Dalle ceneri di un nuovo volo. L’Aeronautica Militare italiana negli anni della rinascita postbellica (1945-1949)

Fabio Montella

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    Dalle ceneri di un nuovo volo. L’Aeronautica Militare italiana negli anni della rinascita postbellica (1945-1949)

    22.00

    Fabio Montella

    Il volume analizza il complesso processo di riorganizzazione dell’aviazione militare italiana nel secondo dopoguerra. Un periodo cruciale segnato dalla transizione istituzionale dalla Regia Aeronautica e dall’Aeronautica Nazionale Repubblicana alla nuova Aeronautica Militare. Lo studio esamina la gestione dei residuati bellici e l’integrazione dei velivoli da trasporto e addestramento alleati. Vengono approfondite le pesanti limitazioni operative e strutturali imposte dal Trattato di Pace del 1947. Il testo documenta la ricostruzione logistica delle infrastrutture aeroportuali e il riassetto delle scuole di volo. Particolare attenzione è rivolta alla manutenzione specialistica e all’evoluzione tecnica dei reparti in organico. La ricerca si fonda su documenti d’archivio che illustrano la cooperazione internazionale nei primi anni della Guerra Fredda. Viene delineato il percorso dottrinale e strategico che ha condotto l’Italia verso l’adesione alla NATO nel 1949. L’opera offre una mappatura dettagliata della forza organica e dei primi programmi di ammodernamento della flotta.

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    Gli squadristi di Modena (1919-1923). Protagonisti, pratiche e rappresentazioni della violenza alla nascita del fascismo

    24.00

    Fabio Montella

    Il volume tratta  uno degli snodi cruciali della storia italiana, visto dal punto di vista modenese. Chi furono gli squadristi? Come e con quali mezzi riuscirono a conquistare il potere? Quale fu la mentalità alla base del loro agire? Perché non furono fermati? A queste e ad altre domande l’autore fornisce un’approfondita risposta. Viene inoltre pubblicata un’ampia cronologia della violenza politica a Modena tra la fine del 1918 e tutto il 1923, ovvero tra il periodo che ha inizio con l’uscita dalla Grande Guerra e termina con i mesi successivi alla completa conquista del potere fascista, a seguito della Marcia su Roma.

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    Prigionieri – I militari italiani nei campi di concentramento della Grande Guerra: la detenzione, il ritorno, l’internamento in patria, l’oblio

    21.00

    Otto milioni. Tanti furono i soldati fatti prigionieri nel corso del primo conflitto mondiale. Un numero di poco inferiore a quello dei combattenti che rimasero uccisi sui campi di battaglia. Ma i prigionieri sono stati a lungo, in tutti i Paesi belligeranti, dei “dimenticati della Grande Guerra”. I soldati patirono pressoché ovunque, sia nei campi di prigionia che nei luoghi di lavoro dove venivano forzatamente inviati per sopperire alla mancanza di personale, sofferenze psicologiche e materiali dovute a condizioni di vita proibitive. Fra i prigionieri italiani circa 100 mila morirono durante la loro detenzione. L’alto numero di decessi è ascrivibile, come dimostrano recenti ricerche storiche, non solo alle dure condizioni di vita imposte dalla prigionia ma anche dalle decisioni del governo e del comando supremo che optarono per una linea di non intervento statale sull’invio di aiuti alimentari ai nostri prigionieri. La “linea dura” seguita dal governo italiano venne mantenuta anche al loro rientro in Italia, quando vennero ammassati in campi frettolosamente allestiti per consentire la lunga trafila di indagini, interrogatori e processi. L’autore propone quindi una ricostruzione agile, ma al contempo puntuale, della storia dei prigionieri italiani, ricomponendo il mosaico di tante storie personali e dei luoghi che le ospitarono attraverso fonti d’archivio pubbliche e private.

    Brossura, 16 x 24 cm. pag. 236 + 16 pagine fuori testo con illustrazioni b/n

    Stampato nel 2020 da Itinera

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