1268 La battaglia di Tagliacozzo

Medio Evo

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    1268 La battaglia di Tagliacozzo

    18.00

    23 agosto 1268. In una sperduta località della Marsica, Tagliacozzo, i cavalieri si preparano alla battaglia. Da un lato troviamo schierati i soldati tedeschi e i ghibellini italiani, raccolti attorno al duca di Svevia, legittimo pretendente del Regno di Sicilia, il giovanissimo Corradino. Dall’altro le truppe francesi e i guelfi della Penisola sotto le insegne del sedicente sovrano del Mezzogiorno, lo spregiudicato e ambizioso Carlo d’Angiò. Lo scontro che ne segue è destinato a segnare il futuro dell’Italia: di fatto da questo momento il Sacro Romano Impero perderà ogni ruolo nel nostro paese e per lunghi secoli il Papato si troverà a svolgere un ruolo egemonico. Non solo, da ora il Mezzogiorno si troverà ad avere nuovi sovrani stranieri, francesi o spagnoli, che ne separeranno interessi e destini dal resto della Penisola. L’introduzione, per la prima volta in Europa, delle tattiche apprese dai saraceni nel corso delle crociate, contribuisce a rendere unica questa battaglia anche da un punto di vista militare. Il mondo cavalleresco, con i suoi riti e i suoi vincoli, viene cancellato e sostituito da forme di guerra brutali e prive di remore.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 172 con alcune cartine b/n

    Stampato nel 2019 da Laterza

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    1289 La battaglia di Campaldino

    20.00

    Federico Canaccini

    L’11 giugno 1289, a Campaldino, nella angusta valle del Casentino, si scontrano due grandi eserciti capeggiati da Firenze e da Arezzo. 20.000 fanti e oltre 2.000 cavalieri divisi da rivalità ideologiche, volontà egemoniche e interessi economici. Infatti le città toscane sono tutte guelfe e Firenze è ormai assurta al rango di vera e propria potenza regionale, i Ghibellini sono ridotti all’esilio e trovano rifugio in sparuti capisaldi come Pisa e Arezzo. Dopo due anni dall’andamento incerto e dalle sorti altalenanti, il conflitto si decide in un unico scontro. Una battaglia entrata nella storia. A Campaldino, tra i cavalieri della prima schiera, quelli che avrebbero dovuto eseguire le azioni più temerarie, vi è un giovane Dante Alighieri che non dimenticherà facilmente le scene agghiaccianti di quel giorno di sangue, lasciandone traccia nella sua Commedia.

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    Arinez 1367. Armas, equipo y tacticas de combate en la victoria de los caballeros castellanos y aragoneses sobre los arqueros ingleses.

    19.00

    Manuel Jesús Ruiz Moreno

    Questa serie di monografie storiche, a cura dell’editore spagnolo Almena, si occupa di guerre e battaglie a cui hanno partecipato da protagonisti o meno, soldati, unità ed eserciti spagnoli sia sul suolo Iberico che all’estero, nel periodo storico compreso tra le Guerre Puniche fino al secondo dopoguerra. Il resoconto storico degli avvenimenti è accompagnato da un notevole numero di immagini essenzialmente in b/n tratte da immagini famose, oltre ad alcune tavole uniformologiche a colori e a qualche rilevazione satellitare dei terreni che a suo tempo furono dei campi di battaglia. La presente monografia è dedicata alla battaglia di Arinez nel 1367.

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    Armes et Armures tome 1. Tome 1 : VI – XII siecles

    45.00

    Nicolas P. Baptiste

    Questo lavoro, in due volumi, presenta armi e armature dal Medioevo al Rinascimento. Il primo volume affronta il primo periodo, dal VI al XII secolo; il secondo volume analizzerà i periodi dal XIII al XVI secolo. L’autore e le edizioni Heimdal hanno unito le forze per affrontare un tema classico, ma raramente interessato negli ultimi anni dalle pubblicazioni in lingua francese. Questi due volumi sono il risultato di una riflessione condivisa, rinnovando alcune teorie sulla cultura materiale, e traendo il meglio dalla ricerca archeologica e storica degli ultimi anni. Il libro beneficia anche di foto di alta qualità, scattate durante studi o collaborazioni con istituzioni che le custodiscono, illustrando oggetti raramente pubblicati. Con l’aiuto delle competenze di colleghi illustri, l’autore ha raccolto i contributi delle più recenti attività di ricerca, il libro è quindi anche la riflessione di una comunità di storici e ricercatori su armi e armature. Riccamente illustrate con iconografia, ma anche con schizzi e disegni, le pagine del libro beneficiano di magnifiche foto in ambito di ricostruzione storica. Ci sono anche testimonianze delle attività degli artigiani più coinvolti nello studio sperimentale dei metodi di produzione di armi e armature antiche, e delle arti dei fabbri del medioevo, che a volte restano ancora enigmatiche ai nostri occhi.

    Rilegato, 21,5 x 30,5 cm. pag. 206 riccamente illustrato con immagini b/n e a colori

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2022 da heimdal

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    Armes et Armures Tome 2. XIII-XV Siecle

    49.00

    Nicolas P. Baptiste

    Questo lavoro, in due volumi, presenta armi e armature dal Medioevo al Rinascimento. Questo secondo volume analizza il periodo storico che va dal XIII al XVI secolo. L’autore e le edizioni Heimdal hanno unito le forze per affrontare un tema classico, ma raramente interessato negli ultimi anni dalle pubblicazioni in lingua francese. Questi due volumi sono il risultato di una riflessione condivisa, rinnovando alcune teorie sulla cultura materiale, e traendo il meglio dalla ricerca archeologica e storica degli ultimi anni. Il libro beneficia anche di foto di alta qualità, scattate durante studi o collaborazioni con istituzioni che le custodiscono, illustrando oggetti raramente pubblicati. Con l’aiuto delle competenze di colleghi illustri, l’autore ha raccolto i contributi delle più recenti attività di ricerca, il libro è quindi anche la riflessione di una comunità di storici e ricercatori su armi e armature. Riccamente illustrate con iconografia, ma anche con schizzi e disegni, le pagine del libro beneficiano di magnifiche foto in ambito di ricostruzione storica. Ci sono anche testimonianze delle attività degli artigiani più coinvolti nello studio sperimentale dei metodi di produzione di armi e armature antiche, e delle arti dei fabbri del medioevo, che a volte restano ancora enigmatiche ai nostri occhi.

    Rilegato, 21 x 30 cm. pag. 240 riccamente illustrato con immagini b/n e a colori

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2023 da Heimdal

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    Armi Bianche. Le armi in asta delle fanterie europee dal 1000 al 1500

    95.00

    Mario Troso

    Ottimo volume, sempre di grande attualità, dedicato interamente alle tematiche delle armi lunghe tra Medio Evo e Rinascimento. Uno studio semplificato delle coeve tattiche di combattimento e tecniche di impiego e una trattazione dettagliata su Roncole, Ronche, Ronconi e altre tipologia di armi in asta, utilizzate dalle fanterie europee dall’anno mille fino ad arrivare al 1500, in pieno rinascimento. Il volume è ottimamente illusttarto e per ogni arma lunga trattata viene proposta una scheda tecnica relativa. Un grande volume dell’Istituto Grafico De Agostini.

    Rilegato, 22,5 x 29 cm. pag. 298 con numerose foto e illustrazioni b/n

    Stampato nel 1988 da  Istituto Geografico De Agostini

    Condizioni del libro: usato in ottime condizioni privo di sovracopertina

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    Baldovino IV di Gerusalemme. Il re lebbroso

    15.00

    Ilaria Pagani

    Conosciuto come il Re lebbroso, Baldovino IV fu il giovane re di Gerusalemme che, pur se affetto da una gravissima malattia, difese le terre conquistate dai cristiani affrontando le armate del suo grande rivale Saladino. Figlio di Amalric e Agnese di Courtenay, Baldovino divenne re ad appena tredici anni nel 1174, per decisione della corte, accettato dai capi dei crociati che lo ritenevano debole a causa di una forma devastante di lebbra che si era manifestata sin dalla fanciullezza. Un re che non sarebbe dovuto durare e che non avrebbe dovuto avere alcun peso nella feroce guerra tra le fazioni politiche per il controllo della Terra Santa. La storia di Baldovino IV fu invece sorprendente: un giovane cavaliere crociato che vide la sua giovinezza e la sua forza divorate dalla lebbra e che tuttavia mai si arrese al male, che prese su di sé come una croce da portare in battaglia. Invece di chiudersi nella difesa di Gerusalemme, Baldovino decise di attaccare, invece di essere docile strumento nelle mani di duchi e conti, tenne loro testa; malato e ormai in punto di morte si pose alla testa del suo esercito nella battaglia di Montgisard. Vinse issando la reliquia della Vera Croce

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    Barbarossa e i comuni italiani

    25.00

    Giancarlo Andenna – Franco Cardini

    Siamo di fronte a un classico: la raccolta delle fonti sul rapporto tra il Barbarossa e i Comuni italiani che nel Nord si oppongono alle sue pretese imperiali. A presentare queste fonti e ad accompagnarci, due storici molto autorevoli: Cardini, grande amante del Barbarossa, e Andenna ci fanno comprendere come i Comuni lombardi siano costitutivi di un nuovo tessuto urbano e politico. I Comuni, se da una parte avevano con l’imperatore Barbarossa dei rapporti feudali, di fatto avevano creato una nuova forma di vita politica che si opponeva al feudalesimo. Una solidarietà cittadina nuova, inconcepibile nella Germania dell’epoca, in cui la plebe non era più semplicemente plebe ma rivendicava il diritto alla “cittadinanza”. Cronache da un tempo lontano i cui echi risuonano attualissimi nella lettura di Cardini e Andenna.

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    Battaglie medievali

    25.00

    Aldo A. Settia

    Uscimmo contro di loro nel luogo detto Sant’Ansano a Dòfana, con la nostra potentissima cavalleria, nella cui probità per esperienza confidiamo. Qui, esaminato diligentemente il rischio del momento con il consiglio degli esperti, ordinammo a battaglia con somma cura le schiere dei nostri. Mentre i nemici si avvicinavano spiegammo le bandiere di combattimento del re, e quando essi le scorsero, forse credendo di sconfiggerci con la sola voce, subito sollevarono un immenso clamore: «Pija! Pija!» gridavano tutti insieme. Da una relazione sulla battaglia di Montaperti inviata da fuorusciti fiorentini al re di Sicilia Manfredi (1260) Come si combatteva nel Medioevo? Il libro ci offre un panorama vivido delle battaglie medievali nelle loro diverse fasi: prima la mobilitazione delle forze, i preparativi logistici e le speculazioni astrologiche, la marcia verso il nemico, le liturgie sacre e profane, l’organizzazione delle schiere di combattimento, l’allocuzione del comandante, persino il ricorso a eccitanti. Poi, arrivati al nemico, il comportamento dei combattenti: la paura e il coraggio, la vergogna della fuga, i condizionamenti dell’ambiente tra fiumi, foreste e paludi. Quindi il cuore della battaglia: le tecniche di combattimento di cavalieri e fanti, la stanchezza fisica e il peso della corazza, l’ecatombe dei cavalli, l’influenza degli elementi naturali e il paesaggio sonoro, il ruolo delle insegne, i carri sul campo

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    Connestibili eserciti e guerra nell’Italia del primo Trecento

    19.00

    Paolo Grillo (a cura di)

    Fra la seconda metà del XIII secolo e la prima del XIV secolo si affermò nell’Italia centro-settentrionale una nuova forma di organizzazione degli eserciti, nei quali convivevano e combattevano fianco a fianco le tradizionali milizie civiche e gruppi sempre più numerosi di mercenari. Considerato tradizionalmente un momento di transizione fra l’età comunale e quella detta delle compagnie di ventura, tale periodo è stato oggetto di scarsa attenzione storiografica, benché in realtà sia durato parecchi decenni, durante i quali si sono svolte alcune delle più grandi e famose battaglie medievali italiane, da Campaldino a Montecatini, da Altopascio a Gamenario. Questo volume vuol cominciare a colmare questa lacuna, offrendo una prima serie di contributi specificamente dedicati all’organizzazione militare delle principali potenze dell’epoca e a quelle figure di comandanti di professione – i connestabili – che costituirono la principale novità.

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    Crusader Castles in the Holy Land – An Illustrated History of the Crusader Fortifications of the Middle East Amd Mediterranean

    35.00

    David Nicolle

    Sparpagliate fra il Vicino Oriente e il Mediterraneo ci sono rovine di castelli, mura e torri, frammenti della terribile storia delle Crociate, testamenti di difese e aggressioni in un ambiente ostile. Questo libro è una bella guida illustrata che mostra sviluppo, costruzione, scopo e storia di queste fortificazioni, non solo in Medio Oriente ma anche in Grecia, Cipro e Mar Egeo. Formidabili fotografie delle recenti ricerche mostrano in tutta la loro bellezza e la loro imponenza quelle vestigia di centinaia di anni di conflitto.

    Cartonato con sovracopertina, 20 x 25 cm. pag. 240 interamente illustrato con circa 87 tra foto e illustrazioni a colori, 3 cartine, 38 foto b/n e varie planimetrie

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2008 da Osprey

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    Dalla dominazione bizantina allo Stato normanno. Assetti religiosi, strutture economiche e sociali

    18.00

    Il passaggio dalla dominazione bizantina allo Stato normanno, alla luce della nuova stagione storiografica e delle crescenti acquisizioni documentarie, apre nuovi scenari di ricerca che consentono di focalizzare meglio l’attenzione sulle istituzioni monastiche italo-greche e su quelle latine, sull’organizzazione degli assetti carismatici e sulla complessità dei rapporti politici, sulla vitalità delle componenti etniche e della società nel Mezzogiorno medievale. Stigmatizzandone, allo stesso tempo, il mutamento sociale e culturale dei secoli X-XIII e il complesso tema dell’integrazione tra le diverse popolazioni dell’Italia meridionale che hanno concorso alla formazione di una società plurale. Solo la conquista normanna, infatti, assicurò loro unità politica e consentì la sperimentazione di nuovi assetti amministrativi e lo sviluppo della signoria fondiaria che si rivelò essere il principale strumento per l’organizzazione delle campagne e motore del processo economico.

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    Fighting Techniques of the Medieval World AD 500- AD 1500 – Equipment Combat Skills and Tactics

    39.00

    Il volume descrive le tecniche di combattimento dei soldati in quella che è stata definita come l’età della cavalleria: il mondo medievale. Il libro esplora le tattiche e le strategie utilizzate per vincere le battaglie con la tecnologia disponibile nei secoli considerati, e sottolinea come lo sviluppo di quest’ultima abbia via via modificato le armi e le tattiche utilizzate sul campo di battaglia. Diviso in cinque sezioni, il testo esamina le singole fattispecie dell’esercito medievale: il fante, il soldato a cavallo, l’equipaggiamento e le armi utilizzate, e, come potessero combattere in simbiosi. Viene spiegato perché alcuni tipi di unità – come gli arcieri gallesi e i mercenari italiani – siano stati più efficaci di altri – come i cavalieri corazzati francesi ad Agincourt. La terza parte illustra come queste unità sono state effettivamente utilizzate sul campo di battaglia. Vengono esaminate anche la tattiche contrastanti di entrambe le parti durante le crociate, e si evidenzialo le deficienze dell’esercito Crociato e dei relativi comandanti. La quarta parte del libro esamina le tecniche e le attrezzature sviluppate per la guerra d’assedio – un evento comune in questa epoca di castelli e grandi opere fortificate. Infine, l’ultima sezione riguarda la guerra navale, le relative tattiche e le armi utilizzate. il volume è corredato da numerose illustrazioni in b/n, da tavole a colori e da mappe dei capi di battaglia.

    Rilegato, 20 x 25,5 cm. pag. 256 illustrato con circa 120 tavole a col e b/n e 20 mappe

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2009 da Amber Books

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    Fighting techniques of the oriental world AD 1200-1860 – Equipment Combat Skills and Tactics

    39.00

    Il libro mostra le tecniche di combattimento degli eserciti dell’Estremo Oriente a partire dall’età dell’espansione dei Mongoli fino alla Guerra dell’Oppio anglo-cinese a metà del diciannovesimo secolo. Esplora le tattiche e le strategie necessarie per vincere le battaglie con le tecnologie disponibili nei secoli descritti, e mostra come lo sviluppo degli armamenti abbia modificato costantemente le tattiche utilizzate e le sori dei conflitti. Illustrato con fotografie, disegni e mappe a colori inerenti le battaglie e gli equipaggiamenti, create appositamente per il presente lavoro, il volume studia le strategie con cui i più grandi condottieri – come Genghis Khan o l’ammiraglio Yi Sun – condussero le loro vittoriose campagne militari e spiega perchè invece altre operazioni ebbero meno successo.

    Rilegato con sovracopertina, 20 x 25 cm. pag. 256 con circa 41 foto e illustrazioni a colori, 20 mappe a colori delle battaglie più importanti e 126 illustrazioni b/n

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2008 da Amber Books

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    Galloglas. From the Western Isles to Ireland

    45.00

    Dave Swift – Maximillian Bunk – Hagen Seehase

    Dalla loro comparsa nel XIII secolo fino alle guerre dell’epoca Tudor del XVI secolo, i cosiddetti galloglas determinarono il modo in cui veniva condotta la guerra sul suolo irlandese. Mentre la tradizionale guerra irlandese si basava principalmente su tattiche mordi e fuggi, questi guerrieri temprati dalla battaglia resistevano e combattevano fino all’ultimo uomo. L’era dei galloglas raggiunse il suo cruento culmine nella battaglia di Knockdoe nel 1504. Descritti come enormi, violenti e ossuti dalle fonti contemporanee, questi guerrieri rappresentavano un elemento archetipico della guerra irlandese, eppure avevano le loro origini nelle Ebridi al largo della costa. La costa scozzese. Questo libro cerca di descrivere le origini, la storia e l’eventuale scomparsa del galloglas dai campi di battaglia d’Irlanda. Basandosi sulle più recenti prove archeologiche, fa luce sull’aspetto esteriore, sulle armi e sull’equipaggiamento, sulla paga, sull’organizzazione e sulle motivazioni di questi temibili guerrieri. Il libro è stato scritto in collaborazione con Claíomh, uno dei principali gruppi di rievocazione storica irlandesi che ricostruiscono la vita quotidiana dei galloglas. Oltre a numerose fotografie di rievocatori, questo volume contiene fotografie dettagliate di armi ed attrezzature, nonché di luoghi storici, illustrazioni contemporanee e tavole appositamente commissionate.

    Brossura, 20 x 27 cm. pag. 156 con numerose foto e illustrazioni a colori

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2024 da Zeeghaus Verlag

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    Gli eserciti delle Crociate

    34.00

    Steven Tibble

    Pensiamo di conoscere le Crociate: il primo esempio di scontro tra civiltà, una serie di drammatici conflitti tra cristianesimo e islam che hanno segnato in profondità il mondo moderno. Ma quanto sono precise le nostre conoscenze? E se la principale causa delle Crociate fosse invece da cercare nel cambiamento climatico e nella migrazione di massa scatenatasi nelle steppe euroasiatiche? E se all’origine del conflitto ci fossero antiche tensioni tra società nomadi e sedentarie, tra mandriani e coltivatori? E che diremmo se scoprissimo che gli eserciti «crociati» erano perlopiù composti da Arabi, Siriani e Armeni, mentre quelli islamici schieravano sorprendentemente pochi musulmani? Steve Tibble si propone di osservare da una prospettiva assai originale i tentativi occidentali di colonizzare il Medio Oriente nel corso del Medioevo, e analizza le strategie dei due fronti in guerra

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    Goffredo di Buglione

    15.00

    Sergio Ferdinandi

    Goffredo di Buglione (1060 circa-1100), Duca di Bassa Lotaringia, è il protagonista assoluto della Prima crociata (1096-1099), straordinaria epopea che oltre a restituire alla cristianità il venerato Sepolcro di Cristo dopo secoli di dominazione musulmana, ha, per le conseguenze che ne sono derivate, fortemente contribuito alla definizione dell’identità Europea. Discendente di Carlo Magno, figlio di illustri personaggi del tempo quali Eustachio II di Boulogne, protagonista nella battaglia di Hastings, e Ida di Lorena, era nipote di Matilde di Canossa.

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    Grandi battaglie della Repubblica di Siena. La lunga lotta di un popolo per l’affermazione e la sopravvivenza

    16.00

    Paolo Goretti

    Una ricognizione storica sulle principali battaglie che hanno definito la storia della Repubblica di Siena dal periodo etrusco fino al Cinquecento. «Un piccolo stato quello di Siena, incuneato fra quello della Chiesa, Firenze e altri, di minor peso ma agguerriti, come Arezzo, Colle di Val d’Elsa, San Gimignano, Montepulciano, Volterra e altri ancora. Piccolo ma battagliero, altrimenti sarebbe stato cancellato dai vicini e dalle scorrerie dei vari eserciti nella Penisola. Siena invece saprà accrescere la propria potenza militare, costretta a combattere grandi battaglie per la sopravvivenza. Nel contempo riuscirà a ottenere un peso politico ed economico di notevole livello nel XIII secolo, con i governi ghibellini, e nel XIV secolo sotto il governo guelfo dei Nove, così come con i vari governi oligarchici che si avvicenderanno alla guida della Repubblica dal Medioevo al Rinascimento».

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    Guerreros y Batallas 137 – La conquista de Canarias (1402-1496)

    19.00

    Ruben Saez Abad

    Questa serie di monografie storiche, a cura dell’editore spagnolo Almena, si occupa di guerre e battaglie a cui hanno partecipato da protagonisti o meno, soldati, unità ed eserciti spagnoli sia sul suolo Iberico che all’estero, nel periodo storico compreso tra le Guerre Puniche fino al secondo dopoguerra. Il resoconto storico degli avvenimenti è accompagnato da un notevole numero di immagini essenzialmente in b/n tratte da immagini famose, oltre ad alcune tavole uniformologiche a colori e a qualche rilevazione satellitare dei terreni che a suo tempo furono dei campi di battaglia. La presente monografia è dedicata in particolare alla conquista spagnola delle isole Canarie tra il 1402 e il 1496.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 104 con numeros eillustrazioni b/n e 8 tavole a colori

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    I Cavalieri della Croce Nera

    18.00

    Pierluigi Romeo di Colloredo

    Tra gli ordini monastico-militari nati durante le Crociate l’Ordine dei Cavalieri dell’Ospedale della Casa di Santa Maria dei Teutonic iè, insieme a quello del Tempio, il più noto e meno compreso, vittima dei miti nazionalistici opposti di tedeschi e polacchi e russi. Furono i cavaluieri tetonici ad aprire alla Storia le terre dell’Europa settentrionale bagnate dal Baltico, con conseguenze che durano ancor oggi, cosi come i castelli, le fortezze e le città da loro costruite. Il presente volume contiene la prima traduzione mai effettuata in italiano dell’Ordensbuch, comprendente gli Statuti e la Regola dell’ordine Teutonico nella più antica versione nota, quella medio tedesca del 1264, documento fondamentale per comprendere la vera essenza dell’Ordine, insieme ad una approfondita analisi della storia dei teutonici e del ruolo svolto nella conquista e nell’evangelizzazione del Baltico dal XIII al XVI secolo.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 160

    Stampato nel 2009 da Associazione Italia

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    I cavalieri della Croce nera

    25.00

    Pierluigi  di Colloredo Mels

    Libro dedicato agli Ordini monastico-militari nati durante le Crociate l’Ordine dei Cavalieri dell’Ospedale della Casa di Santa Maria dei teutonici è, insieme a quello del Tempio, il più noto e il meno compreso, vittima dei miti nazionalistici opposti di tedeschi, polacchi e russi. Furono i cavalieri teutonici ad aprire alla Storia le terre dell’Europa settentrionale bagnate dal Baltico, con conseguenze che durano ancor oggi, così come i castelli, le fortezze e le città da loro costruiti.

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    I Normanni e la guerra. Persistenze nordico-boreali nella conquista del Meridione d’Italia (secc.XI-XII)

    17.00

    Cristian Guzzo

    ll presente volume raccoglie alcuni studi di storia militare normanna condotti nel corso degli ultimi quattro anni (…). La tesi centrale espressa fra queste pagine pertiene la non trascurabile influenza esercitata, sulla conquista normanna del Sud Italia, dalla componente etnico-culturale vichinga. (…) Non è possibile comprendere la conquista del Meridione d’Italia, da parte dei normanni, se si prescinde dall’impronta marcatamente scandinava della stessa. Nonostante parte della storiografia contemporanea abbia considerato tale interpretazione superata (…), risulta arduo negare che le dinamiche comportamentali di gruppo adottate nel nostro Mezzogiorno, rispecchiassero più l’anima vichinga, che quella franca. (…) Le saghe evidenziano il loro spirito di corpo; l’adesione a un gruppo culturale ed etnico specifico, costruito su quei valori tipicamente muscolari, peculiari di ogni società guerriera tradizionale. Il culto della forza e del valore nelle armi fra i normanni, riecheggia quello dei loro antenati, per quanto sia innegabile che costoro avessero modificato radicalmente i loro costumi, adeguandoli in buona parte a quelli franchi.

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    I padroni dell’acciaio

    29.00

    Gabriele Z. Campagnano

    I Padroni dell’Acciaio vuole raccontare le battaglie e le imprese di dieci soldati, condottieri e uomini d’arme del XV e XVI secolo attraverso monografie accurate e avvincenti e illustrazioni prestigiose (20 opere originali e oltre 30 mappe). I protagonisti del volume sono Giorgio Castriota Scanderbeg, Pier Gerlofs Donia, Pregianni de Bidoux, Ettore Fieramosca, Giovanni delle Bande Nere, Enrico V di Brunswick, Alberto Alcibiades, Jean de La Valette, Astorre Baglioni e Franz Schmidt. Oltre a una bibliografia generale commentata alla fine del volume, ogni monografia è dotata di una specifica bibliografia commentata.

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    I vichinghi in Italia. Dalla distruzione di Luni a Harald Hardrada

    29.00

    Pierluigi di Colloredo Mels

    Sui vichinghi esiste una vastissima letteratura, che copre ogni aspetto della vita e della storia dei popoli scandinavi dall’VIII al X secolo dopo Cristo. Meno conosciuto è il fatto che anche l’Italia venne toccata da guerrieri norreni: sia come pirati che come mercenari componenti la Guardia imperiale degli imperatori bizantini, i Variaghi. Dal sacco di Luni, Pisa e Fiesole ad opera dei Vichinghi di Hastein e Bjorn Ragnarsson nell’860- 861 alle imprese del futuro re di Norvegia Harald Hardrada e della Guardia Variega in Sicilia e nel Meridione, in questo libro per la prima volta viene narrata in modo storicamente e filologicamente impeccabile l’epopea italiana degli Uomini del Nord, il cui ricordo è sopravvissuto nelle saghe e nelle iscrizioni runiche, analizzando le testimonianze delle cronache e delle saghe medievali, le iscrizioni runiche sulle stele rinvenute i Svezia che menzionano la Puglia (Langobardia minor) e quelle sul leone del Pireo oggi a Venezia.

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    Il regno scomparso. Quando la Borgogna sfidò l’Europa

    30.00

    Bart Van Loo

    Un sogno lungo mille anni. Una sfida condotta nel cuore dell’Europa. Un miraggio infine svanito. Questo è stata la Borgogna dall’Alto Medioevo alle soglie dell’Età moderna. Un’idea, prima ancora che un territorio; una folle ambizione, non solo un progetto politico. Situate a cavallo del confine tra il regno di Francia e il Sacro Romano Impero, lungo i tratti inferiori del Reno, della Mosa e della Schelda, le terre borgognone, famose fin dal XII secolo per i loro vitigni pregiati, furono infatti testimoni di uno dei più straordinari e audaci tentativi di nation building, la costruzione cioè di un’entità politica e militare indipendente e autonoma dalle grandi potenze continentali. In un’Europa frammentata in una moltitudine di regni e di Stati regionali, nel corso di alcuni decenni i duchi borgognoni – da Filippo l’Ardito a Giovanni Senza Paura, da Filippo il Buono a Carlo il Temerario – seppero creare una patria comune per popolazioni di lingue, tradizioni e sentimenti diversi, dando vita a una nazione che al suo apice, tra la metà del XIV e la metà del XV secolo, si estendeva da Digione ad Amsterdam, dall’Alsazia al Mare del Nord. Una nazione incredibilmente prospera, grazie ai commerci internazionali e alle manifatture, con il suo reticolo di floride città votate alla libera impresa e al guadagno. Spavaldi, indocili, assetati di potere e di gloria, pronti a giocare un ruolo da protagonisti nei fragili equilibri e nelle alleanze incerte della guerra dei Cent’anni, i duchi di Borgogna rappresentarono una minaccia costante per le potenze europee, specialmente per quella francese

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    Il serraglio mantovano

    18.00

    Non si può parlare della storia di Mantova senza posare lo sguardo su quello che è stato, per secoli, il vero caposaldo della difesa militare della città, ovvero il Serraglio: un’ampia fetta di territorio chiuso fra il fiume Mincio, i laghi di Mantova e il fiume Po, con una linea di fortificazione ad ovest che da Curtatone correva fino a Borgoforte. Per secoli, quel territorio è stato allagato e prosciugato artificialmente, una straordinaria dimostrazione di come l’acqua potesse essere una grande arma militare e inghiottire letteralmente eserciti avversari; fu un vero e proprio simbolo di potenza del ducato gonzaghesco, un sistema difensivo che venne più volte attaccato e ripristinato, fino all’esaurimento della sua originaria funzione di difesa. Una storia per certi versi straordinaria, che oggi Carlo Parmigiani ci racconta a modo suo, dopo una ricerca meticolosa e archivistica con l’ausilio della generosa cartografia dell’epoca, geografica e militare, in cui il Serraglio venne sovente rappresentato e disegnato anche con notevoli risultati grafico-pittorici.

    Brossura 21 x 29,5 cm. pag. 159 con moltissime illustrazioni a colori

    Stampato nel 2010 da Sometti

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    Incastellamento medievale – Glossario medievale illustrato

    16.00

    L’incastellamento medievale consente di comprendere il naturale sviluppo delle architetture fortificate, dei borghi murati, delle città bastionate. Oggi è in atto il curioso ed intelligente turismo di “andar per castelli”, e questo volume risulta quanto mai utile e prezioso, per chi ama questo tipo di turismo, offrendogli una miniera di notizie generali e particolari. L’autore oltre a illustrare le vicende umane e militari che si svolgono attorno al luogo fortificato, spiega il significato delle parole che via via si incontrano nella descrizione del castello. Commento con corredo fotografico all’omonima mostra didattica itinerante su plastici. Contiene un Glossario medievale illustrato

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 136 con molte illustrazioni e foto b/n

    Stampato da Chiaramonte

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    Ingegno e Paura – Trenta secoli di fortificazioni in Italia Vol. II – Età medievale

    40.00

    In questo volume vengono esaminate le evoluzioni delle fortificazioni dal V al XIV secolo. Sotto il profilo storico si vive la massima proliferazione dei Comuni. Questa nuova realtà unitamente alle maggiori potenze di fuoco delle artiglierie, comporterà delle differenziazioni sostanziali rispetto alle mura feudali, differenze che l’autore evidenzia con l’ausilio di numerose planimetrie e riproduzioni fotografiche. Sui volumi editi dalle FFAA e’ applicato un rimborso delle spese di reperimento

    Rilegato, 25 x 28 cm. pag. 290 con circa 240 tra foto e illustrazioni a colori

    Stampato nel 2005 da Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito

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    Knights of Jerusalem

    21.00

    L’Ordine Ospedaliero di San Giovanni, uno dei più famosi ordini medioevali che parteciparono alle Crociate, temuto dai nemici e rispettato dagli amici per la loro abilità guerriera, è anche stato l’emblema di tutti i vizi e le virtù degli ordini militari che incrociarono le loro spade vicino al Santo Sepolcro. Questo libro esamina nel dettaglio lo stile di vita, l’esperienza e il ruolo militare di questi cavalieri dalla loro origine come movimento caritatevole fino alle loro ultime ore durante l’assedio di Malta. Il libro è completamente illustrato da fotografie di siti e reperti archeologici, piantine e riproduzione di celebri opere d’arte.

    Cartonato con sovracopertina 19 x 25 cm. pag. 224 interamente illustrate con disegni, cartine e foto b/n e colori

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2008 da Osprey

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    L’ organizzazione militare della Repubblica di Siena, 1524-1555

    20.00

    Jacopo Pessina

    Questo libro ricostruisce l’organizzazione militare della repubblica di Siena nel periodo compreso tra la cacciata del “tiranno” Fabio Petrucci nel 1524 e la conquista della città da parte dell’esercito asburgo-mediceo nel 1555. Tale ricostruzione presenta l’apparato bellico senese nella sua complessità, analizzando la gestione e il finanziamento di esercito e fortificazioni, i processi di reclutamento delle truppe e l’impiego di quest’ultime in combattimento. Il libro mette in luce l’organizzazione militare di un caso esemplare di second rank state durante le guerre d’Italia, un periodo di cambiamento radicale per l’arte bellica in Europa.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 316

    Stampato nel 2022 da Pisa University Press

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    L’assedio di Ancona 1173

    12.00

    Mauro Fiorentini

    In una fredda alba di primavera del 1173 Ancona si sveglia circondata per mare e per terra da forze ostili. È l’inizio di un durissimo assedio che durerà mesi, condotto da un’alleanza di eserciti filoimperiali guidati dal cancelliere tedesco Cristiano di Magonza. Grazie principalmente alla cronaca di Boncompagno da Signa oggi conosciamo le sofferenze, le tribolazioni e le paure vissute in quel remoto passato dai cittadini di Ancona, chiamati a difendere l’indipendenza della città nel quadro generale di un’epoca segnata dal conflitto tra i Comuni italiani ed il Sacro Romano Impero. In quest’opera vengono esaminate e descritte numerose fonti storiche e moderne, con lo scopo di prendere per mano i lettori e guidarli in maniera semplice e diretta attraverso alcune delle pagine più interessanti di tutto il medioevo Italiano

    Brossura, 20 x 29,5 cm. pag. 36 con alcune illustrazioni b/n + 4 pagine fuori testo con illustrazioni a colori

    Stampato nel 2021 da Chillemi

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    L’avventura sarda di Re Enzo von Hohenstaufen. Cavalieri teutonici e cavalieri templari nella Sardegna medievale

    10.00

    Massimo Falchi Delitala

    Nel contrasto fra Chiesa e Impero vennero coinvolti anche gli Ordini templare e teutonico: mentre il primo rimaneva un fidato alleato della Curia pontificia, nel XII e XIII secolo quello teutonico aveva preso parte, diventandone attore non secondario – specie in riferimento alla strategia imperiale in Italia -, nel conflitto tra il predominio politico del papato e quello dell’impero. In questo contesto l’Ordine teutonico si era inoltre inserito nelle vicende dinastiche dei giudicati sardi, sostenendo, anche militarmente, la politica antipapale di Federico II che, nominando il proprio figlio naturale Enzo quale re di Sardegna, intendeva riportare l’Isola nell’alveo imperiale. Iniziativa con evidente risvolto politico che collideva con le mire e gli interessi del papato, e che perciò non poteva lasciare indifferenti o neutrali i templari, che di questo erano considerati il braccio armato. Inoltre, durante il medioevo, nell’Isola esistevano quattro stati nazionali (giudicati), retti da un sovrano non necessariamente ereditario (giudice): la peculiare conformazione istituzionale di questi stati imponeva perciò forme peculiari di presenza nell’Isola di re Enzo e dei teutonici del suo seguito. Per questo motivo i templari non potevano, a loro volta, che assecondare gli interessi pontifici volti a estendere l’influenza del papato sull’Isola, entrando in contrasto con quelli filo imperiali dei teutonici che, viceversa assicuravano il loro sostegno al giovane re Enzo von Hohenstaufen.

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    L’Ordine di San Lazzaro nei Giudicati sardi. Cavalieri lebbrosi e cavalieri templari nella Sardegna medievale

    12.00

    L’odine di San Lazzaro sorse in Terrasanta al tempo delle crociate  e oltre alla funzione militare e religiosa ebbe anche quella di curare, con conoscenze e mezzi del tempo, la terribile malattia della lebbra. I cavalieri lazzariti avevano la duplice veste di poveri lebbrosi destinati a una morte lenta e dolorosa, al pari di coloro che curavano, e temuti guerrieri che non temevano la morte, disposti a morire in battaglia, sinché il male concedeva loro di portare le armi. Come altri ordini militari e religiosi, specie dopo la perdita degli ultimi avamposti in Oriente, anche quello lazzarita estese la propria presenza fino alla Sardegna, quando la lebbra si diffuse anche in Europa e nell’isola, a causa dei crociati e dei pellegrini di ritorno dai Luoghi Santi

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    La battaglia di Anghiari 1440 – Dai condottieri a Leonardo

    29.00

    Il 29 Giugno 1440, giorno di San Pietro, gli eserciti di Firenze e di Milano, guidati da Michelotto Attendolo e Giampaolo Orsini e da Niccolò Piccinino, si fronteggiarono nella pianura sotto Anghiari (indicata ancora adesso come “Piana della Battaglia”). Lo scontro si concluse al termine della giornata con la vittoria dei Fiorentini. La battaglia di Anghiari fu cruciale nella storia non solo della Toscana ma di tutta l’Italia del Rinascimento, e per la civiltà europea: quando il Duca di Milano abbandonò i territori in seguito alla sua sconfitta, Firenze e Cosimo de’Medici poterono approfittare della situazione per stabilizzare il proprio potere ed il proprio dominio sull’area. Questa fu considerata una delle vittorie definitive per Firenze che consolidò il proprio potere sulla Toscana, arrestando per sempre l’espansionismo visconteo verso l’Italia centrale, e ponendo le basi per la diffusione della cultura umanistica che dalla città gigliata sotto la protezione della Signoria Medicea si irradierà in tutta Europa, mentre Milano resterà per sempre confinata nella sua pianura, iniziando la propria decadenza che meno di un secolo dopo vedrà la fine dell’indipendenza ambrosiana, sotto i francesi prima, e poi sotto gli Asburgo.

    Brossura, 17,3 x 25,4 cm. pag. 86 con illustrazioni a colori e b/n

    Stampato nel 2019 da Soldiershop

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    La battaglia di capo Colonna 982 – La sfida dell’impero all’Islam

    20.00

    La battaglia di Capo Colonna (conosciuta anche come battaglia di Stilo) fu combattuta nelle giornate del 13 o 14 luglio 982 nella zona prossima a Crotone, in Calabria, tra le forze dell’imperatore Ottone II ed i suoi alleati del nord, i Longobardi, da un lato, e, dall’altro, quelle di Abu l-Qasim Ali, Emiro di Sicilia della dinastia dei Kalbiti. Alcune fonti affermano che i musulmani sarebbero stati aiutati dai bizantini stanziati da tempo nell’Italia del Sud, in rappresaglia per l’invasione della provincia dell’Apulia da parte di Otto, ma non ci sono conferme a questa storica accusa. Peruffo nella sua approfondita analisi storica pone fine ad una lacuna che vedeva sostanzialmente ignorata questa grande importante battaglia del primo evo.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 68 con numerose illustrazioni a colori

    Stampato nel 2016 da Soldiershop

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    La battaglia di Desio 1277 – L’ascesa dei Visconti e la sconfitta dei Torriani

    25.00

    Era una fredda notte del 21 gennaio 1277 quando una folta schiera d’armati, sui cui stendardi garriva la biscia viscontea, faceva inaspettatamente irruzione all’interno della cerchia murata del villaggio fortificato di Desio. A guidare gli incursori vi era l’arcivescovo di Milano Ottone Visconti, deciso a chiudere definitivamente la partita con i guelfi Torriani, signori, fino a quel momento, di Milano. Sebbene la battaglia si risolvesse in una serie di violenti scontri lungo le vie e le piazze cittadine, senza avere un preciso andamento tattico, la contesa notturna vedrà, una volta per tutte, il trionfo del partito ghibellino guidato dall’alto prelato milanese. Quest’ultima fazione era, fino alla battaglia di Desio, il partito più debole nella lotta, reduce da diverse sconfitte subite precedentemente e con un seguito limitato a un gruppo di fuoriusciti ghibellini. Lo scontro non era solo tra guelfi e ghibellini fuoriusciti ma, soprattutto, tra due famiglie: i Visconti e i Della Torre, o Torriani. In una circostanza in cui la fazione ghibellina, filo-imperiale, era guidata da un alto prelato, l’arcivescovo di Milano, contraddicendo il preconcetto secondo cui i guelfi fossero sempre legati alla curia papale mentre i ghibellini dei laici anticlericali. In realtà le lotte tra guelfi e ghibellini, di quegli anni, non prescindevano dalle complesse situazioni locali di lotte intestine tra famiglie per il potere. A ciò si deve aggiungere come la zona di Milano fosse ormai da molti anni terra di rifugio per eretici e predicatori di ogni sorta che non potevano far altro che arroventare ancor di più il clima di quel periodo, in cui, Milano, stava passando dalle libere magistrature comunali alla Signoria.

    Brossura, 18 x 25,3 cm. pag. 84 con numerose illustrazioni e foto a colori

    Stampato nel 2019 da Soldiershop

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    La battaglia di Itri

    10.00

    Paolo Manzi

    Il libro descrive, in una sintesi documentata, le vicende di un periodo storico e precisamente 1338-1348, del Lazio meridionale, cioè di Terracina, Fondi, Itri, Gaeta, Minturno e Sessa Aurunca. Pochi storici si sono occupati delle vicende travagliate e tragiche di quel periodo poco conosciuto. La figura principale è il Conte di Fondi Nicolò Caetani e le sue movimentate vicende. Il punto focale del libro è la “Battaglia di Itri”, in cui l’esercito del Conte prevale sull’esercito della Regina di Napoli. Nelle turbinose e confuse vicende sono coinvolti altre figure storiche tra cui il Papa, Cola di Rienzo e il Re d’Ungheria. Ma la peste nera si diffonde con i suoi effetti in tutta Europa: la storia si interrompe in modo tragico e il mondo che sopravvive cambia tutto.

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    La battaglia dimenticata – Monte Celio 12 aprile 1498

    25.00

    Scrive Michael Mallet, il maggiore storico europeo della situazione militare italiana del Rinascimento, nel suo fondamentale studio sulla guerra nel Rinascimento italiano: Uno dei principali interlocutori della discussione umanistica che costituisce la cornice dell’Arte della Guerra di Machiavelli è Fabrizio Colonna. Il Colonna a suo tempo fu uno dei più illustri comandanti militari e uno dei principali autori della vittoria definitiva che la Spagna riportò nelle guerre d’Italia. Il medesimo autore poche pagine prima aveva affermato che il condottiero umbro Bartolomeo d’Alviano, capitano generale della Repubblica di Venezia, dopo aver sconfitto le truppe dell’imperatore Massimiliano I d’Austria nel 1508, aveva riportata una vittoria tale che aveva innalzata la fama del d’Alviano all’altezza dei fratelli (Prospero e Pompeo) Colonna e di Gian Giacomo Trivulzio (…). I condottieri ora nominati furono reputati tra i migliori del loro tempo. Eccettuato il Trivulzio, Fabrizio, Prospero, Pompeo Colonna e Bartolomeo d’Alviano avevano in comune l’aver combattuto nella battaglia tra Colonnesi e Orsini sotto Monte Celio il 12 aprile 1498. Oltre a loro vi si erano distinti condottieri come Antonello Savelli – che morì per le conseguenze delle ferite riportate nei combattimenti – Francesco Orsini duca di Gravina, che sarà strangolato da Cesare Borgia a Senigallia nel 1503 insieme a Paolo Orsini, Vitellozzo Vitelli e Olivierotto da Fermo.

    Brossura, 18 x 25,5 cm. pag. 80 con illustrazioni a colori e b/n

    Stampato nel 2016 da Soldiershop

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    La carta de Logu del regno di Arborea. Traduzione libera e commento storico

    29.40

    Francesco Cesare Casula            Prezzo di copertina: 42.00 euro (sconto 30%)

    L’importante corpo di leggi, legato all’illuminata opera giuridico-amministrativa di Eleonora d’Arborea, compare qui nella versione originale sarda con traduzione italiana a fronte e commento storico.

    Rilegato, 19,5 x 26 cm. pag. 298 con alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel da Carlo Delfino Editore

    Condizioni del libro: leggerissimo colpo nella copertina in basso a destra

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    La conquista del Nord – I Vichinghi nell’Arcipelago Britannico

    20.00

    La maggior parte dei saggi storici sui Vichinghi prende in esame la loro conquista e influenza solo su una piccola parte dell’intera regione che comprende Gran Bretagna e Irlanda. E pochi studiosi hanno finora concentrato la propria attenzione sul contatto continuo fra Inghilterra e Scandinavia anche nel periodo successivo alla Conquista Normanna del 1066. Questo libro mira a offrire un approccio alternativo, presentando una storia dell’Epoca Vichinga che consideri l’intera area dell’Arcipelago Britannico, prima e dopo il fatidico anno generalmente considerato come “spartiacque”. Tradizionalmente ritratti come barbari brutali, salpati dalle terre scandinave a bordo delle loro caratteristiche imbarcazioni per depredare e saccheggiare molte regioni del Nord, i Vichinghi ci appaiono qui in un quadro meno drammatico ma ancor più affascinante, che rivela i notevoli progressi economici e sociali da loro apportati, fondamentali nel delineare la storia politica delle isole britanniche.

    Brossura, 15,5 x 21 cm. pag. 271 con varie illustrazioni b/n

    Stampato nel 2014 da Odoya

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    La grande battaglia di Brescia del 1401

    24.99

    Raffaele Piero Galli – Andrea Caccaveri – Alberto Fossadri

    La grande battaglia di Brescia del 1401, con conclusione a Nave (BS), fu un fondamentale evento storico, poco noto e di grande importanza, in quanto muto gli asseti geopolitici dell’epoca, in particolar modo nell’Italia settentrionale e centrale.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 170 con varie foto e illustrazioni a colori

    Stampato nel 2023 da Agnetti

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    La guerra d’acqua dolce. Navi e conflitti medievali nell’Italia settentrionale

    24.00

    Fabio Romanoni

    Fiumi, laghi e canali dell’Italia settentrionale sono stati nei secoli fondamentali per sviluppare comunicazioni e commerci. E benché siano spesso confini per popoli e nazioni, ancor più rilevante è la loro funzione di ponte: le acque, in tempo di pace, uniscono, non dividono. Durante le guerre medievali furono però teatro di furiosi scontri, vie privilegiate per spostare eserciti, macchine da guerra, artiglierie, prigionieri e bottini, e portare devastazione, assediare città e luoghi fortificati. La presenza di una flotta per decidere l’esito di un conflitto poteva essere tale da intraprendere anche una colossale impresa come quella portata a termine dalla Serenissima tra il 1438 e il 1439: il trasporto di grandi galee, e numerose altre imbarcazioni dall’Adda al Garda attraverso valli e montagne. Il libro racconterà i conflitti sulle acque interne del nord Italia nel medioevo, le tipologie di navi utilizzate durante gli scontri, i modi in cui avveniva la navigazione, per giungere infine a prendere in esame le modalità d’impiego e di combattimento delle flotte fluviali nelle battaglie rimaste nella storia

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    La guerra dei cent’anni – La nascita dell’Europa moderna da Edoardo III a Giovanna d’Arco

    28.00

    La Guerra dei cent’anni, ultima tappa della lotta fra Plantageneti e monarchia francese, impegnò Francia e Inghilterra in un conflitto che si prolungò per oltre un secolo (1339-1453). In una situazione economica disastrosa, la popolazione francese venne colpita da peste e carestia e, fra tregue e periodi di pace più o meno lunghi, da invasioni, saccheggi e devastazioni. Alla lite dinastica tra Edoardo III d’Inghilterra e Filippo VI di Valois, pretendenti al trono di Francia, seguì una guerra civile fra Borgognoni e Armagnacchi e una serie di orribili massacri. Ma dopo l’occupazione di Parigi e l’assedio di Orléans, la riscossa francese assunse le vesti di Giovanna d’Arco, conducendo all’incoronazione di Carlo VII e alla rioccupazione del territorio perduto. L’intricato quadro storico viene messo a fuoco da alcuni dei più grandi storici francesi, dalla ricostruzione del duca di Lévis Mirepoix alla testimonianza di Jean Froissart e di Gerard Walter, è il conflitto individuato come momento conclusivo del Medioevo europeo e preludio alla nascita delle moderne nazioni di Francia e Gran Bretagna.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 488

    Stampato nel 2016 da Res Gestae

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    La Marina della Repubblica di Venezia dalle origini alla fine del Medio Evo. Studio sull’opera di Martin da Canal

    25.00

    Danilo Pagliaro

    I Veneziani hanno colonizzato delle isole e degli isolotti nel bel mezzo di una laguna, ma come facevano per spostarsi fra le isole, all’interno della laguna stessa? Con delle imbarcazioni, evidentemente, ma di che tipo? Chi le costruiva? Come?  Dove erano costruite queste barche? A parte le domande riguardo le differenze fra le imbarcazioni utilizzate per la vita di tutti i giorni nelle acque interne, sicure e poco profonde e le navi impiegate per il commercio e nella marina da guerra, che solcavano il Mediterraneo e che partivano anche nell’oceano Atlantico verso i porti inglesi ed olandesi, questo libro vuole dare delle risposte a tutta una serie di domande che l’autore si è posto in quanto veneziano ed in quanto soldato professionista.

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    Le armate di Dio. Templari, ospitalieri e teutonici in Terra Santa

    14.00

    Giuseppe Ligato

    Destinati a segnare le sorti del proprio tempo, gli Ordini militari compaiono in Terra Santa nel XII secolo, per difendere i possedimenti dei latini durante le crociate e assistere i pellegrini. Tra le formazioni principali spiccano i cavalieri del Tempio, meglio noti come templari, i cavalieri di san Giovanni detti anche ospitalieri e i cavalieri teutonici. Ma perché nacquero e come acquisirono potere e ricchezza? In parte monaci e in parte guerrieri, questi milites Christi sconvolsero l’ordinamento etico-morale della Cristianità latina, rappresentando una straordinaria novità militare per una società, come quella medievale, che in nome della Guerra Santa seppe riunire uomini di preghiera e uomini d’armi. Questo libro indaga la storia, la struttura e la formazione dei principali Ordini religioso-militari, confrontando sistemi di potere, missioni e costumi, e restituendo, al di là delle leggende e delle fantasie popolari, la vera storia delle armate di Dio.

    Brossura, 13 x 20 cm. pag. 160 con alcune illustrazioni e mappe b/n

    Stampato nel 2020 da Salerno Editrice

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    Le armi dei Templari. Armi, uniformi e insegne dei monaci-cavalieri secondo la Regola dell’Ordine del Tempio

    15.00

    La Regola è senza dubbio la migliore fonte per conoscere a fondo l’Ordine del Tempio, soprattutto per meglio comprendere la sua duplice anima di organizzazione monastica e di struttura militare. Ecco quindi che nella Regola, insieme a preghiere, astinenze e digiuni, sono specificate anche le armi che ogni templare, cavaliere o sergente, riceve in dotazione, senza averne però la proprietà, per il principio di povertà individuale che è alla base dell’Ordine stesso; come pena accessoria di colpe commesse è previsto anche il divieto di toccare le proprie armi per il periodo della punizione.

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    Le battaglie del Barbarossa. Da Carcano a Legnano

    27.00

    Alberto Peruffo

    La quinta discesa in Italia del Barbarossa nel 1174 fu sicuramente quella più importante fatta dall’imperatore. I risultati della guerra che portò alla battaglia di Legnano furono pieni di conseguenze per la successiva storia dell’impero e del regno d’Italia. I comandanti, gli opposti eserciti: gli eserciti comunali e quelli imperiali, le loro strategie, organizzazione, reclutamento, armamento. Lo studio delle due più importanti battaglie della campagna quella di Carcano e quella assai più nota di Legnano. Lo scontro fu cruciale nella lunga guerra intrapresa dal Sacro Romano Impero per tentare di affermare il suo potere sui comuni dell’Italia settentrionale che decisero di mettere da parte le reciproche rivalità alleandosi in un’unione militare guidata simbolicamente da papa Alessandro III, la Lega Lombarda.

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    Le crociate del Nord – Il Baltico e la frontiera cattolica (1100-1525)

    14.00

    Se le crociate in Terra Santa sono universalmente note, poco conosciute sono invece le crociate del Nord-Europa, condotte con successo tra il XII e il XVI secolo per convertire i territori dell’area baltica. I cavalieri teutonici che ne furono protagonisti spinsero avanti la frontiera cattolica conquistando e cristiaizzando vaste regioni, dalla Finlandia all’Estonia, alla Prussia, alla Lituania, alla Russia. L’espansione dei potentati feudali della Germania settentrionale e dei sovrani scandinavi verso le provincie baltiche, mascherò, sotto il pretesto della conversione delle popolazioni pagane e ortodosse, aggressive mire colonialistiche.

    Brossura 13,50 x 21 cm. pag. 346

    Stampato nel 2008 da Il Mulino

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