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Diario – 6 settembre-31 dicembre 1943
€21.00“Un governo fascista, costituito non si sa dove e che parla in nome di Mussolini, incita i militari italiani ad affiancare le truppe germaniche. Sarebbe certo doloroso se reparti italiani venissero a trovarsi dalle due parti della barricata!”. (12 settembre 1943, Mario Roatta). Il diario del 1943 di Mario Roatta, capo di Stato Maggiore dell’Esercito e membro del Consiglio della Corona, è un documento storico di grandissima importanza. In queste pagine, scritte nell’immediatezza degli avvenimenti, emergono con evidenza il caos dei comandi delle Forze Armate, le incertezze del re pronto a smentire il governo sull’Armistizio, la mancanza di informazioni che i vertici militari e politici avevano su quello che stava avvenendo a Roma o nei Balcani dove si consumava, tra le altre, la tragedia di Cefalonia. E ancora: le trattative con Eisenhower per il cosiddetto «Armistizio lungo», i complicati rapporti con i nuovi alleati, i dettagli privati e quotidiani del governo provvisorio a Brindisi. Roatta assiste alla caduta di un mondo dalle cui rovine verrà travolto: il governo jugoslavo lo accusa di crimini di guerra. Il maresciallo Tito vuole la sua testa, gli alleati premono e Badoglio la servirà loro su un piatto d’argento. Il diario è a cura di Francesco Fochetti. Con inserto fotografico.
Brossura, 15 x 21 cm. pag. 237 + 16 pagine fuori testo con foto e documenti b/n
stampato nel 2017 da Mursia
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Memoria sulla difesa di Roma e sulla priorità dell’aggressione germanica
€20.00Mario Roatta
Il generale Mario Roatta, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, venne considerato uno dei responsabili della disfatta dei reparti militari italiani schierati per fronteggiare, alla data d’annuncio dell’armistizio, le truppe germaniche del feldmaresciallo Albert Kesselring, che si impadronirono della città di Roma e del suo circondario. Il volume presenta le due “Memorie” che il generale scrisse su richiesta del Comando Supremo e che riassumono le vicende precedenti e successive all’8 settembre 1943: si tratta di documenti fondamentali e altamente affidabili (!!!) per la ricostruzione degli eventi che investirono Roma, con la fuga del re e del governo, che, con gli alti gradi militari, si trasferiranno nella città di Brindisi fondando il Regno del Sud. Roatta, nella stesura dei documenti, attinge a relazioni e rapporti degli ufficiali a lui sottoposti e alla documentazione di carattere politico militare cui aveva accesso, fornendo così materiale di prima mano e di alto valore storico.
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Sciacalli addosso al SIM
€22.00Caso unico nella storia, i nostri reggitori dell’epoca hanno permesso che venissero messi in piazza il funzionamento e l’attività di un proprio organo informativo militare, un Servizio che dovrebbe essere, sempre e ovunque, segreto. In questo memoriale il generale Mario Roatta dà la sua versione sul processo avviato nel 1944 dall'”Alto Commissariato per le sanzioni contro il fascismo” che lo vide alla sbarra per l’omicidio dei fratelli Rosselli e altre azioni di natura “terroristica” compiuti dal S.I.M., l’intelligence militare, durante la sua direzione. La difesa di Roatta, dapprima condannato all’ergastolo e poi assolto dalla Cassazione, è un importante documento storico che consente di ripercorrere non solo le attività e l’organizzazione del Servizio Informazioni Militari negli anni precedenti il Secondo conflitto mondiale, ma anche di comprendere il clima da resa dei conti in cui si svolse il processo. La prima parte del testo è dedicata alla spiegazione dell’organizzazione del S.I.M. che, scrive, “non si occupava di questioni politiche”. La seconda, invece, si apre con l’arresto del generale e porta il lettore nel vivo dei mesi cruciali del processo, alternando le cronache del dibattimento – dove l’accusa era sostenuta da Mario Berlinguer – con il racconto della detenzione e della fuga sulla quale commenta l’autore: “infinite cretinerie sono state scritte”. E nella terza parte spiega com’è andata.
Brossura, 14 x 21 cm. pag. 432
Stampato nel 2018 da Mursia