Il capitalismo della sorveglianza – Il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri

Luiss

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    Il capitalismo della sorveglianza – Il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri

    25.00

    L’era che stiamo vivendo, caratterizzata da uno sviluppo senza precedenti della tecnologia, porta con sé una grave minaccia per la natura umana: un’architettura globale di sorveglianza, ubiqua e sempre all’erta, osserva e indirizza il nostro stesso comportamento per fare gli interessi di pochissimi – coloro i quali dalla compravendita dei nostri dati personali e delle predizioni sui comportamenti futuri traggono enormi ricchezze e un potere sconfinato. È il “capitalismo della sorveglianza”, lo scenario alla base del nuovo ordine economico che sfrutta l’esperienza umana sotto forma di dati come materia prima per pratiche commerciali segrete e il movimento di potere che impone il proprio dominio sulla società sfidando la democrazia e mettendo a rischio la nostra stessa libertà. Il libro di Shoshana Zuboff, frutto di anni di ricerca, mostra la pervasività e pericolosità di questo sistema, svelando come, spesso senza rendercene conto, stiamo di fatto pagando per farci dominare. Il capitalismo della sorveglianza, un’opera già classica e un libro imprescindibile per comprendere la nostra epoca, è l’incubo in cui è necessario immergersi per poter trovare la strada che ci conduca a un futuro più giusto – una strada difficile, complessa, in parte ancora sconosciuta, ma che non può che avere origine dal nostro dire “basta!”.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 622

    Stampato nel 2019 da Luiss

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    La guerra dei metalli rari – Il lato oscuro della transizione energetica e digitale

    20.00

    In un mondo segnato da disuguaglianze e conflitti, e su un pianeta sofferente, l’energia pulita e le nuove tecnologie sembrano essere oggi i vettori di un futuro migliore, nel quale l’umanità potrà finalmente interrompere la dipendenza dai combustibili fossili e perseguire una crescita più sostenibile e sempre meno basata sullo sfruttamento di risorse finite. Non molti sanno, tuttavia, che la transizione energetica e digitale nasconde un’altra dipendenza: tutte le tecnologie “verdi” (come pale eoliche, pannelli solari e veicoli elettrici) e tutti i settori più strategici dell’economia del futuro (ad esempio robotica, intelligenza artificiale e self-driving cars) hanno una componente essenziale nei cosiddetti metalli rari, materie prime contenute nelle rocce terrestri in proporzioni ridotte, attorno al controllo e allo sfruttamento delle quali rischia di scatenarsi una guerra che, come quelle combattute in passato per il dominio sulle risorse, potrebbe avere per l’umanità conseguenze drammatiche. In questo libro, costato anni di indagine e ricerche condotte sul campo e in tutto il mondo, Guillaume Pitron racconta il lato oscuro della transizione energetica e digitale, i rischi geopolitici che stiamo correndo e persino il disastro ecologico che l’estrazione e lo sfruttamento indiscriminati di queste risorse rischiano paradossalmente di causare nei paesi produttori. La guerra dei metalli rari, combattuta spesso in silenzio e lontano dai nostri occhi, è lungi dall’essere perduta: conoscerne le dinamiche segrete e i gravi rischi è tuttavia fondamentale per evitare che la maggiore speranza per il futuro del pianeta e dell’umanità non si trasformi in un terribile incubo.

    Brossura, 16 x 21 cm. pag. 211

    Stampato nel 2019 da Luiss

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    La legge del Nord. La conquista dell’Artico e il nuovo dominio mondiale

    22.00

    Mary Thompson-Jones

    Il rapido scioglimento dei ghiacci artici sta riscrivendo la geografia del potere globale. Il Polo nord non è più un margine bianco sulle mappe: là dove per secoli ha regnato l’immobilità, oggi pulsa il cuore instabile della politica mondiale. Il Nord raccontato da Mary Thompson-Jones non è più quello remoto e impenetrabile dei romanzi d’avventura, ma la nuova frontiera della geopolitica contemporanea: una scacchiera dove si intrecciano rotte commerciali, ambizioni militari e crisi climatica. Il disgelo impone una diversa geografia del pianeta, apre passaggi tra continenti e porta alla luce giacimenti di gas e terre rare. Russia, Cina e Stati Uniti si contendono il controllo delle nuove vie marittime e degli avamposti strategici – dalla Penisola di Kola alla Groenlandia, fino alla Norvegia, alla Finlandia e ai Paesi Baltici – sempre più centrali nella contesa tra NATO e alleanza russo-cinese. Qui si combatte una guerra silenziosa, fatta di sottomarini, satelliti, poli scientifici e navi rompighiaccio, in un contesto di giurisdizioni che si spostano alla deriva come iceberg. Il confine tra cooperazione e conflitto è più sottile del ghiaccio che si frantuma. Thompson-Jones va oltre la cronaca: intreccia mito e realtà, rievocando le esplorazioni del Passaggio a Nord-Ovest, la resilienza del popolo Sámi e le mappe che trasformarono il Polo in un sogno di potere e di purezza. In un fragile equilibrio tra sicurezza, diplomazia e giustizia climatica, La legge del Nord mostra come, tra i ghiacci che si ritirano, si stia decidendo il vero futuro del dominio mondiale.

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    La tragedia delle grandi potenze

    29.00

    Nel grande scacchiere della politica internazionale, ogni volta che una potenza ambisce all’egemonia regionale le altre si coalizzano per contrastarla. La guerra è uno degli esiti più probabili del bilanciamento dei poteri globali e gli Stati devono essere sempre pronti a combatterla. È questa la tragedia delle grandi potenze raccontata da John Mearsheimer che, con questo studio, si è affermato come uno dei più autorevoli politologi al mondo. Il realismo offensivo qui elaborato è a sua volta uno dei modelli teorici più accreditati nello studio e nella comprensione delle dinamiche in atto nelle relazioni tra Stati. In questo saggio, considerato tra i grandi classici sui temi della politica internazionale, Mearsheimer usa gli strumenti dello storico e del politologo per consegnare una profonda riflessione sull’inevitabilità della guerra, resa evidente dal perdurare e dall’inasprirsi dei conflitti nel trentennio seguito alla caduta del Muro di Berlino e alla fine della Guerra fredda. La presente edizione è arricchita da un nuovo capitolo sull’ascesa della Cina, precedentemente inedito in italiano, in cui l’autore si interroga sulle possibilità che essa avvenga senza conflitti.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 528

    Stampato nel 2019 da Luiss

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    Para bellum. Le gesta degli imperatori romani come modello di leadership per il manager moderno

    14.00

    Luca Desiata

    Historia magistra vitae. Infatti, mai come oggi la saggezza degli imperatori, e la disciplina dei generali romani può rivelarsi un’arma formidabile per manager e imprese. In un mercato del lavoro estremamente competitivo, con aziende in rapida espansione e con uffici non sempre facili da amministrare, le strategie e le leggi che permisero a Roma di dominare il mondo antico possono oggi permetterci di conquistare il mercato e vincere le sfide del marketing e della leadership. In Para Bellum, Luca Desiata, manager di lungo corso e appassionato di storia antica, trae ispirazione dalla grandezza di Roma per tracciare un manuale di leadership e strategia manageriale. Dall’addestramento legionario ai riti augurali, passando per i grandi trionfi e all’arte di saper temporeggiare, l’autore analizza come la visione strategica, il carisma e la capacità di adattamento degli imperatori romani, come Ottaviano Augusto e Adriano, possano illuminare il cammino dei leader moderni. Del resto, non c’è poi così tanta differenza tra la battaglia e la competizione aziendale; anzi, la flessibilità delle legioni romane e il loro ingegno tattico sono ancor’oggi esempi cruciali per prevalere nel mercato. Para Bellum è un invito a prepararsi alla battaglia quotidiana del business, armati della saggezza che ha fatto grande Roma.

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    Politiche della menzogna

    18.00

    John J. Mearsheimer

    Nell’agosto del 1964 il presidente Johnson annunciò agli americani che due navi militari statunitensi erano state attaccate nel Golfo del Tonchino da unità nord-vietnamite. L’aggressione, disse, non lasciava alternative: bisognava entrare in guerra. Anni dopo si sarebbe scoperto che uno di quegli attacchi non era mai avvenuto. Ma intanto il Congresso aveva già dato il via libera a un conflitto destinato a durare un decennio e a costare milioni di vite. Una bugia, raccontata con voce calma e patriottica, aveva cambiato il corso della storia. Da episodi come questo prende le mosse il libro “Politiche della menzogna” di John J. Mearsheimer, un’indagine spietata e documentata sull’uso politico della menzogna nelle relazioni tra Stati. Attraverso casi che vanno dalla Seconda guerra mondiale alla guerra in Iraq, l’autore mostra come la bugia non sia una deviazione morale, ma uno strumento strategico usato consapevolmente dai leader quando ritengono che la verità non basti a mobilitare consenso o a proteggere l’interesse nazionale. Mearsheimer guida il lettore dentro questo laboratorio della menzogna, distinguendo tra bugie rivolte ai nemici, agli alleati e – soprattutto – ai propri cittadini. Il paradosso è netto: gli Stati, tra di loro, mentono meno di quanto si creda, ma ingannano spesso l’opinione pubblica interna, perché è lì che si costruisce il consenso, si alimenta la paura, si invoca l’emergenza. Allarmismi, insabbiamenti, miti nazionalisti e bugie di ventano così categorie analitiche per leggere il mondo reale, senza moralismi e senza assoluzioni. Ne emerge un ritratto cinico e realistico della politica internazionale, dove la verità non è un valore assoluto ma una risorsa strategica da amministrare, mentre la menzogna appare come l’ombra fedele e indispensabile di ogni potere: discreta, onnipresente, spesso decisiva.

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