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Aviazione. Il Fiat C.R. 42. Un mito che non muore
€65.00Nicola Malizia
Ottima monografia del CR 42, il caccia biplano che operò più di tutti gli altri mezzi similari, nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Il velivolo rappresento l’apice del caccia biplano ma presto serviziò in un periodo dove ormai i caccia monoplani erano ben superiori, in fatto di velocità, prestazioni ed armamento. Nelle mani degli abili piloti italiani seppe comunque fornire ottime pretazioni. I tedeschi, che requisirono gli esemplari esistenzi dopo l’armistizio del 1943, lo usarono come piccolo bombardiere notturno sino alla metà del 1944. Il volume di Nicola Malizia è molto ben illustrato con immagini d’epoca b/n e tre pagine di tavole a colori.
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Fiat Aeritalia Fighters. C.R.32, C.R.42 Falco, G.50 Freccia, G.55 Centauro
€69.00Luigino Caliaro
Questo è il secondo volume della trilogia di Luigino Caliaro sui più importanti aerei da caccia italiani utilizzati nella Seconda Guerra Mondiale. Il focus di questo libro è sugli aerei da caccia sviluppato dall’azienda torinese Fiat. L’autore descrive la lunga e illustre storia della Fiat e introduce i primi progetti di biplano del talentuoso ingegnere Celestino Rosatelli prima di esaminare quattro degli aerei Fiat di maggior successo. Il biplano CR.32, realizzato in lega leggera rivestita in tessuto, fu uno degli aerei da caccia più straordinari della fine degli anni ’30. Non solo volò con la Regia Aeronautica durante la Guerra Civile Spagnola, ma prestò servizio anche con le forze aeree di Cina, Austria, Ungheria, Paraguay e Venezuela. Il CR.42 Falco, sviluppo del CR.32 da parte di Rosatelli, divenne l’ultimo caccia biplano monoposto costruito dalle nazioni belligeranti della Seconda Guerra Mondiale, e fu venduto anche a diverse altre nazioni, tra cui Belgio e Svezia, oltre che utilizzato dlla Luftwaffe, dopo l’8 settembre 1943. Il CR.42 prestò servizio nel Mediterraneo, Nord Africa, Balcani e Iraq, ed esisteva anche una variante da caccia notturno. Tra i monoplani, il G.50 Freccia con motore radiale progettato da Giuseppe Gabrielli fu il primo aereo da caccia monoposto italiano con costruzione interamente in metallo e carrello di atterraggio retrattile. È stato utilizzato in Spagna, nei Balcani, nell’Egeo e nel Nord Africa, mentre le macchine sono arrivate anche in Finlandia e Croazia. Il G.55 Centauro, che nella sua variante finale era motorizzato con il motore RA.1050 R.C.58 Tifone raffreddato a liquido, che era una versione su licenza del tedesco DB 605A-1, equipaggiava sia la Regia Aeronautica che l’Aviazione Nazionale Repubblicana (ANR). Basato su documenti aziendali e rapporti provenienti da archivi militari, il libro esamina la progettazione, lo sviluppo e l’utilizzo di ogni tipo di velivolo costruito dall’azienda torinese, oltre alla produzione, ai prototipi, agli aspetti tecnici e molto altro. Il volume è interamente illustrato da centinaia di fotografie rare e affascinanti.
Rilegato, 23 x 31 cm. pag. 288 riccamente illustrao con foto b/n e alcune foto e profili a colori
Testo in lingua inglese
Stampato nel 2024 da Classic
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Gli assi del FIAT CR.42 della Seconda Guerra Mondiale
€20.00Il Fiat CR.42 rappresenta la massima espressione del biplano da caccia, e tuttavia nel momento in cui entrò in servizio nel maggio del 1939 era già obsoleto. Ciò malgrado, si comportò onestamente su tutti i fronti, europei e africani, almeno nei primi anni della Seconda Guerra Mondiale. In effetti fu il principale velivolo da caccia della Regia Aeronautica in Africa settentrionale e orientale, in Grecia e su Malta nel 1940-1941, un periodo in cui i suoi piloti si batterono regolarmente con gli “squadron” britannici e del Commonwealth equipaggiati per lo più con gli Hurricane e i Gladiator. Diversi piloti italiani si aggiudicarono le loro prime vittorie volando con il Falco, e tra loro Mario Visintini, l’asso di maggior successo dei caccia biplani della Seconda Guerra Mondiale. Anche se a partire dal dicembre del 1940 fu gradualmente sostituito da macchine più moderne, il CR.42 continuò a essere impiegato in Africa settentrionale e sul Mediterraneo in compiti di difesa aerea di punta, scorta convogli e attacco al suolo fino al tardo 1942. Venne utilizzato anche dalle forze aeree ungherese, belga e svedese, come pure dalla Luftwaffe.
Brossura, 17 x 24 cm. pag. 193 circa 100 fotografie b/n e alcuni disegni al tratto
Stampato nel 2014 da Libreria Editrice Goriziana