La battaglia dell’Assietta e la campagna militare alpina del 1747

Giovanni Cerino badone

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    La battaglia dell’Assietta e la campagna militare alpina del 1747

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    Giovanni Cerino Badone – Eugenio Garoglio

    La battaglia dell’Assietta. Sullo spartiacque tra la val Chisone e la val di Susa, sul piatto altopiano dell’Assietta, nel pomeriggio del 19 luglio 1747, 6000 soldati austro-sardi, agli ordini del luogotenente generale Cacherano di Bricherasio, affrontavano dietro ai loro trinceramenti un’armata francese di 16.000 uomini comandata dal cavaliere di Belle-Isle. Alle sette di sera i francesi erano in ritirata, dopo aver perso un quarto degli effettivi. La storia militare sabauda, e poi quella italiana, è tutta racchiusa nello svolgimento di questa battaglia. La vittoria venne mitizzata, divenne un dogma, ma solo in pochi tentarono di analizzarla sotto il profilo tecnico-militare. Per tali ragioni ancora oggi sappiamo poco di quale fosse la «via piemontese» alla guerra.

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    Potenza di fuoco – Eserciti Tattica e Tecnologia nelle Guerre Europee dal Rinascimento all’Età della Ragione

    21.00

    Questa opera, attraverso l’analisi di una notevole mole di regolamenti tattici, relazioni e memorie spesso inedite, racconta, anche trasportando brutalmente il lettore nel vivo delle primissime file della battaglia, come la potenza di fuoco divenne l’elemento che più di ogni altro – grazie anche all’incessante opera di innovazione e di miglioria di tattiche e materiali e al genio di comandanti capaci come il Principe Eugenio, il duca di Marlborough e Federico II di Prussia – contribuì a cambiare radicalmente il volto della guerra e la società europea, trasformando entrambi in maniera così profonda che ancora oggi possiamo apprezzarne gli effetti. I campi di battaglia del Settecento divennero luoghi assai più letali di quanto non fossero stati in precedenza, con reparti contrapposti schierati a poche decine di metri l’uno dall’altro in grado di infliggersi perdite nell’ordine del 30-40% degli effettivi. Indipendentemente dal risultato dello scontro, il potenziale umano di interi eserciti veniva rapidamente depauperato nel breve volgere di una battaglia campale. La leva obbligatoria, per quanto supportata dall’ideologia della rivoluzione francese, fu una razionale risposta alla continua necessità di uomini sulla linea del fronte, un’innovazione (o meglio una riscoperta) che segnò, di fatto, la società europea sino agli inizi del XXI secolo e che, insieme alla potenza di fuoco e all’industrializzazione, contribuì a trasformare la “guerra limitata” in “guerra totale”.

    Brossura, 21 x 15 cm. pag. 220, con circa 4 tabelle, 9 immagini e 9 cartine nel testo

    Stampato nel 2013 da Edizioni Libreria Militare

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