Avamposto Trieste. L’esercito italiano nel capoluogo giuliano durante la Guerra fredda. I reparti, la pianificazione difensiva e i compiti operativi

Luglio Editore

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    Avamposto Trieste. L’esercito italiano nel capoluogo giuliano durante la Guerra fredda. I reparti, la pianificazione difensiva e i compiti operativi

    25.00

    Pierpaolo Donvito

    Trieste, durante il periodo della Guerra fredda, con la sua piccola provincia situata a pochi chilometri dal confine con la Jugoslavia e collegata al resto della nazione attraverso uno stretto corridoio terrestre, costituiva una sorta di avamposto quasi isolato racchiuso tra il Carso e l’Adriatico. Nell’ipotesi di un conflitto con il Patto di Varsavia e dinnanzi all’incognita rappresentata dalla Jugoslavia si pose il difficile problema della difesa della città e del suo territorio. La questione, oltre all’Italia direttamente interessata e che aveva profuso tanti sforzi nel tormentato dopoguerra per ricongiungere la città alla nazione, coinvolse ad un certo punto anche la NATO, nel più ampio contesto della pianificazione operativa per la difesa del confine nord-orientale italiano e del fianco sud dell’Europa.

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    Le armi per Trieste italiana. L’inchiesta giudiziaria che ha cambiato la nostra storia

    16.00

    Silvio Maranzana

    Venezia, Ponte di Rialto, fine anni Novanta. Dietro le bancarelle del mercato si apre il portone degli uffici giudiziari. In due visite nel suo studio il giudice istruttore Carlo Mastelloni fotocopia personalmente e mi affida un centinaio di fogli dattiloscritti che cambiano la storia recente di Trieste. Sono gli incartamenti tenuti nascosti dai governi che si sono succeduti e che si riferiscono al fino allora sconosciuto Ufficio Zone di confine che fece segretamente da tramite tra lo Stato italiano e il Territorio Libero di Trieste. L’Italia non abbandonò la città inviando fiumi di armi, celate poi in nascondigli scavati nottetempo a Trieste, e denari, foraggiando oltre a tutti i partiti italiani, 11 giornali settimanali, 43 sodalizi sportivi, 56 circoli culturali, 14 associazioni di combattenti, reduci e partigiani, 20 associazioni giovanili. Tutto per tenere vivo il sentimento di italianità e contrastare le mire sulla città della Jugoslavia comunista di Tito. Inoltre elementi triestini venivano addestrati segretamente in Friuli all’uso delle armi e degli esplosivi. Un fatto che secondo Mastelloni può far retrodatare la nascita di “Gladio” e collocarla proprio a Trieste già a metà degli anni Quaranta. Tutte però operazioni illegali che rischiarono anche di dare ossigeno a una componente neofascista che caratterizzò le cosiddette Squadre del Viale e di Cavana. Dinanzi a Mastelloni, Giulio Andreotti negò tutto, ma l’ex ministro della Difesa Paolo Emilio Taviani finì per ammettere: “Si error, felix error”. A confermare tutto c’era la mole di documenti trovati da Mastelloni che per la prima volta ho pubblicato in modo un po’ confuso una ventina di anni fa e che ora qui riordinati assumono un valore particolare in occasione del settantesimo anniversario del ritorno di Trieste all’Italia

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    Soli fra tutti… il destino sfidiamo. Compendio di storia del paracadutismo

    Il prezzo originale era: €28.00.Il prezzo attuale è: €16.80.

    Claudio Roselli

    Il volume ripercorre alcuni tratti storici del paracadutismo mondiale: partendo dalle sue origini con gli avventurosi pionieri e gli spericolati sperimentatori che hanno permesso al paracadute d’affermarsi come sistema ideale di salvataggio per gli equipaggi aeronautici; si prosegue, poi, con la nascita dei primi reparti di aviotruppe nell’U.R.S.S., in Germania, Italia e Giappone, con brevi cenni a quelli britannici e statunitensi; infine si esamina l’impiego bellico della nuova specialità paracadutista durante i primi anni del secondo conflitto mondiale, ricostruendone le vicissitudini sino all’abbandono dell’Africa settentrionale da parte degli italo-tedeschi e non tralasciando di occuparsi delle azioni di sabotaggio da parte degli Arditi italiani nei territori occupati dagli avversari.

    Condizione del libro: piccolo colpo in alto a destra della copertina e a sinistra della quarta di copertina

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