Guerra e strategia nell’età contemporanea

Strategia e Arte Della Guerra

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    Guerra e strategia nell’età contemporanea

    35.00

    Comprendere in un’ottica “realistica” le cause e la natura dei conflitti armati dell’età contemporanea, sempre più segnati dagli scenari della guerra totale, richiede uno sforzo scientifico di ampio respiro. Eppure troppo spesso lo studio dei conflitti degli ultimi due secoli e delle strategie che li hanno mossi (dalle guerre della Rivoluzione francese alla grande guerra, dalla seconda guerra mondiale all’incubo di uno scambio atomico durante la guerra fredda) ha artificialmente isolato la storia militare delle guerre dal suo più ampio contesto storico. Da una prospettiva rigorosamente attenta ai rapporti fra guerra e società, gli studiosi coordinati da Peter Paret offrono invece con questo volume l’introduzione più completa ai temi maggiori dell’evoluzione della guerra e ai protagonisti più significativi della riflessione strategica: dai tempi di Napoleone e di Clausewitz ai nostri anni Ottanta.

    Brossura 14,5 x 21 cm. pag. 458

    Stampato nel 2007 da Marietti

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    Guerra economica e intelligence – Il contributo della riflessione strategica francese

    15.00

    Nell’era della globalizzazione totale è sempre più importante comprendere come le forze economiche di un Paese si organizzino per fare dell’informazione uno strumento di sviluppo economico e di difesa dei suoi interessi vitali, tanto più che la crisi in cui siamo entrati rischia di accrescere, ancora di più, la lotta per l’accesso ai mercati mondiali. Lo scontro a livello economico si è radicato con forza soprattutto dopo la conclusione della Guerra Fredda e si presenta come un conflitto in crescita, nel quale non solo gli attori coinvolti sono spesso tra loro interdipendenti, ma agiscono all’interno di una rete globale che non ha dei riferimenti geografici o giuridici precisi e unici, complicando ancora di più la lettura del quadro d’insieme. Per annientare il proprio nemico nella guerra economica qualunque mezzo è lecito. In particolare, con l’enorme diffusione dei mezzi di comunicazione, la guerra economica si è avvalsa sempre più di un suo strumento efficace: la guerra dell’informazione. Gli attori coinvolti, siano essi Stati o imprese, usano questo strumento per aumentare il proprio raggio d’azione a livello planetario, ma anche come mezzo marcatamente offensivo.

    Brossura, 14 x 20,5 cm. pag. 203

    Stampato nel 2013 da Fuoco edizioni

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    Guerra ed eserciti. Da Machiavelli a Napoleone

    16.00

    Piero Del Negro

    Quando, nel 1814, si riunì a Vienna il congresso incaricato di restituire all’Europa un assetto simile a quello in vigore prima di Napoleone, non solo la galassia degli imperi risultava più ridotta, ma era anche evidente che soltanto le cinque grandi potenze europee – in prima fila la Gran Bretagna in campo marittimo e la Russia sul fronte di terra – che erano ascese ai vertici continentali dopo oltre tre secoli di guerre per lo più combattute tra loro, potevano ragionevolmente competere anche sul piano mondiale. Prendendo in esame alcuni fenomeni caratteristici di quella fase storica questo libro ricostruisce il progressivo aumento della scala di conflitti che portò alla globalizzazione militare.

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    Guerre civili – Una storia attraverso le idee

    27.00

    Che cos’è una guerra civile? Tutti noi pensiamo di saperlo, quando ce ne troviamo una di fronte. In realtà, le idee a proposito di cosa essa sia, e cosa non sia, hanno una storia lunga e dibattuta. Quando si parla di guerre le parole stesse vengono brandite come armi, e nessuna forma di guerra è più controversa, anche sul piano linguistico, della guerra civile. In questo campo infatti ogni definizione comporta un atto eminentemente politico: l’applicazione dell’espressione «guerra civile» a un conflitto spesso dipende dal fatto di essere un governante o un ribelle, il vincitore o il vinto, un nativo o uno straniero. L’uso stesso del termine «civile», dunque, fa parte del conflitto: può determinarne l’esito, a seconda che altre nazioni scelgano di intervenire o decidano di starne fuori

    Brossura, 15,5 x 21,5 cm. pag. 247

    Stampato nel 2017 da Donzelli

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    Guerre contro terzi

    19.00

    La storia dei guerrieri prezzolati è antica quanto quella della guerra. Oggigiorno, tuttavia, l’attività militare privata è condotta da soggetti nuovi, strutturati in forma aziendale: le private security firms (Psf). Questo rinnovamento organizzativo ha conseguenze che contribuiscono a spiegare il grande successo sperimentato di recente dai mercenari, ingaggiati da una pluralità di clienti – pubblici e privati – e impegnati in ogni angolo del globo, dall’America Latina all’Estremo Oriente. Tramite l’analisi di casi dai combattenti al soldo in Sierra Leone ai mercenari in Croazia, Iraq e Colombia, allo studio del fenomeno in rapporto agli Stati Uniti -, il volume indaga come mai il mercato della sicurezza sia tale solo nei suoi aspetti deteriori; per quali ragioni la regolamentazione delle private security firms sia così difficile; e che cosa comporti il ritorno sulla scena della forza privata per il sistema internazionale.

    Brossura 13,5 x 21,5 cm. pag. 246 con alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2011 da Il Mulino

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    Guerre ed eserciti nell’età contemporanea

    32.00

    Nicola Labanca

    Le guerre totali dell’età contemporanea sono state contraddistinte da armi sempre più sofisticate e distruttive, da forze armate non solo di leva ma più spesso di volontari professionisti, da un crescente coinvolgimento dei civili, da un accresciuto ruolo della propaganda e dalle retoriche nazionaliste. Nell’Italia contemporanea c’è tutto questo e anche altro: il Risorgimento in armi e le guerre di unificazione nazionale, ma anche la guerra al brigantaggio e le prime campagne militari coloniali; la partecipazione alla Prima guerra mondiale e poi il Ventennio fascista, con il suo peculiare rapporto tra forze armate, società e politica; la lunga stagione repubblicana fino a un presente militare fatto di professionalizzazione e di partecipazione alle operazioni militari all’estero, che talora hanno profondamente diviso l’opinione pubblica

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    Guerriglia e controguerriglia – Combattimenti episodici ed azioni di guerriglia

    13.00

    Nel presente documento, che ha valore informativo e addestrativo per i reparti di ogni arma e specialità, vengono esaminati i problemi tattici e logistici della guerriglia. La guerriglia non è un sottoprodotto della tattica, ma ne è invece la massima valorizzazione ottenuta con particolari accorgimenti. Quindi, guerra vera e propria, attuata episodicamente, soprattutto allo scopo di stroncare l’attività del nemico creandogli insopportabili condizioni di vita e di movimento. «Iniziativa, astuzia, coraggio fisico e morale, resistenza a tutta prova costituiscono i principali fattori di successo della guerriglia. L’ambiente la può favorire ed alimentare in diversa misura. Soltanto una superiorità spirituale, tecnica ed operativa dei minori reparti destinati alla contro-guerriglia la può neutralizzare con radicale efficacia e tempestività. La guerriglia è endemica negli scacchieri ove noi operiamo…»

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 55

    Stampato nel 2013 da Effepì

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    Guerrilla Warfare – Irregular Warfare in the Twentieth Century

    22.00

    Copiosa analisi dell’evoluzione delle tecniche di guerriglia dall’inizio del 900 fino al 2000. Numerose casistiche differenti sono ampiamente prese in esame, con precisi riferimenti a battaglie e guerre del XX secolo, dalle Guerre Boere alla Rivoluzione Russa, dalla IGM al Vietnam.

    Brossura, 23×15 cm, pag 240, alcune illustrazioni in b/n.

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2008 da Stackpole Books

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    Hitler’s War Machine – Panzer Combat Reports

    Il prezzo originale era: €18.00.Il prezzo attuale è: €10.80.

    Bob Carruthers        prezzo di listino: 18.00 (sc. 40%)

    Questo libro, appartenente alla serie di storia militare “Hitler’s War Machine”, che, basata su fonti primarie e documenti contemporanei, offre uno sguardo reale ed inedito sulla Wehrmacht, presenta una affascinante raccolta di rapporti inglesi, americani, russi e tedeschi sulle più famose battaglie combattute dai mezzi corazzati tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Rare fotografie, tabelle e ordini di battaglia aiutano a mettere da parte i miti a focalizzare l’attenzione sulle reali capacità operative della Wehrmacht. Questo lavoro rappresenta sicuramente una importante opera di riferimento per storici ed appassionati di storia militare.

    Brossura 15,5 x 23 cm. pag. con circa 51 illustrazioni b/n e 32 foto b/n

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2013 da Pen & Sword

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    Hybris – L’arroganza del potere e la guerra nel Novecento

    26.00

    Per gli antichi greci la hybris era il peccato peggiore che un capo potesse commettere. Era l’atteggiamento di somma tracotanza con cui i mortali, nella loro follia, si opponevano agli dèi. Chi peccava cadeva in disgrazia, precipitava da grandi altezze a profondità inimmaginabili. Dopo aver scritto numerosi libri sulla guerra nelle sue varie forme, Alistair Horne riflette su quali sono i tratti comuni che contraddistinguono i conflitti armati nel corso della storia. Tra quelli che emergono con maggiore evidenza c’è proprio la hybris, nel Novecento in particola- re. Perché i generali vittoriosi non sanno quando è il momento di fermarsi? Nel corso del 1941, la hybris avrebbe indotto Hitler a commettere, uno dopo l’altro, i tre enormi errori della sua carriera, errori di proporzioni storiche e fatali: l’operazione Barbarossa, la decisione di invadere la sterminata terra di Russia; la tardiva decisione di attaccare Mosca, costi quel che costi – come aveva fatto Napoleone un secolo e mezzo prima; la dichiarazione di guerra agli Stati Uniti l’11 dicembre, soltanto una settimana dopo che la sua offensiva su Mosca si era alla fine bloccata. È quella la data in cui Hitler perde definitivamente la fiducia nei suoi generali per confidare solo nella propria stella – con rovinose conseguenze ben note alla storia.

    Rilegato, 15,5 x 24 cm. pag. 394 + 8 pagine fuori testo con illustrazioni b/n

    Stampato nel 2017 da Rizzoli

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    I Berserkir – I guerrieri-belve nella Scandinavia antica, dall’età di Vendel ai Vichinghi (VI-XI secolo)

    34.50

    I Berserkir si annoverano fra le figure più affascinanti della letteratura scandinava medievale. Questi combattenti scelti, “simili ad orsi o a lupi”, manifestano la loro “seconda natura” durante terrificanti accessi di ferocia. Molto apprezzati dai sovrani dell’antico Nord, i berserkir sono considerati compagni di Odino – divinità furiosa, che padroneggia l’arte della metamorfosi. Questo libro non è indirizzato solo agli specialisti della civiltà dei Vichinghi – linguisti, storici o archeologi – ma anche ai lettori interessati alle pratiche marziali e alle credenze religiose dell’Europa pre-cristiana.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 496

    Stampato nel 2016 da Settimo sigillo

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    I Bizantini e la guerra

    20.00

    L’età di Giustiniano I (527-565) fu un’epoca di guerre pressochè incessanti, che vennero combattute su diversi fronti per la difesa dell’Impero e per la parziale rconquista dell’Occidente barbarico. La ricchezza di avvenimenti e di fonti storiche si presta particolarmente a uno studio di storia militare e consente di delineare un quadro esauriente delle vicende belliche del tempo. L’indagine prende l’avvio da un panorama generale dell’organizzazione degli eserciti giustinianei e affronta di seguitio i temi della difesa dell’Impero, i centri fortificati e gli assedi, le battaglie e il rapporto tra l’aspetto marittimo e la guerra. Vengono infine esaminate le conseguenze delle guerre in termini di costi materiali e di danni alle popolazioni.

    Brossura 14,5 x 21 cm. pag. 206

    Stampato nel 2004 da Jouvence

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    I castelli dei crociati

    18.50

    Ben prima di divenire il celebre Lawrence d’Arabia, in gioventù Thomas Edward ha già attraversato in lungo e in largo il Vicino Oriente, studiandone i castelli e le fortezze medievali, e raccogliendo le proprie osservazioni di archeologo autodidatta nella tesi che gli vale il massimo dei voti a Oxford. In viaggi ed esplorazioni attraverso la Siria ottomana dei primi del Novecento, raccoglie una serie di note, appunti, disegni e fotografie che gli consentiranno, appena ventiduenne, di mettere in discussione le teorie archeologiche più affermate dell’epoca. Lawrence ritiene infatti che i crociati abbiano portato con sé dall’Europa – e non appreso sul luogo, come sostenuto da altri studiosi – le proprie conoscenze di costruzione militare, adeguatesi solo in seguito al diverso scenario arabo e alle differenti tecniche d’attacco del nemico. Oltre a provare il valore archeologico della ricerca di Lawrence, il testo qui pubblicato con l’apparato fotografico e i disegni originali dell’autore, e accompagnato dalle approfondite note bibliografiche dello storico Denys Pringle, è un’importante testimonianza della formazione culturale del condottiero della rivolta nel deserto.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 230 illustrato con oltre 120 foto e disegni

    Stampato nel 2018 da Castelvecchi

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    I figli di Marte

    22.00

    Gastone Breccia

    La celebre leggenda che lega la fondazione di Roma a Marte, padre di Romolo e Remo, rispecchia l’attitudine quasi istintiva dei Romani per l’arte bellica e il ruolo centrale dell’esercito nella loro società e nel loro sistema di valori: “I discendenti di Marte avevano la guerra nel sangue, e viverla era per loro un atto talmente naturale da non richiedere alcuna vera riflessione. Come altri popoli, anche i Romani fecero della virtù militare la base stessa della vita associata; ma compirono un passo ulteriore, e sottomettendo la virtus alla disciplina – il comportamento individuale al vantaggio collettivo – crearono i presupposti per le loro straordinarie vittorie”. Gastone Breccia, studioso di storia militare, ricostruisce la struttura, l’evoluzione e le gesta delle armate che, passo dopo passo, trasformarono un oscuro villaggio di pastori in un impero esteso su tre continenti. A partire dalle prime azioni militari in cui bande disorganizzate si sfidavano con tecniche primitive, ripercorre le tappe che portarono alla formazione di un esercito sempre più forte e professionale, reclutato in tutte le classi sociali e progressivamente arricchito dall’apporto delle varie etnie che entravano nell’orbita romana. In queste pagine rivivono le tattiche, le strategie, gli armamenti, la personalità dei condottieri e il loro rapporto con le truppe, le grandi vittorie, come quella di Scipione l’Africano su Annibale a Zama, ma anche le sconfitte più amare, come quella di Canne a opera degli stessi Cartaginesi.

    Cartonato con sovracopertina 16 x 24 cm. pag. 426

    Stampato nel 2012 da Mondadori

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    I generali delle sciabole – I protagonisti della Prima guerra mondiale

    22.00

    Correlli Barnett ci illustra l’importanza dei caratteri individuali dei comandanti supremi delle parti contendenti durante la Prima guerra mondiale. A cominciare da Moltke, che paralizzando i nodi ferroviari più vitali della Francia stava per cogliere la vittoria, ma non ebbe la forza di continuare perché malato e sensibile agli orrori della guerra. Mentre i tedeschi segnavano il passo, il loro comandante era ormai un vecchio piangente e la battaglia della Marna venne vinta senza difficoltà dai francesi. Per proseguire con l’ammiraglio Jellicoe, comandante in capo della flotta inglese, criticato per un’eccessiva prudenza, ma che in verità era fin troppo conscio dell’inferiorità tecnica britannica nei confronti delle navi avversarie più numerose e più moderne. Senza dimenticare il brillante e coraggioso Beatty, che aggredì il nemico allo Jutland e venne sconfitto duramente. Pétain: ecco un altro tecnocrate che vide subito come le forze al suo comando difettassero di organizzazione, equipaggiamento e addestramento. Quando salvò l’esercito francese dalla catastrofe durante gli ammutinamenti del 1917, Pétain introdusse quelle idee moderne di tecnologia e organizzazione di massa che erano del tutto nuove all’esercito e alla Francia stessa, schiavi degli ideali e dei metodi del secolo scorso. Ed ecco infine Ludendorff, che personifica le doti della Germania moderna con inesauribile energia, ambizione quasi maniacale, dominio assoluto dell’organizzazione di massa

    Brossura, 15,4 x 20,7 cm. pag. 392 con varie foto e illustrazioni b/n

    Stampato nel 2016 da Odoya

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    I mercenari nel mondo greco Vol.1: Dalle origini alla fine del V secolo a.C.

    18.00

    La civiltà greca arcaica conobbe una straordinaria diffusione nei Mediterraneo. Di tale espansione, la grande colonizzazione dell’VIII – VII secolo costituì il fenomeno più importante e decisivo nelle sue conseguenze. Ma anche i Greci che, muovendosi dalle poleis d’Asia Minore e poi, specialmente a partire dal V secolo, anche dalla Grecia continentale, andarono a combattere al soldo dei Faraoni d’Egitto, dei regni di Babilonia, Lidia o Persia, forti della superiorità del loro armamento difensivo, rappresentarono un’occasione straordinaria d’incontro, non già con popolazioni considerate “primitive”, ma con le civiltà più antiche e più sviluppate del bacino mediterraneo. In riferimento al periodo preso in considerazione, le vicende dei mercenari greci sono estremamente significative (anche se poco eclatanti, perché fenomeno sostanzialmente elitario) nel mondo orientale; lo stesso discorso non vale invece per il mondo greco nel quale, con l’eccezione della Sicilia del V secolo, l’impatto del mercenariato fu più modesto. Le cose cominciano a cambiare con la guerra del Peloponneso, quando popolazioni come gli Arcadi e i Cretesi vanno specializzandosi in tale attività, cercando di integrare i magri proventi della loro economia. Il libro si propone di analizzare queste vaste tematiche, colmando una lacuna nel campo degli studi sulla Grecia arcaica e classica.

    Brossura, 14 x 22 cm. pag. 176

    Stampato nel 1996 da ETS

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    I Normanni e la guerra. Persistenze nordico-boreali nella conquista del Meridione d’Italia (secc.XI-XII)

    Il prezzo originale era: €17.00.Il prezzo attuale è: €11.90.

    Cristian Guzzo

    ll presente volume raccoglie alcuni studi di storia militare normanna condotti nel corso degli ultimi quattro anni (…). La tesi centrale espressa fra queste pagine pertiene la non trascurabile influenza esercitata, sulla conquista normanna del Sud Italia, dalla componente etnico-culturale vichinga. (…) Non è possibile comprendere la conquista del Meridione d’Italia, da parte dei normanni, se si prescinde dall’impronta marcatamente scandinava della stessa. Nonostante parte della storiografia contemporanea abbia considerato tale interpretazione superata (…), risulta arduo negare che le dinamiche comportamentali di gruppo adottate nel nostro Mezzogiorno, rispecchiassero più l’anima vichinga, che quella franca. (…) Le saghe evidenziano il loro spirito di corpo; l’adesione a un gruppo culturale ed etnico specifico, costruito su quei valori tipicamente muscolari, peculiari di ogni società guerriera tradizionale. Il culto della forza e del valore nelle armi fra i normanni, riecheggia quello dei loro antenati, per quanto sia innegabile che costoro avessero modificato radicalmente i loro costumi, adeguandoli in buona parte a quelli franchi.

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    I segreti dell’arte giapponese della guerra

    13.50

    La scienza della strategia è indispensabile a tutti quelli che cercano di avere un vantaggio in qualunque forma di conflitto. Chiunque sia il vostro avversario, questo trattato contiene le chiavi per la vittoria certa! Questo libro è la traduzione italiana degli scritti fondamentali di Yamamoto Kansuke che forniscono le basi della sua “Scuola della vittoria certa”, la cui filosofia precedette “Il libro dei cinque anelli” di Miyamoto Musashi. La scienza della guerra di Yamamoto, e in particolare lo studio delle risposte strategiche alle situazioni variabili, contiene elementi essenziali relativi all’addestramento e alle strategie utili ai guerrieri di ogni tipo.

    Brossura, 13,5 x 21,5 cm. pag. 151

    Stampato nel 2015 da Edizioni Mediterranee

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    I sei insegnamenti segreti della strategia

    20.00

    Interessante e più che mai attuale testo sulla strategia militare e politica. Nei Sei insegnamenti segreti, T’ai Kung propone una figura di sovrano illuminato, che provvede al benessere del popolo: solo migliorando le condizioni della popolazione questa seguirà la volontà del sovrano e formerà un corpo militare efficiente, unito e leale. Analizzando il Tao della vittoria, il loro autore svela i metodi per analizzare l’avversario e le situazioni e risultare vincitori.

    Brossura, 14,2 x 21 cm. pag. 182

    Stampato nel 2018 da Luni Editrice

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    Il guerriero, l’oplita, il legionario

    13.00

    La figura del legionario romano, il fante cittadino che domina i campi di battaglia dell’antichità, traduce valori che sono espressione di un profondo senso del dovere nei confronti dello Stato. A partire dagli archetipi omerici del guerriero e dall’analisi delle battaglie e degli armamenti politici, il libro segue l’evoluzione di questa figura, nel contesto degli ordinamenti militari prima greci, poi romani, cogliendo le trasformazioni di età monarchica, repubblicana e imperiale. Sono così descritti tattiche, armi ed equipaggiamenti dei legionari, nonché il loro universo culturale, politico e sociale, in un ampio quadro dell’evoluzione storica degli eserciti nel mondo classico.

    Brossura 12 x 20 cm. pag. 238

    Stampato nel 2008 da Il Mulino

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    Il Mediterraneo quale elemento del potere marittimo

    15.00

    Il volume riporta gli atti di un ambizioso convegno sul Mediterraneo quale elemento del “Potere Marittimo”. L’esame, è l’evoluzione del potere marittimo nei secoli, in quello che i Romani chiamarono “Mare Nostrum” e ripercorre la storia della nostra civiltà in chiave marittima, dalle origini ai giorni nostri. L’aera geopolitica a cui lo studio fa riferimento e che include anche il Mar Rosso, il Golfo Persico, ed il Corno d’Africa, è infatti un’area nella quale l’instabilità politica, le riserve energetiche e gli interessi internazionali, convergono per farne una delle più sensibili del pianeta.

    Rilegato, 18 x 25 cm. pag. 367 illustrato con alcune foto b/n e cartine

    Alcune parti del libro sono in lingua inglese e francese in quanto atti di un convegno

    Stampato nel 1998 da Ufficio Storico della Marina Militare

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    Il politico e la guerra – Terra e mare

    25.00

    È innegabile che categorie metapolitiche, quali Terra, Mare, Eurasia, Occidente, talassocrazia o “grande spazio”, in quanto rimandano al nostro “Essere-nel-Mondo”, necessitino di essere interpretate non solo in chiave geofilosofica, ma anche in chiave storico-geopolitica, se è vero che destino degli uomini è di “Essere-insieme”, vale a dire che l’uomo è, in primo luogo, un animale politico. Ne” Il Politico e la Guerra” si cerca quindi di tracciare una sorta di “mappa” dei conflitti dall’antichità ai nostri giorni mettendo a fuoco l'”intreccio” tra il Politico, l’Economico e la Guerra. L’opera è suddivisa in due parti distinte: “Terra e Mare” (volume I), che tratta dei conflitti fino alle guerre napoleoniche, e “Maschera e Volto dell’Occidente” (volume II, di prossima pubblicazione), in cui l’accento cade sulla stretta connessione tra la funzione politico-strategica dell’Economico e la “pre-potenza” della grande talassocrazia d’oltreoceano. Una connessione così stretta che “pax americana” e barbarie occidentale appaiono ormai come due facce della medesima medaglia.

    Brossura, 14,7 x 21 cm. pag. 348

    Stampato nel 2015 da Anteo Edizioni

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    Il Principe. Dell’arte della guerra

    6.00

    Scritto nel 1513, in un momento di grande tensione esistenziale e intellettuale, il trattato “De Principatibus” resta l’opera di Machiavelli che più di tutte riflette la crisi politica dell’Italia rinascimentale. Sebbene frutto di un preciso momento storico, il testo si caratterizza per una durevole e riconosciuta modernità. Per “L’arte della guerra”, l’autore sceglierà una diversa forma di espressione letteraria: il dialogo. Caro alla filosofia, il dialogo si fa, con Machiavelli, vettore di esplicite e incisive dissertazioni politiche. Introduzione a “Il principe” di Nino Borsellino.

    Brossura 13,5 x 22 cm. pag. 244

    Stampato nel 2011 da Newton & Compton

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    Il ritorno della guerra. Combattere, uccidere e morire in Italia 1861-2023

    25.00

    Marco Mondini

    La storia è tornata e ha riportato la guerra. Dal momento in cui è stata immaginata come Stato nazionale fino all’atto della sua nascita, durante le campagne del Risorgimento, i conflitti mondiali e la lotta partigiana, la storia dell’Italia unita sembra un’unica narrazione di uomini in armi, sacrificio, guerre e combattimenti. Certo, a conti fatti a essere tramandate sono più sconfitte e ritirate che vittorie gloriose. Ma ciò non toglie che da oltre un secolo le memorie degli italiani siano state affollate soprattutto dall’esperienza della morte sul campo di battaglia. La morte temuta, la morte inferta, la morte per la collettività, la morte per poter immaginare un futuro democratico, la morte onorevole. Marco Mondini rilegge questo lungo racconto in un viaggio attraverso l’immaginario e il ricordo delle guerre.

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    Il trattato di strategia di Wu-Tzu

    12.00

    L’epoca Han fu contraddistinta da una notevole espansione territoriale sviluppatasi in tutte le direzioni, assimilando sia i popoli della steppa, sia le etnie del sud, da un incremento della produzione agricola e industriale e degli scambi con altre nazioni. Si assistette anche a un grande potenziamento tecnologico: si elaborarono nuove tecniche di metallurgia, chimica, idraulica e nuove invenzioni. In questo contesto storico, ricco di straordinari sviluppi e di progressi a tutti i livelli, si inserisce anche la complessità dei temi trattati in questo libro di strategia e amministrazione militare.

    Brossura, 14,2 x 21 cm. pag. 56

    Stampato nel 2018 da Luni Editrice

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    Imperial Bayonets – Tactics Of The Napoleonic Battery, Battalion And Brigade As Found In Contemporary Regulations

    40.00

    Imperial Bayonets esamina i sistemi di manovra degli eserciti francesi, prussiani, russi, austriaci e britannici, dal 1792 al 1815. Studia le manovre di fanteria e la potenza di fuoco, le manovre di cavalleria e artiglieria. Si può considerare il lavoro definitivo sulle tattiche napoleoniche e una lettura obbligata per chiunque voglia comprendere i fondamenti delle tattiche militari di quell’epoca storica. Fornisce non solo una discussione su ogni grande manovra tattica delle cinque principali potenze, vale a dire la formazione in linea, a squadra o in colonna, ma analizza anche le tempiste di tali manovre comparate tra i vari eserciti presi in esame. Ovviamente vengono analizzate anche le manovre di fanteria e cavalleria allo stesso livello. Inoltre il libro, presenta, un’analisi dell’efficacia del moschetto come arma individuale e uno studio sull’efficacia dell’artiglieria. Infine delinea le manovre delle brigate e le marce dell’intero esercito.

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    Infantry Warfare in the Early Fourteenth Century

    33.00

    L’analisi dettagliata dell’Autore, fornisce un importante riesame del modo in cui la fanteria e la cavalleria smontata raggiunsero dei successi sorprendenti in una serie di battaglie del Medio Evo inglese ed europeo. Questo studio pone DeVries, come uno dei maggiori storici della sua generazione. L’analisi parte dalla visione convenzionale del predominio della cavalleria nella guerra medievale, mentre l’obbiettivo dello studio è quello di stabilire l’importanza spesso decisiva di fanteria. Kelly DeVries impiega prove da resoconti di prima mano, una caratteristica importante di questo studio, di esaminare il ruolo della fanteria, e la natura delle tattiche di fanteria, in diciannove battaglie combattute in Inghilterra e in Europa tra il 1302 e il 1347, nella maggior parte dei quali fu la fanteria ad avere un ruolo preminente e assicurare la vittoria.

    Brossura, 15 x 23 cm. pag. 216

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2000 da Boydel Press

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    Insegnamenti della guerra con la Spagna

    24.00

    Per gli scrittori d’arte militare è assiomatico che l’arte della guerra, co-me ogni arte in genere, mantenga invariati i suoi principi fondamentali col cambiare delle età. Quando questi principi siano accettati e com-presi, non già con rispetto passivo delle altrui opinioni, ma siano re-almente assimilati, tanto che essi siano costantemente fissi nella mente e divengano parte viva e cosciente della mente stessa, essi non sola-mente gettano luce viva su certi casi che paiono nuovi, rivelando le a-nalogie che hanno con casi precedenti, ma danno altresì la chiave per chiarire i dubbi o i punti oscuri del presente. A torto dunque e con leg-gerezza un autore popolare scriveva che “la storia delle scotte e delle murre”, vale a dire delle navi a vela, non ci può insegnar più nulla in questo periodo del vapore e della corazza. Questa affermazione è in netto contrasto con quanto affermato dal grande maestro dell’arte mi-litare, Napoleone: “Chi vuol conoscere i segreti della condotta della guerra, studi le campagne di Annibale e di Cesare colla stessa atten-zione con cui studia quelle di Federico il Grande e le mie”. Per capire la guerra bisogna prima intendere ed assimilare pochi e semplici principi generali, illustrati e formulati da autori di riconosciuta com-petenza, e poi applicare questi principi a numerosi esempi di casi spe-ciali, tolti da esperienze di guerra realmente avvenute; in una parola dalla storia militare.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 160 + 24 di illustrazioni b/n

    Stampato nel 2012 da Effepi

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    Instrument of War. The Austrian Army in the Seven Years War Vol. 1

    59.00

    Christopher Duffy

    Come funzionava un esercito del XVIII secolo? Questo libro rappresenta il lavoro più completo mai realizzato, sul funzionamento di un’esercito del 1700. Maria Teresa aveva visto la sua eredità quasi persa a causa degli attacchi, non provocati, dei suoi vicini. Il suo esercito era stato al suo fianco nella difficile lotta, e ora stava cercando disperatamente di migliorare la preparazione, poiché doveva affrontare Federico il Grande, il maestro soldato dell’epoca. Ma lei ei suoi ministri seppero affrontare il dilemma di come combattere una guerra senza sacrificare ciò per cui stavano combattendo. Vengono prese in considerazione la struttura dell’esercito, la vita dei suoi soldati, i punti di forza e di debolezza, le personalità che hanno conferito un carattere così unico all’esercito. Non solo viene esaminato l’esercito di maria Teresa l’Austria di Maria Teresa, ma vengono posti degli interessanti sguardi sugli eserciti avversari: prussiano, francese, svedese e russo. L’esercito e le sue necessità influirono enormemente sulla società austriaca. La coscrizione, la tassazione, il cambiamento costituzionale, la burocrazia, la logistica… Per la maggior parte degli abitanti dell’Europa centrale l’esercito rappresentava lo stato e le loro vite non possono essere comprese senza considerarlo. La coscrizione ci dice molto sull’origine dei soldati: le lingue che parlavano, le professioni che svolgevano, la loro disponibilità a servire quello che per molti era un monarca “alieno”. L’esercito fornisce un’importante visione della Boemia del XVIII secolo, dell’Ungheria, della Croazia, della Lombardia, del Belgio e dell’Austria. Anche i lontani irlandesi hanno svolto un ruolo importante in questo esercito. Il XVIII secolo prende vita non solo dalle parole di Christopher Duffy, ma anche dal diplomatico Kaunitz, generali esperti come Daun e Loudon, spie prussiane e addetti stranieri, un cinico principe belga e un giovane ufficiale italiano, e molti altri . I loro resoconti di prima mano spiegano i successi e i fallimenti dell’Austria in guerra. Le battaglie e le campagne della Guerra dei Sette Anni non possono essere comprese senza la conoscenza degli strumenti necessari per condurre la guerra stessa. Un lavoro di eccezzionale ampiezza.

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    Kleinkrieg – The German Experience With Guerrilla Wars from Clausewitz to Hitler

    29.00

    Negli ultimi anni le grandi potenze dell’Occidente, in primo luogo gli Stati Uniti e il Regno Unito, sono state spesso “costrette” a combattere “piccole guerre”, piuttosto che le grandi battaglie di conflitto per le quali avevano strutturato le loro forze. Per applicare le nuove tattiche, hanno fatto tesoro delle passate esperienze di Inglesi e Francesi nelle guerre di decolonizzazione, ma, hanno anche appreso importanti nozioni, tecniche e tattiche, dalle esperienze sviluppate dagli eserciti tedeschi nei due conflitti mondiali. Questo lavoro è costruito intorno all’analisi storica intitolata Kleinkrieg, formulata dal comandante tedesco Arthur Earhardt nel 1935 (l’opera venne ripubblicata nel 1942 e nel 1943), che esamina, in maniera approfondita le insorgenze spagnole durante l’occupazione napoleonica e i ricorrenti problemi nei Balcani. Presenta, inoltre, la documentazione del Bandenbekampfung (Lotta contro i guerriglieri), fornulata dal O.K.W. nel 1944. In base a questi studi, i comandi tedeschi formularono dei nuovi approcci per combattere la guerriglia che, durante la 2a G.M., caratterizzo in particolar modo le zone occupate dell’Unione Sovietica e il teatro dei Balcani (e in parte anche l’Italia, dopo l’8 settembre 1943). Arrichito da una analisi di Charles D. melson, ex-ufficiale dei marines americani, questo lavoro esamina, senza pregiudizi storici, il problema dal punto di vista esclusivamente militare, diventando un utile supporto per i soldati che oramai, senza soluzione di continuità, si occupano di contro-insorgenza.

    Rilegato, 16 x 23,5 cm. pag. 216 illustrato con alcune foto e vari disegni b/n

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 206 da Casemate

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    L’ arte della guerra. Da Sun Tzu a Clausewitz

    90.00

    Combatttere non è un gioco, in guerra si uccide e si muore; la sofferenza, la paura e la disciplina ne sono la sintassi inevitabile. I migliori scrittori di arte militare lo sanno bene: lo sa Arriano quando analizza con freddezza tecnica lo schieramento della fanteria pesante ellenica, lo sa Federico di Prussia quando valuta i problemi logistici degli eserciti del XVIII secolo o Sun Tzu quando si presenta al re affermando di essere pronto a seguire i suoi ordini nelle condizioni più difficili, “attraverso il fuoco e l’acqua”. La guerra è un inferno; è anche un’equazione con troppe incognite, un duello incessante non solo con il nemico, ma con un insieme di elementi che sfuggono a ogni possibilità di controllo: il caso regna sovrano sulle vicende belliche. A voler ben vedere, l’arte della guerra potrebbe essere definita come il tentativo di controllare, nei limiti del possibile, questa invadente casualità. E per questo che nasce la scienza militare.

    Cartonato pag. CLIX + 794

    Stampato nel 2009 da Einaudi

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    L’ arte della resa – Storia della capitolazione

    25.00

    Quando le madri spartane salutavano i figli che partivano per la guerra li ammonivano di tornare o con lo scudo o sopra lo scudo: o vittoriosi o morti. Arrendersi era considerato disonorevole. Come si poteva concepire di perdere una guerra o una battaglia e sopravvivere? L'”arte della resa” si è tuttavia evoluta nel corso della storia, dall’età della pietra, allorché i conflitti terminavano con la strage dei vinti, a oggi seguendo il progressivo affermarsi di una regolamentazione della vittoria e della sconfitta che ha gradatamente civilizzato la guerra, soprattutto con la Rivoluzione francese e poi con lo sviluppo di una cultura umanitaria dopo il 1945. Nei modi di vincere e di perdere si rispecchia insomma il processo di civilizzazione della nostra società.

    Brossura, pag. 296

    Stampato nel 2015 da Il Mulino

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    L’ arte occidentale della guerra. Descrizione di una battaglia nella Grecia classica

    13.50

    Abbiamo letto tutti o studiato delle guerre che insanguinavano l’antica Grecia. Ma come combattevano ateniesi, spartani e tebani? E perché le piccole armate delle città elleniche riuscivano a sconfiggere eserciti come quello persiano, molto più forte, numeroso e agguerrito? Utilizzando le fonti, ricostruendo le antiche armi, riflettendo sulla struttura sociale delle città dell’Attica e del Peloponneso, Hanson fa rivivere le modalità con cui si combattevano le antiche guerre.

    Brossura pag. 311

    Stampato nel 2009 da Garzanti

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    L’ avamposto di Mussolini nel Reich di Hitler. La politica italiana a Berlino (1933-1954)

    22.00

    Tra il 1932 e il 1945, quattro ambasciatori rappresentarono in successione il nostro paese a Berlino. Furono l’avamposto di Mussolini nel Reich di Hitler, il caposaldo dei rapporti diplomatici fra regimi totalitari “fratelli” ma privi di vera fiducia reciproca. Furono uomini diversi, diplomatici di vecchio stampo e di formazione prefascista, misconosciuti che tentarono di sottrarre l’Italia dal partecipare alla Seconda guerra mondiale. I loro nomi sono Vittorio Cerruti, Bernardo Attolico, Dino Alfieri, Filippo Anfuso. Attraverso le comunicazioni che correvano a ritmo quotidiano tra l’ambasciata italiana, Hitler e i suoi fedelissimi (Goebbels, Gòering, Himmler, Ribbentrop) da una parte, Mussolini e i suoi gerarchi dall’altra, Gianluca Falanga ricostruisce una storia in larga parte inedita.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 446 + 8 pagine fuori testo con foto b/n

    Stampato nel 2011 da Tropea

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    L’arte della guerra di Napoleone – Una biografia strategica

    26.00

    In un mondo segnato dalla permanenza dei conflitti fin dalla più alta antichità, la storia ha perpetuato solo i nomi di pochissimi signori della guerra che furono talmente esperti nel loro campo da lasciare il segno nei vertici più alti di quella che è stata considerata una scienza, se non un’arte. Lo stesso Napoleone ne individuò un certo numero: Alessandro, Annibale, Cesare, Gustavo-Adolfo, Turenne, il principe Eugenio di Savoia-Carignano, Federico II. Alcuni generali straordinari, stimati da Napoleone, hanno lasciato una formulazione più o meno completa, più o meno priva di artifici, della loro “manière”. Napoleone lo fece, ma in modo piuttosto parziale, nei suoi scritti di Sant’Elena e in una certa misura nei “Bulletins de la Grande Armée.” È dunque necessario ritrovare il nucleo essenziale della sua scienza e della sua arte della guerra nello studio preciso degli esempi tratti dalle sue campagne militari e dalle battaglie. Lo scopo di questo studio non è quello di stabilire una nuova storia delle guerre napoleoniche, ma di far comprendere più da vicino, attraverso l’esame delle sue principali campagne o battaglie, l’evoluzione e il carattere della scienza militare di Napoleone.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 214 con numerose cartine b/n

    Stampato nel 2016 da Goriziana

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    L’arte della guerra ibrida. Teoria e prassi della destabilizzazione

    29.00

    Emanuel Pietrobon

    Con la fine della Guerra Fredda e il collasso dell’Unione Sovietica, il Duemila era stato immaginato come un secolo di pace, prosperità e democrazia, ma la Storia non era finita. Gli Stati Uniti e i loro alleati europei, esportando il modello occidentale “superiore”, hanno alimentato fenomeni di rivalsa, come il terrorismo jihadista e il “revisionismo” dei Paesi vinti, in primis Russia e Cina, che lavorano incessantemente per creare nuove sfere di influenza. La globalizzazione mercantile e la comunicazione con internet hanno favorito un tipo di guerra non formalmente dichiarata, che si serve di armi convenzionali e non, che può arruolare istituzioni pubbliche e private, movimenti di opinione, che usa strategie manipolatrici e clandestine, con la finalità di rovesciare un ordine costituito.

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    L’arte della guerra nel mondo antico

    18.00

    La guerra non è un’arte fine a se stessa, bensì un’arte strumentalizzata che riflette le concezione delle varie civiltà. Studiare le sue caratteristiche significa, allora, indagarne i fattori dinamici in relazione alla loro logica funzionale. Ed è proprio questo che fa Jacques Harmand in questo libro. Illustrando con estremo rigore come si struttura e quali caratteristiche possiede l’arte bellica nel mondo antico, Harmand ne delinea i fondamenti, le forme e i mezzi, con l’aiuto delle arti figurative e dei documenti letterari, sino a prendere in considerazione azioni psicologiche quali l’inganno o l’intimidazione.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 174 + 16 pagine fuori testo con 21 foto b/n

    Stampato nel 2017 da Res Gestae

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    L’arte della guerra nel Settecento – I ‘Discorsi militari’ di Francesco Algarotti

    20.00

    Larte della guerra” ha appassionato scrittori di tutti i tempi. Non meraviglia che nel Settecento, secolo di rivoluzioni, Francesco Algarotti, promotore dell’ottica newtoniana, collezionista d’arte e viaggiatore, le abbia dedicato venti ‘Discorsi militari’, pubblicati insieme per la prima volta nel 1764. Dall’esame di quest’opera, Denise Aricò ricostruisce il profilo, meno noto ai lettori moderni, di esperto stratega. Scritti nella prosa brillante del “reportage” giornalistico, i ‘Discorsi militari’ offrono ricostruzioni di battaglie, biografie ricche d’aneddoti, analisi economiche dal respiro europeo, in cui Algarotti stempera la precisione della razionalità illuministica con le forme conversevoli della moderna divulgazione scientifica. Sui volumi editi da Aracne Edizioni e’ applicato un rimborso delle spese di reperimento.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 375 in appendice alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2016 da Aracne

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    L’arte della guerriglia

    25.00

    Il termine che la definisce ha poco più di due secoli, ma la guerriglia accompagna tutta la storia dell’uomo e anzi, considerata nei suoi caratteri fondamentali, precede nel tempo la stessa guerra “regolare”. Anche oggi non v’è area del globo che non ne sia immune: dall’Afghanistan a Belfast, dalle foreste africane alla Cecenia, dalla striscia di Gaza alla giungla birmana. Guerriglia è la lotta ingaggiata dal più debole con tattiche elusive. Questo libro racconta la guerriglia così come è stata teorizzata e praticata sia seguendo le elaborazioni degli scrittori antichi e moderni (come Sun Tzu, Clausewitz, Lawrence d’Arabia, Che Guevara) sia raccontando vicende concrete come la resistenza degli indiani d’America, il Vietnam, la Cecenia, da ultimo l’Afghanistan di cui l’autore ha potuto avere esperienza diretta al seguito del contingente italiano.

    Cartonato con sovracopertina, 16 x 21,5 cm. pag. 293 con circa 6 cartine + 8 pagine fuori testo con 16 foto b/n

    Stampato nel 2013 da il Mulino

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    L’arte di attaccare

    12.00

    L’offensiva è l’elemento fondamentale della guerra. Lo dimostra in queste pagine un grandissimo teorico dell’arte militare, forse il più grande di tutti, Carl von Clausewitz. Questa antologia di brani tratti dal suo celeberrimo trattato “Della guerra”, curata da uno dei massimi studiosi di storia militare, Gastone Breccia, è dedicata principalmente alle strategie offensive, sui campi di battaglìa e nella vita. Perché tutti noi siamo come piccoli Stati, determinati a raggiungere i nostri obiettivi anche a costo di metterci in contrasto con altri individui. E spesso ci troviamo costretti a “muovere guerra”: è indispensabile tenere presenti allora le regole fondamentali che rispecchiano la natura stessa dei conflitti. Qui si rivelano tutta la genialità e l’attualità del grande teorico prussiano di inizio Ottocento. Nessuno ha saputo analizzare l’essenza e i caratteri della guerra con tale profondità, ed è per questo che leggere il suo testo, dopo duecento anni e in un mondo socialmente, politicamente e tecnologicamente così diverso, è di estremo interesse non solo per gli specialisti ma per chiunque si trovi a misurarsi con una situazione conflittuale. Il che, prima a poi, capita davvero a tutti.

    Brossura, 12,8 x 19,8 cm. pag. 284

    Stampato nel 2014 da Mondadori

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    L’arte giapponese della guerra

    5.00

    L’arte militare e la tradizione dei samurai hanno dominato in Giappone dai secoli più remoti, influenzando la cultura e lo stile di vita. Questo testo elabora i principi dell’arte della guerra inquadrandoli storicamente e culturalmente, dall’etica marziale alle tecniche guerriere, dalla disciplina Zen alla condotta dei samurai.

    Brossura, 11 x 18 cm. pag. 162

    Stampato nel 1993 da Mondadori

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    L’arte militare

    35.00

    La nuova collana “I Trattati delle Arti” intende riproporre a un prezzo contenuto opere fondamentali per lo sviluppo della cultura europea reperibili oggi solo con difficoltà o in edizioni adalto costo. Ogni volume si apre con un ampio saggio introduttivo che puntualizza l’importanza e l’originalità del trattato preso in esame. Il De Re Militari di Vegezio, che ha rappresentato nella cultura europea un fondamentale riferimento per i successivi studi e teorie sulla guerra almeno fino al Vom Kriege di Karl von Clausewitz (1831), costituisce una preziosa fonte di notizie sull’esercito romano; il testo fa riferimento alle caratteristiche dei tempi migliori, pur essendo stato redatto tra la metà del IV e quella del V secolo d.C. Vegezio fu un importante riferimento per il Machiavelli e venne tradotto e pubblicato anche in inglese nel 1572 da John Sadler che lo riteneva attualissimo nell’età rinascimentale. L’opportunità di fare affidamento su una rigorosa disciplina piuttosto che sulla forza e l’ardimento, e su eserciti di leva piuttosto che mercenari, influenzò sicuramente l’evoluzione degli ordinamenti militari europei dei secoli successivi. Il principe de Ligne (1735-1814), Feldmaresciallo dell’esercito asburgico, ancora considerava Vegezio un testo fondamentale e, assai prima, Riccardo Cuor di Leone (1157-1199) ne portavasempre con sé una copia nelle campagne di guerra. Il V libro dell’opera rappresenta inoltre l’unico testo rimastoci dell’antichità in materia di guerra navale.

    Brossura 22 x 28 cm. pag. 222 con 38 tavole b/n

    Stampato nel 2009 dalla Libreria dello Stato

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    L’arte militare del Ssu-ma

    12.00

    Questo antichissimo trattato riguarda i metodi dell’amministrazione militare, che deve basarsi su princìpi di benevolenza, integrità, lealtà, a cui si devono aggiungere l’autocontrollo e la più rigorosa disciplina. Come negli altri grandi classici militari cinesi, anche qui la guerra è considerata sempre come l’ultima risorsa, un’opzione a cui ricorrere solo in casi estremi. Forse per questo il Ssu-ma non privilegia l’esposizione delle tecniche di guerra o della strategia, ma analizza i sistemi migliori per organizzare l’esercito nella maniera più efficiente e farsi obbedire dai propri soldati fino alla morte.

    Brossura, 14,2 x 21 cm. pag. 54

    Stampato nel 2018 da Luni Editrice

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    L’arte militare di Wei Liao-tzu

    15.00

    L’arte militare di Wei Liao-tzu è un trattato diviso in due parti, di cui la prima metà ha un carattere più filosofico e strategico, mentre la seconda si concentra soprattutto su questioni di organizzazione militare. Le incertezze, le contraddizioni e le lacune storiche avevano per questi motivi convinto gli studiosi, a partire dalla dinastia Sung (iniziata nel 960) in poi, a considerarlo un falso. Questa visione critica giunse a una svolta nel 1972: in quell’anno, la scoperta a Lin-i di una tomba risalente alla dinastia Han modificò ancora una volta lo stato delle ricerche, poiché dagli archeologi fu trovata anche una copia del testo che permise agli studiosi di procedere a ulteriori analisi filologiche. Gli studi sono proseguiti ininterrottamente negli anni, confrontando elementi stilistici, storici e di contenuto, ma finora non sono giunti a conclusioni definitive né sull’autore, né sul re di cui fu consigliere; alcuni sostengono fosse il re Wei, altri il re Ch’in. L’unico punto sul quale gli studiosi sono per ora d’accordo è che l’opera sia stata composta verso la fine del IV secolo a.C. e sia indubbiamente autentica.

    Brossura, 14,2 x 21 cm. pag. 88

    Stampato nel 2018 da Luni Editrice

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    L’arte tattica – Trattato di tecnica militare

    20.00

    Uomo con interessi nella vita pratica e negli studi teorici, attento sia al mondo greco che a quello romano, Arriano di Nicomedia integra, nel trattato “Sulla tattica” scritto nel 136-137 d.C., informazioni desunte da fonti precedenti sulla tattica militare greca e macedone (capp. 1-32) con una descrizione originale delle manovre dei reparti di cavalleria romana. La “Spedizione contro gli Alani”, documento unico nel suo genere poiché tratta la disposizione di marcia e l’ordine di battaglia – operazioni realmente adottate da Arriano -, rappresenta l’applicazione pratica di quella scienza della guerra che egli possedeva e che mancava, invece, a tutti i tattici antichi. Sui volumi editi da Aracne Edizioni e’ applicato un rimborso delle spese di reperimento.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 310, testo greco a fronte

    Testo greco a fronte

    Stampato nel 2011 da Aracne

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    L’Europa in guerra

    16.00

    Fabio Mini

    La guerra in Ucraina è il risultato della difesa di un Paese membro delle Nazioni Unite dall’attacco della Russia. Poteva essere evitata, ma non l’ha voluto nessuno. Anzi, la patente di giustizia e legittimità è servita a inasprire il conflitto e ad allargarlo. Proprio la legittimità è un dogma dell’Occidente, che rappresenta un quarto delle terre emerse e un settimo della popolazione mondiale. Che produce il 50% del Pil globale e consuma parte di quello del resto del mondo. Gli Usa cercano di limitare lo sviluppo economico dell’Occidente europeo, negando qualsiasi strumento militare indipendente. E, fortunatamente per gli States, l’Europa è gestita da organi burocratici che ne riconoscono l’egemonia. Gli Stati Uniti esercitano quindi la supremazia globale e si oppongono alla Cina e alla Russia. E il vero ostacolo è rappresentato dalla potenza nucleare di Mosca, e non da quella commerciale della Cina. L’Ucraina è quindi uno dei passi statunitensi verso la sistemazione definitiva di una vecchia faccenda: il depotenziamento militare della Russia e quello economico dell’Europa.

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    L’evoluzione della tattica durante la Grande Guerra – Gli insegnamenti della I Guerra Mondiale nell’impiego delle armi e delle truppe

    25.00

    Una disamina della dottrina tattica durante le operazioni della Grande Guerra, basata esclusivamente sulla narrazione degli avvenimenti, non è possibile, perchè quasi sempre lo storico si dimentica del “Tattico” e gli elementi necessari alla trattazione fanno difetto. D’altronde la ricostruzione degli avvenimenti sulla base dei documenti è un’impresa ardua per la maggior parte degli storici e degli scrittori che, raramente hanno possibilità di accesso agli archivi militari. Il presente volume invece procede proprio in questa direzione, analizzando e studiando i documenti che gli Stati Maggiori, i Comandi supremi, le alte gerarchie militari e i comandanti delle grandi unità in guerra, emanavano di volta in volta e sempre dopo un periodo di preparazione, per rilevare e correggere gli errori comessi, affinchè gli ammaestramenti dell’esperienza pratica servissero a perfezionare l’impiego delle armi e i procedimenti sul campo di battaglia.

    Brossura, 14 x 21 pag. 230

    Stampato nel 2013 da Effepì

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    L’invasione della Svizzera. Piani di guerra italiani dal 1861 al 1943

    29.00

    Leonardo Malatesta

    Piano Vercellino è il nome dato alla pianificazione operativa che l’esercito italiano ideò contro la Svizzera. Questo progetto, sviluppato nel 1940 dallo Stato maggiore, aveva come obiettivo l’invasione e l’occupazione della Confederazione elvetica. Prevedeva lo smembramento dello stato svizzero e l’annessione del territorio a sud delle Alpi all’Italia. Il Piano Vercellino, così denominato dal cognome del comandante dell’Armata del Po, il generale Mario Vercellino, prevedeva che le operazioni si svolgessero principalmente in Ticino, ma con manovre che avrebbero potuto interessare anche il Cantone dei Grigioni e il Canton Vallese. Lo studio si basa su un’analisi dettagliata del territorio avversario, sia dal punto di vista geografico, sia per quanto riguarda la dislocazione delle forze e delle fortificazioni. L’arco temporale indagato copre un ampio periodo storico, dai primi anni dopo l’unità d’Italia alla Seconda guerra mondiale, per focalizzare poi l’attenzione sul cosiddetto Piano Vercellino.

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