Una morte scomoda. L’omicidio di Francesco Cecchin

Francesco Cecchin

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    Una morte scomoda. L’omicidio di Francesco Cecchin

    18.00

    Federico Gennaccari

    L’omicidio di Francesco Cecchin è una morte scomoda che per anni si è cercato di far passare per un incidente, una caduta da un muro per sfuggire i suoi aggressori. Non bisogna farsi ingannare se c’è ancora qualcuno che sui libri propaganda questa tesi. C’è un sentenza della magistratura che ha rimesso le cose apposto, secondo la quale si è trattato di omicidio volontario. Ha infatti stabilito che Francesco è stati picchiato duramente (con un colpo gli hanno spappolato la milza) e poi gettato di sotto ai suoi aggressori da un muro alto 5 metri all’interno dello stabile di via Montebuono 5. Ha battuto violentemente la testa e non si è mai ripreso, è morto dopo 18 giorni di coma. Una morte scomoda perché rimasta senza giustizia, in quanto la polizia di zona, nonostante avesse avuto tutte le informazioni necessarie dagli amici di Francesco, non fece alcuna indagine per scoprire gli aggressori, nemmeno sugli esponenti del Pci con cui Cecchin qualche ora prima ebbe una lite per i manifesti attaccati in piazza occupando anche gli spazi del Msi-Dn.

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