I grandi ammiragli dell età velica

Angelo Savoretti

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    I grandi ammiragli dell età velica

    24.00

    Dopo aver dedicato un primo saggio agli “Ammiragli dell’età remica”, con questo volume Savoretti passa a descrivere le imprese di altri grandi ammiragli vissuti in un periodo storico che ha esaltato notevolmente la guerra navale: l’età velica. Le prime grandi navi a vela permisero non solo di intraprendere lunghe navigazioni oceaniche, ma anche di praticare quella “guerra di corsa” che consentì a Francis Drake di gettare le basi dell’Impero. britannico. L’avvento della vela come propulsore e quello delle armi da fuoco mutarono profondamente il modo di combattere sul mare. La posizione di due navi a vela o di due flotte rispetto alla direzione del vento consentiva l’assunzione di maggiori iniziative tattiche, come la “linea di battaglia” adottata dall’olandese Maarten Tromp a metà del XVII secolo o le Fighting. Instructions di Robert Blake alla base delle tattiche navali della Marina britannica. Le decisioni dei grandi conflitti in questo periodo storico furono sempre ottenute sul mare da battaglie tra grandi flotte che esaltarono le virtù marinaresche e belliche di grandi geni navali come Michiel de Ruyter e Niels Juel. Solo nella seconda metà del XVIII secolo, con i Rodney, i Suffren e soprattutto Nelson, il concetto tattico raggiunse un livello elevato, con le conseguenti vittorie non più dovute al solo valore, ma allo sviluppo razionale di un ragionamento geniale, come il rivoluzionario “taglio della T”.

    Brossura, 16 x 21 cm. pag. 480 con numerose illustrazioni b/n

    Stampato nel 2018 da Odoya

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    I grandi ammiragli dell’età remica

    24.00

    15 biografie di grandi ammiragli, dall’antica Grecia alla fine del XVI secolo. Ogni ammiraglio è qui valutato sotto il profilo dell’abilità personale e dell’importanza storica, e viene messo in risalto anche il contributo dato alla riorganizzazione della Marina da parte di uomini di stampo prettamente politico quali Temistocle e Lisandro. La figura dell’ammiraglio come ufficiale di marina è piuttosto recente: nei tempi più antichi non era prevista la figura di un ufficiale al quale veniva esclusivamente affidato il comando di una flotta. Nel Medioevo tale professione iniziò ad assumere una propria autonomia; parallelamente si assistè alla fortuna di imprenditori e proprietari di una o più galee chiamati al comando di navi o flotte grazie alle relazioni di parentela con ricchi mercanti delle grandi famiglie veneziane o genovesi, come i Doria. Nel Rinascimento, soprattutto in Spagna, l’estrazione sociale continuò a rimanere un requisito fondamentale per ascendere a tali cariche, e gli ammiragli provenivano quasi esclusivamente dall’aristocrazia. Di tutt’altro ceto erano gli ufficiali dell’Impero ottomano, dove gli ammiragli venivano scelti tra i marinai di professione che avevano prestato servizio in posizioni subalterne sulle galee di Stato o fra uomini che avevano fatto le loro esperienze a bordo di navi corsare, come il Barbarossa, Dragut e Uluc, Ali. Il libro è arricchito e completato da minibiografie di altri ammiragli non altrettanto famosi e da curiosi aneddoti storici.

    Brossura, 16 x 21 cm. pag. 480 con numerose illustrazioni b/n

    Stampato nel 2017 da Odoya

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