Il Golpe Borghese – Un golpe virtuale all’italiana

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E’ il primo libro di memorie sul “golpe Borghese” nel quale non si parla tanto dell’azione “militare”, quanto delle ragioni che lo hanno prodotto e dei rapporti a livello internazionale che lo hanno determinato. La figura di Junio Valerio Borghese, il “principe nero”, come era chiamato dalla pubblicistica dell’epoca, emerge in un ritratto nitido, reso chiaro dalle interconnessioni internazionali (Kissinger e Skorzeny ad esempio) fissate già alla fine del secondo conflitto mondiale in un intreccio interessante che aveva un solo scopo: quello di tenere lontani i comunisti dall’area del potere. Il golpe del dicembre 1970 rappresenta l’ultimo atto della strategia della “cortina di ferro” o del “contenimento” del comunismo internazionale e del suo ispiratore, l’URSS.

Brossura, 15,5 x 21 cm., pag. 136 con circa 18 foto b/n

Stampato nel 2006 da Lo Scarabeo

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Adriano Monti

E’ il primo libro di memorie sul “golpe Borghese” nel quale non si parla tanto dell’azione “militare”, quanto delle ragioni che lo hanno prodotto e dei rapporti a livello internazionale che lo hanno determinato. La figura di Junio Valerio Borghese, il “principe nero”, come era chiamato dalla pubblicistica dell’epoca, emerge in un ritratto nitido, reso chiaro dalle interconnessioni internazionali (Kissinger e Skorzeny ad esempio) fissate già alla fine del secondo conflitto mondiale in un intreccio interessante che aveva un solo scopo: quello di tenere lontani i comunisti dall’area del potere. Il golpe del dicembre 1970 rappresenta l’ultimo atto della strategia della “cortina di ferro” o del “contenimento” del comunismo internazionale e del suo ispiratore, l’URSS.

Brossura, 15,5 x 21 cm., pag. 136 con circa 18 foto b/n

Stampato nel 2006 da Lo Scarabeo

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