Carri Armati Partigiani

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    Carri Armati Partigiani

    19.90

    Paolo Crippa – Luigi Manes

    Per le forze partigiane italiane l’utilizzo di mezzi blindati fu veramente sporadico, ad eccezione degli ultimi frangenti di guerra. Soprattutto nei giorni dell’insurrezione, infatti, i partigiani italiani riuscirono ad impadronirsi di carri armati di produzione italiana, sia catturandoli ad unità italiane e tedesche, sia prelevandoli direttamente dalle fabbriche, spesso grazie alla complicità con la Resistenza degli operai che lavoravano in questi opifici. Nei concitati momenti dell’insurrezione, convenzionalmente fissata al 25 aprile 1945, molti furono i casi di veicoli depredati e riutilizzati dal movimento partigiano o da militari di Salò, che addirittura cambiarono mano più volte nel volgere di brevissimo tempo.

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    Chiedi al torrente – Le stragi partigiane in un quartiere della «Grande Genova» Val Polcevera 1943-1945

    18.00

    I caduti per mano partigiana, tra militari e civili, in tutta la provincia di Genova ammontano a circa 1.900. A Bolzaneto, dal censimento conclusivo rilevato con la scoperta delle ultime fosse comuni ad inizio anni ’50, il numero è di circa 180 persone, delle quali più della metà non identificate. Tra gli identificati, oltre la metà sono vittime civili, di cui nove di sesso femminile, le cui date di arresto, scomparsa e decesso risalgono al maggio del 1945. Il principale luogo di detenzione e di processi sommari per i prigionieri in questa zona, regno incontrastato della Brigata Volante “Balilla” e del suo capo indiscusso Angelo Scala “Battista”, fu l’ex deposito di legnami Scorza sulla strada che a Bolzaneto sale verso il paese di Geminiano, che costeggia l’omonimo torrente. Perché tanti morti in una delegazione di sole 10.000 persone? Ci fu una regia a pianificare e avallare le esecuzioni? Perché le esecuzioni continuarono anche a guerra ampiamente terminata? Perché tanto accanimento sui civili, incluse donne e minorenni? Questo libro cerca di dare una risposta a queste domande, sulla base di una vasta messe di documenti d’archivio e di testimonianze dirette.

    Brossura, 15,7 x 22,7 cm. pag. 188 con alcune foto e documenti

    Stampato nel 2019 daAssociazione Italia

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    Compagno mitra. Saggio storico sulle atrocità partigiane

    25.00

    Con il libro “Compagno mitra” hanno nome e volto quei partigiani che uccisero nemici politici e innocenti padri di famiglia. Molti fatti raccontati dallo storico Gianfranco Stella sono noti. Quel che non era noto erano i nomi dei killer e delle bande di gappisti che agivano indisturbati in nome della giustizia proletaria con omicidi, razzie, sequestri ed estorsioni riuscendo a sfuggire alla giustizia o salvandosi con pochi anni di carcere. Come il partigiano Drago: un killer spietato che ammazzò 150 persone, tra cui il sacerdote don Dante Mattioli, il cui corpo non venne mai trovato. Coperto dal Pci, sconosciuto ai libri di storia, nessuno lo disturbò mai e morì nel suo letto con al collo una medaglia al valor militare. (da un articolo di Andrea Zambrone)

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 606 + 48 pagine fuori testo con foto b/n

    Stampato nel 2018 In Proprio

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    I Militari nella Guerra Partigiana in Italia 1943-1945

    23.50

    Il libro tratta della partecipazione attiva e determinante alla “Guerra di Liberazione” da parte dei militari italiani. Contiene l’elenco di tutti i decorati al valore militare della resistenza. L’opera pone in giusto risalto il fondamentale contributo fornito dagli ex militari, di professione e di leva, al Movimento armato, come testimoniato dall’elevato numero di caduti e dalle innumerevoli ricompense al V.M. Sui volumi editi dalle FFAA e’ applicato un rimborso delle spese di reperimento

    Rilegato, 17,8 x 25 cm. pag. 494 con 2 cartine ripiegate

    Stampato nel 1998 da Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito

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    I partigiani di stella rossa. Il partito comunista integrale nella resistenza torinese

    10.00

    Roberto Gremmo

    Nei mesi successivi al colpo di stato del 25 luglio 1943, fra gli operai torinesi, il gruppo che si proclama “Partito Comunista Integrale”, stampa il periodico “Stella Rossa”, diventa la forza politica più conosciuta nelle fabriche e le sue idee di intransigenza classica hanno largo seguito perchè sono quelle che maggiormente corrispondono ai sentimenti dei ceti popolari, stanchi del fascismo ma anche ostili alla normalizzazione capitalista.

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