Gli ultimi re di Sparta 309-146 A. C.

Martine Chantal Fantuzzi

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    Gli ultimi re di Sparta 309-146 A. C.

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    Martine Chantal Fantuzzi

    Quale fu la fine di Sparta? Reggendosi sulla diarchia degli Agiadi e degli Europontidi, Sparta aveva compiuto le sue più celebri imprese; ma sul finire del III secolo, passioni e tradimenti avevano leso alla radice l’alleanza tra le stirpi, principiandone l’inesorabile, distruttivo e conflagrante epilogo.Questo saggio ricostruisce le vicende degli ultimi re di Sparta, personalità complesse e controverse, attraverso una minuziosa indagine di fonti antiche, tra cui Polibio, Plutarco, Livio e Pausania.Il periodo preso in considerazione si dilata dal 309 a.C. al 146 a.C., ovvero dalla salita al trono Agiade di Sparta di re Areo I – passando per l’assedio di Sparta da parte del re dell’Epiro Pirro e dello stesso Spartiata Cleonimo del 272, per le riforme di re Agide IV e Cleomene III, per la fatale battaglie di Sellasia del 222 – e giungendo alle battaglie di Pidna (168) e di Corinto (146), con la successiva consacrazione del dominio romano su tutta la Grecia. Martine Chantal Fantuzzi conduce una serrata ricostruzione storica, attraverso circa due secoli, dell’epopea finale di Sparta nell’ellenismo.Perdendo l’equilibrio della diarchia, guidata da re e tiranni, nocchieri nella tempesta tra Macedoni, Achei e Romani, il regno di Sparta si autodistrusse, mantenendo, tuttavia, intatta la propria reputazione di altissimo e strenuo valore, al punto da non aver mai permesso ai nemici di venir conquistato.

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    L’ultimo limes. Vol. 1. Il trionfo di Traiano l’imperatore-soldato

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    Martine Chantal Fantuzzi

    Il trionfo di Traiano l’imperatore-soldato La prima impresa estera militare che Traiano intraprese, nel 101 d.C., fu quella di conquistare la Dacia per porre fine all’erogazione dei fondi che Roma si vedeva costretta a versare annualmente, in nome di una fragile alleanza stipulata nell’89 da Domiziano con Decebalo, il rei dei Daci, il quale, nonostante i finanziamenti stava presumibilmente arruolando un esercito in funzione antiromana. Traiano decise così di conquistare la Dacia per azzerare un rischio che l’Impero, nel massimo della sua espansione, non poteva più permettersi di temere. L’operazione militare condotta da Traiano non fu solo motivata dalle ricchezze del territorio dacico, ma anche e soprattutto dalla necessità di debellare un serio pericolo per la sicurezza dell’Impero. Le guerre di Dacia si fecero, in due riprese, dal 101 al 106 d.C., e si conclusero con l’annessione della provincia romana di Dacia all’Impero, e con l’estensione dell’Impero stesso al suo ultimo limes

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