Antisnobismo

Aspis

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    Antisnobismo

    22.00

    Queste pagine videro frammentariamente la luce tra l’autunno del 1927 e la primavera del ’28 sulle colonne dell'”Impero” e di “Brillante”. In quest’ultimo giornale si firmava “nob”, che voleva dire il “contrario di snob”. Le sue manie riformatrici lo fecero giudicare un perditempo petulante. Ma le polemiche, discussioni e allarmi suscitati dalle sue tesi innovatrici significano che l’argomento è sentito. La gazzarra dell’interesse e della vociferazione toccò lo zenit al tempo della campagna sulla “Mondanità dell’epoca fascista”, che diede luogo a sfide, duelli, scandali e proteste. La socità italiana fu messa in subbuglio da questi scritti e si arrivò a credere e a dire che Mussolini fosse l’ispiartore della campagna. Cosa falsissima e inverosimile, che tuttavia aveva questo piccolo fondamento: che, trattandosi di una campagna moralizzatrice e fascistizzatrice, il Capo del Governo non aveva alcun motivo di deplorarla e vietarla. Dalla prefazione di Claudio Siniscalchi.

    Brossura 13 x 19 cm. pag. 167

    Stampato nel 2020 da Aspis

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    Aristocrazia operaia

    22.00

    «Il capitale accentrandosi, trasformando radicalmente e potentemente la propria azione, ha specializzato le diverse categorie dei lavoratori, ha creato fatalmente ad ognuna dei propri bisogni e delle proprie attitudini: finirà col separarle nettamente con l’offa di qualche franco di più a qualcuna delle privilegiate, a taluni componenti, delle quali, dà il modo di costruirsi anche una propria casa, creandoli così bravamente proprietari. E così ognuno per proprio conto, a seconda delle proprie forze, capitalisti ed operai, dietro al comune miraggio, nella corsa pazza della bestia umana verso l’egoismo il più mostruoso! O vecchi sognatori, morti negli stabilimenti di pena o fucilati sulle piazze, o illusi di uno sfondo radioso di fratellanza umana, chi foste voi, se non dei pazzi generosi, pensando di redimere in pochi anni l’umanità?! Questa umanità, che nel suo complesso, diventa sempre più vile ed egoista man a mano che la scienza segna tante innovazioni e strappa e discopre tanti preziosi segreti alla natura?!» A cura di Guido Andrea Pautasso.

    Brossura, 13 x 19 cm. pag. 197

    Stampato nel 2019 da Aspis

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    D’Annunzio intimo

    25.00

    Tradotto per la prima volta in italiano dallla versione francese intitolata “Les dieux s’en vont, d’Annunzio reste”, racconta la storia incredibile del rapporto di amore e odio, consumato negli anni tra Gabriele d’Annunzio e Filippo Tommaso Marinetti: gli intellettuali italiani più originali e creativi del primo Novecento. Primo straordinario libro di critica letteraria, politica, sociale e di costume scritto da Marinetti prefuturista, è stato arricchito dalla presenza di una antologia di scritti e di manifesti futuristi che ricostruiscono la complessa vicenda d’Annunzio-Marinetti.

    Brossura, 13 x 19 cm. pag. 230

    Stampato nel 2020 da Aspis

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    Il giovane europeo

    20.00

    “Questa guerra è l’ultima passione degli europei, gli uni sugli altri, nuovamente ingannati da vecchi costumi, presi a cannoneggiarsi tra loro. Ma giunge la pace e non si tratterà più che di scatolame e di auto a buon mercato. Il popolo russo è esente da questi disegni sordidi e sta per scatenare la sua anima contro il mondo. Non si tratta di comfort ma di bellezza: questo popolo di contadini danzatori sta per spezzare ovunque il macchinario del Demonio.” A cura di Marco Settimini quella proposta in questo libro è la versione rivista e corretta dallo stesso autore nel 1941 assieme ad altri testi poetici. Per il suo interesse biografico e filosofico, in conclusione è tradotto un breve frammento della prima versione, comprendente due parti integralmente stralciate da Pierre Drieu La Rochelle in sede di revisione.

    Brossura, 13 x 19 cm. pag. 135

    Stampato nel 2019 da Aspis

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    L’impresa fiumana

    25.00

    Giovanni Host-Venturi, irredentista fiumano, acceso interventista, partecipò alla Grande Guerra e all’Impresa di Fiume. “L’Impresa fiumana” è il suo resoconto, a quasi mezzo secolo di distanza, dell’epopea fiumana e degli eventi che la precedettero, visti da una prospettiva priivilegiata, quella di uno dei più stretti collaboratori di d’Annunzio.

    Brossura, 17 x 24 cm, pgg. 289 alcune illustrazioni

    Stampato nel 2019 da Aspis

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    Prima lettera filosofica

    16.00

    Il ruolo culturale di Caadaev è stato immenso: in reazione alle sue tesi i sostenitori della specificità dell’identità russa elaborarono una visione originale e non eurocentrica della Russia e della sua storia, mentre gli occidentalisti dovettero delineare con maggior chiarezza le loro prospettive ideologiche. Da allora e sino a oggi buona parte del dibattito intellettuale russo è ancora una risposta alle provocatorie tesi di Caadaev secondo le quali la Russia è un apese “dimenticato” dalla Provvidenza, tanto immenso e forte politicamente quanto culturalmente sterile..(…) chiunque voglia studiare la stira della cultura russa non può prescindere dalla lettura delle sue “Lettere filosofiiche”. A cura di Aldo Ferrari.

    Brossura, 13 x 19 cm. pag. 153

    Stampato nel 2019 da Aspis

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