Appunti di storia e uniformologia. Quaderno n. 12 – Zaptie, gendarmerie e corpi di polizia della Libia (1911-1943)

Museo dell'Araba Fenice

Museo dell’Araba Fenice

Visualizzazione di 2 risultati

  • 0 out of 5

    Appunti di storia e uniformologia. Quaderno n. 12 – Zaptie, gendarmerie e corpi di polizia della Libia (1911-1943)

    24.00

    Gabriele Zorzetto

    Lo studio sul corpo degli zaptiè, iniziato con il Quaderno n. 8 della presente collana, prosegue (e si conclude) qui, con l’analisi dei reparti che operarono nelle colonie libiche per il tempo in cui quei territori rimasero sotto l’amministrazione italiana: un tempo, peraltro, di durata molto variabile a seconda delle località, dal momento che le ultime regioni dell’interno vennero occupate solo tra il 1931 e il 1932, appena un decennio prima della perdita dell’intera colonia. Ad integrazione delle ricerche sugli zaptiè si è voluto tentare un primo approfondimento in merito alle altre forze di pubblica sicurezza che, diversamente rispetto a quanto accadeva nelle colonie dell’Africa Orientale, affiancavano l’Arma nel proprio servizio di istituto: bande di polizia, nuclei di guardie locali, gendarmerie, corpi di agenti indigeni fino ad arrivare, alle soglie della Seconda guerra mondiale, all’insediamento della Polizia dell’Africa Italiana.

     

    Quick view
  • 0 out of 5

    Le uniformi del Corpo Aeronautico del Regio Esercito e della Regia Marina (1909-1923)

    29.00

    Andrea Viotti

    Durante la Prima guerra mondiale l’Aeronautica non era una forza armata indipendente, bensì un “Corpo” del Regio Esercito ed un “Servizio” della Regia Marina: all’epoca a pochi era chiaro il vasto campo d’azione in cui poteva operare il nuovo mezzo bellico e solo con il conflitto si chiariranno le ampie possibilità militari del mezzo tecnico che diverrà appunto, dopo la guerra in quasi tutti i paesi, il nerbo di una forza armata vera e propria. In tale contesto, per nessuna delle “due aeronautiche” vennero adottate nuove specifiche uniformi, ed i militari della nuova specialità continuarono ad indossare quelle del Regio Esercito o della Regia Marina, con i fregi ed i distintivi propri dell’Arma o del corpo di provenienza. Si presentava quindi un quadro d’assieme con una notevole varietà di fogge, mostrine e fregi che, pur non rientrando nella “storia ufficiale” dell’Aeronautica Militare che ebbe inizio nel 1923, sono comunque meritevoli di studio, poiché con queste uniformi i piloti, gli specialisti, gli amministrativi dell’aeronautica del Regio Esercito e della Regia Marina, combatterono per il Paese, dimostrando la capacità del nuovo mezzo militare sì da consentire che la nuova Arma trovasse una sua ragione di esistere come forza armata indipendente.

    Quick view