Almerigo Grilz. Il primo reportage. Il racconto dell’occupazione israeliana del Libano e della cacciata dei palestinesi nel 1982

Guido Giraudo

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    Almerigo Grilz. Il primo reportage. Il racconto dell’occupazione israeliana del Libano e della cacciata dei palestinesi nel 1982

    15.00

    Guido Giraudo

    Il “Primo reportage” professionale di Almerigo Grilz fu realizzato, insieme a Fausto Biloslavo, tra l’agosto e il settembre del 1982, documentando la cacciata dei palestinesi dal Libano a seguito dell’invasione israeliana. I due erano partiti con in tasca un tesserino che li qualificava come “reporter” del settimanale “Candido nuovo”. Appena rientrati a Milano appresero del tragico omicidio del presidente libanese Beshir Gemayel e quella fu la molla che li spinse a contattare, per la prima volta, le redazioni dei grandi periodici nazionali offrendo immagini, articoli e interviste uniche, senza mancare, ovviamente, di realizzare una serie di articoli esclusivi per “Candido nuovo”. La collaborazione di Grilz con il settimanale fondato da Giovanni Guareschi, però, era già iniziata l’anno precedente, con articoli dedicati sia al Libano, sia alle vicende politiche triestine e persino con una serie di vignette. Il volume ripropone tutto questo materiale ormai introvabile che testimonia anche del “passaggio” di Grilz dalla militanza politica alla professione di reporter di guerra, una scelta che maturerà appieno l’anno successivo con la nascita dell’Albatross Press Agency.

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    C’è del marcio a Bologna. 12 mesi per far sparire la verità sulla strage.

    15.00

    Guido Giraudo

    Fu nei 12 mesi in cui si sviluppa questo racconto, a cavallo tra l’agosto 1980 e il luglio 1981, che si decise che nessuno avrebbe mai saputo la verità sulla strage alla Stazione. Quella verità che Giorgio Pisanò aveva “intuito” in un articolo su Candido del giugno 1981 che costò l’arresto al suo vice (unico giornalista a essere stato detenuto per non aver rivelato le fonti d’informazione). Da qui si parte per riscoprire i teoremi, le trame, le omissioni, le persecuzioni e i coscienti depistaggi orditi dalla magistratura bolognese con la complicità dei servizi segreti. Un castello di menzogne, pregiudizi e sordidi intrighi che dura da più di 40 anni. Con i disegni originali di Almerigo Grilz.

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    Enrico Pedenovi. Testimone di libertà

    15.00

    Guido Giraudo – Luca Bonanno – Giovanna Pedenovi – Beatrice Pedenovi

    Enrico Pedenovi, consigliere provinciale del Movimento Sociale Italiano, fu il primo rappresentante delle istituzioni a essere ucciso dal terrorismo comunista nel dopoguerra. Era il 29 aprile 1976, un anno esatto dopo la morte del diciottenne Sergio Ramelli, massacrato a colpi di chiave inglese da un commando di Avanguardia Operaia. A colpire Pedenovi furono, invece, alcuni ex appartenenti a Lotta Continua che avevano scelto di “alzare il tiro” e di passare alla lotta armata. Iniziò proprio con quel delitto la tragica stagione di Prima Linea, che costò al nostro Paese decine di morti innocenti. Il libro ci restituisce la figura umana e politica di Enrico Pedenovi ripercorrendo le principali tappe della sua vita e ricostruendo la dinamica del suo barbaro omicidio, anche grazie alla testimonianza inedita delle figlie e di chi ne ha condiviso le esperienze.

    Brossura, 12,5 x 20,5 cm. pag. 184

    Stampato nel 2026 da Idrovolante Edizioni

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