Italia Dopo Guerra – Almanacco della destra nazionale

secondo dopoguerra

Visualizzazione di 4 risultati

  • 0 out of 5

    Italia Dopo Guerra – Almanacco della destra nazionale

    50.00

    Il classico lavoro che poteva essere realizzato solo negli anni settanta. Questo almanacco, realizzato a cura del Movimento sociale Italiano, precisamente dal settore Propaganda del partito, riporta nelle prime 100 pagine, tutta una serie di notizie e informazioni inerenti la destra italiana: risultati elettorali, informazioni sul Partito, la sua funzione e gli organi sul territorio e quelli parlamentari. Le federazioni, le sezioni, il Fronte della Gioventù, la CISNAL e il FUAN. E ancora, cenni sul comunismo e le sue barbarie, gli scandali del regime vigente, i manifesti elettorali e altro ancora. Da pagina 101 a pagina 192 riporta l’agenda del 1975, i prefissi telefonici e infine, allegato alla quarta di copertina un 45 giri con gli auguri di Almirante agli Italiani per il 1975. Tra i collaboratori troviamo: Massimo Anderson, Franco Franchi, Gaetano rasi, Mirko Tremaglia, Raffaele Valensise e altri ancora.

    Brossura, 21 x 29 cm. pag.

    Stampato nel 1975 da Settore Propaganda del Movimento Sociale Italiano

    Condizioni del libro: usato in ottime condizioni. Leggera imperfezione nell’angolo in basso a sinistra.

    Quick view
  • 0 out of 5

    L’Esercito Italiano a Trieste nel 1918 e 1954 – Appunti fra cronaca e storia

    45.00

    ​​​Il volume vuol dare il giusto risalto alla storia dei “rapporti” intrecorsi tra l’Esercito Italiano e e la città di Trieste, ripercorrendone i suoi due momenti più significativi, nel novembre 1918, con l’occupazione della città che fino a quel momento (dal 1815) faceva parte dell’Impero austro-ungarico e nell’ottobre 1954, data che sancì, ufficialmente, il ritorno di Trieste all’Italia, dopo anni di difficili e tulmutuosi rapporti con la repubblica dell’ex-Jugoslavia e con le problematiche nell’ottica della guerra fredda. Sui volumi editi dalle FFAA e’ applicato un rimborso delle spese di reperimento

    Rilegato, 24 x 34 cm. pag. 123 con circa 52 foto b/n

    Stampato nel 2002 da Ufficio Storico Stato Maggiore dell’Esercito

    Quick view
  • 0 out of 5

    Ragione e tradimento – Strage di Ustica quaranta anni di verità nascoste

    18.00

    Il 27 giugno del 1980, alle ore 20.59, il Douglas DC-9 della compagnia Itavia, volo di linea IH870, sparì dai radar, in prossimità di Ustica, con tutto il suo carico. Ottantuno viaggiatori, tra passeggeri ed equipaggio, persero la vita. Tredici di loro erano bambini. Solo trentaquattro corpi furono recuperati. A quaranta anni di distanza dalla tragedia, non esiste una causa concordemente accettata. Quando l’ipotesi di una bomba a bordo – tutt’ora sostenuta da membri dell’aeronautica militare – divenne residuale, improbabili scenari di battaglie aeree in cielo italiano, costrinsero gli inquirenti a “ripassare dal via”. Luigi Di Stefano, perito sul caso dal 1989 al 1999, ci racconta come e quante volte magistrati e tecnici siano stati costretti, o abbiano scelto, di “ripassare dal via”, prigionieri, o artefici, un una ragion di stato che ha, a più riprese assunto i contorni del tradimento di un Popolo.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 196 illustrato con alcune foto e disegni a colori

    Stampato nel 2019 da Altaforte Edizioni

    Quick view
  • 0 out of 5

    Una morte scomoda. L’omicidio di Francesco Cecchin

    18.00

    Federico Gennaccari

    L’omicidio di Francesco Cecchin è una morte scomoda che per anni si è cercato di far passare per un incidente, una caduta da un muro per sfuggire i suoi aggressori. Non bisogna farsi ingannare se c’è ancora qualcuno che sui libri propaganda questa tesi. C’è un sentenza della magistratura che ha rimesso le cose apposto, secondo la quale si è trattato di omicidio volontario. Ha infatti stabilito che Francesco è stati picchiato duramente (con un colpo gli hanno spappolato la milza) e poi gettato di sotto ai suoi aggressori da un muro alto 5 metri all’interno dello stabile di via Montebuono 5. Ha battuto violentemente la testa e non si è mai ripreso, è morto dopo 18 giorni di coma. Una morte scomoda perché rimasta senza giustizia, in quanto la polizia di zona, nonostante avesse avuto tutte le informazioni necessarie dagli amici di Francesco, non fece alcuna indagine per scoprire gli aggressori, nemmeno sugli esponenti del Pci con cui Cecchin qualche ora prima ebbe una lite per i manifesti attaccati in piazza occupando anche gli spazi del Msi-Dn.

    Quick view
X