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Capitani di ventura – Sigismondo Pandolfo dei Malatesti e Federigo da Montefeltro, vita parallela di due condottieri
€25.00Federigo II da Montefeltro, conte- poi duca- di Urbino, e Sigismondo Pandolfo dei Malatesti furono due veri figli del Rinascimento: Sigismondo eccessivo in tutto, nei vizi come nelle virtù, Federigo, detto dagli umanisti Lume della Italia, prudente ed allo stesso tempo capace di ferocia (probabilmente assassinò il fratellastro e abbandonò al sacco ed alla strage Fossombrone, colpevole di aver aperto le porte al Malatesti, Montorio e Volterra, e fu tra i mandanti occulti della congiura dei Pazzi); furono entrambi tra i più grandi capitani del Rinascimento, divisi tra loro da un odio feroce, che trascese le tradizionali rivalità delle due dinastie per diventare qualcosa di personale e di cieco; entrambi uomini di straordinaria cultura, veri figli del Rinascimento, che popolarono le proprie corti di umanisti ed artisti
Brossura, 17,3 x 25,4 cm. pag. 148 con alcune foto e illustrazioni b/n
Stampato nel 2019 da Soldiershop
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La guerra di Braccio contro L’Aquila
€22.00Angelo Fonticulano
La guerra di Braccio contro L’Aquila narra la storia dell’assedio con cui Braccio da Montone strinse la città dell’Aquila e il suo contrado per quasi tredici mesi, a partire dal 7 maggio 1423, e della battaglia del 2 giugno 1424, grazie alla quale un esercito messo in campo da papa Martino V, dalla regina Giovanni II di Napoli e da Filippo Maria Visconti, duca di Milano, affrontò in una sanguinosa battaglia campale l’esercito di Braccio e lo sconfisse, in seguito alla micidiale sortita delle milizie cittadine aquilane. In queste vicende, che ebbero un ruolo decisivo nella ricostituzione dello Stato della Chiesa dopo la crisi del Grande Scisma d’Occidente, si scontrarono e trovarono la morte, a pochi mesi di distanza, i due più grandi condottieri del tempo, Braccio da Montone e Muzio Attendolo Sforza, e si illustrarono alcuni dei capitani che saranno protagonisti delle guerre combattute in Italia alla metà del Quattrocento, come Francesco Sforza, Niccolò Piccinino e il Gattamelata. L’autore, Angelo Fonticulano (m. 1503), racconta lo svolgersi di quei fatti con animo partecipe alle sofferenze della propria comunità, ma anche con un’ammirazione sincera per la grandezza del nemico, aggiungendo, con la sua elegante prosa latina, un capitolo tutto nuovo al copioso filone dell’antica storiografia aquilana. L’edizione che qui se ne propone vede la luce a tre secoli di distanza dall’ultima ristampa (Leida 1723)
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La vita di Facino Cane terribile cavaliere di ventura – Un condottiero del Rinascimento italiano 1360-1412
€22.00Anarchico capobanda, signore feudale di Borgo San Martino, “dominus Alexandrie”, governatore del duca di Milano e del conte di Pavia, conte di Biandrate, arbitro del ducato di Milano e signore diretto di gran parte delle sue terre. Tutto questo fu Facino Cane, ma anche una specie di flagello: una forza bruta, contro la quale non valevano né difese né scongiuri. Nino Valeri, in questa biografia sul condottiero, si sforza di cogliere il carattere e il significato “positivo” dell’opera che Facino effettivamente attuò nel corso della sua carriera. Non apre un solenne processo al defunto dunque, ma cerca di comprendere la parte che il condottiero sostenne nella rapida mutevolezza delle idee del suo tempo. E proprio la sua vita rivela la trama di una volontà ordinata a un fine: un progresso perseguito attraverso smarrimenti e ritorni, in maniera inconsueta e capricciosa, talora inutilmente feroce, ma rivelatrice di una capacità non comune di incidere nel mondo politico del tempo. Un impeto crudo di vita che manifesta la sua intrinseca ragione.
Brossura, 14 x 21 cm. pag. 294
Stampato nel 2019 da Res Gestae