Con D’Annunzio a Fiume

Giubilei Reggiani

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    Con D’Annunzio a Fiume

    18.00

    Mario Carli

    Una penna appuntita come una baionetta a servizio del sacro ribellismo. Le prose di Mario Carli nascono da quella stagione aggrovigliata di aspirazioni di palingenesi sociale e istanze rivoluzionarie che è il diciannovismo nella politica italiana. Testimoniano l’adesione alla guerra da parte del più eversivo dei futuristi e costituiscono un memoriale in presa diretta dell’impresa dannunziana a Fiume. La parabola guerresca di Carli è compendiata in Addio, mia sigaretta! (1919) e prosegue con la prosa politica di Con d’Annunzio a Fiume (1920), dipanando il fil rouge che unisce arditismo, futurismo, fiumanesimo e fascismo.

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    L’altro MSI – I leader mancanti per una destra differente

    15.00

    Se un “altro” Msi è esistito, accanto e parallelamente alla storia di quello ufficiale, incarnato dal leader più famoso, Giorgio Almirante, esso va rintracciato nelle aspirazioni e nel progetto di uomini molto differenti tra loro – Romualdi, Massi, De Marzio, Rauti, Tarchi, Niccolai, Mennitti e l’ultimo Fini – che hanno immaginato, con la loro azione e con il loro pensiero, la possibilità di nuovi e diversi modi di interpretare la destra. Questo libro vuole essere, oltre che un ritratto inedito di queste figure, un approfondimento necessario per capire la complessità del mondo che fece capo al Msi e un modo per non disperdere una preziosa eredità

    Brossura, 12,5 x 19 cm. pag. 170

    Stampato nel 2016 da Giubilei Reggiani

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    Liberi di parlare. Glossario contro il politicamente corretto

    17.00

    Michel Dessì – Andrea Indini

    Le domande che dovete porvi, prima di leggere questo saggio scritto a quattro mani da Michel Dessì e Andrea Indini, sono semplici ma al tempo stesso complesse. La prima: sono ancora libero di parlare? O, se volete porla in modo ancor più articolato, potrebbe anche suonare così: sono ancora libero di dire tutto quello che mi passa per la testa o le imposizioni che la società, sempre più votata al politicamente corretto e all’ideologia woke, ci ordina di seguire stanno avendo la meglio? Se la risposta, come temiamo, è “No, non siamo più liberi” e voleste, a quel punto, approfondire questa ricerca interiore, dovreste anche chiedervi: privati della nostra libertà di parola, ci è almeno rimasta quella di pensiero? O l’erosione a cui sottostiamo quotidianamente ci ha tolto anche quella portandoci inconsciamente a pensare come loro vogliono che noi pensiamo

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