua figlia Edda, galeazzo Ciano, non fu una decisione indolore per il Duce del fascismo, non si sa quale fu esattamente la pressione delle autorità germaniche, perchè si desse un’esempio drastico e duraturo, non si sa neanche quale fu esattamente la volontà di Mussolini nel seguire i consigli degli esponenti dell’ara dura della neonata R.Si. Il libro è uno scorcio di una pagina dolorosa e ancora non ben chiarita della storia italiana.

    Brossura, 14,5 x 21 cm. pag. 535 con alcune foto b/n

    Stampato nel 1961 da C.E.N.

    Condizioni del libro: usato in discrete condizioni, alcune inperfezioni nei bordi della rilegatura

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