Fortezze "alla moderna" e ingegneri militari del ducato sabaudo

Incuneato in territori altrui, il Ducato sabaudo è teatro delle guerre tra Francia e Spagna, entrambe desiderose di entrarne in possesso. Sin dal momento in cui si accinge a ricostruire lo stato, Emanuele Filiberto decide di fortificarlo secondo le tecniche più aggiornate. Per la fama acquisita con la vittoria di San Quintino, il Duca si può permettere di chiamare al suo servizio i migliori progettisti militari esistenti in Europa, esperti in fortificazioni bastionate ‘alla moderna'. Ciò consente di formare presso la corte torinese una scuola di avanguardia, con notevole anticipo rispetto ad altre realtà europee. Vi appartengono infatti personaggi di chiara fama, da Francesco Paciotto (autore di quella cittadella torinese che diverrà un modello internazionale) a Ferrante Vitelli (la cui fama indurrà Venezia a chiederne l'opera per la fortezza di Corfù), agli estensori di fondamentali trattati sulle difese militari come i lombardi Gabrio Busca, Federico Ghislieri e Giacomo Soldati. Sul finire del secolo XVI ritroviamo poi Ercole Negr. A questa prima generazione di stranieri, ‘imprestati' al ducato, segue alla metà del Seicento quella degli ingegneri militari piemontesi, tra i quali emergono altri grandi nomi: Carlo di Castellamonte, Carlo Morello (e più tardi il figlio Michel Angelo) e Pietro Arduzzi, autore di progetti di inaudita grandiosità. Dall'opera di questi e altri tecnici, che all'esperienza edificatoria abbinano quella prettamente militare come comandanti di eserciti, nascono fortezze isolate e cinte urbane bastionate estremamente duttili che, dovendosi adattare a siti montuosi o collinari, creano tipologie architettoniche inedite, mediate tra i modelli ideali rinascimentali e la realtà dei luoghi. Il ricchissimo e in gran parte inedito apparato iconografico consente di verificare l'eccellenza delle opere progettate o realizzate, che posero il piccolo Ducato dei Savoia all'apice della cultura militare europea.


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Prezzo di vendita: 75,00 €
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Descrizione

Micaela Viglino Davico (a cura di)

Incuneato in territori altrui, il Ducato sabaudo è teatro delle guerre tra Francia e Spagna, entrambe desiderose di entrarne in possesso. Sin dal momento in cui si accinge a ricostruire lo stato, Emanuele Filiberto decide di fortificarlo secondo le tecniche più aggiornate. Per la fama acquisita con la vittoria di San Quintino, il Duca si può permettere di chiamare al suo servizio i migliori progettisti militari esistenti in Europa, esperti in fortificazioni bastionate ‘alla moderna'. Ciò consente di formare presso la corte torinese una scuola di avanguardia, con notevole anticipo rispetto ad altre realtà europee. Vi appartengono infatti personaggi di chiara fama, da Francesco Paciotto (autore di quella cittadella torinese che diverrà un modello internazionale) a Ferrante Vitelli (la cui fama indurrà Venezia a chiederne l'opera per la fortezza di Corfù), agli estensori di fondamentali trattati sulle difese militari come i lombardi Gabrio Busca, Federico Ghislieri e Giacomo Soldati. Sul finire del secolo XVI ritroviamo poi Ercole Negr. A questa prima generazione di stranieri, ‘imprestati' al ducato, segue alla metà del Seicento quella degli ingegneri militari piemontesi, tra i quali emergono altri grandi nomi: Carlo di Castellamonte, Carlo Morello (e più tardi il figlio Michel Angelo) e Pietro Arduzzi, autore di progetti di inaudita grandiosità.  Dall'opera di questi e altri tecnici, che all'esperienza edificatoria abbinano quella prettamente militare come comandanti di eserciti, nascono fortezze isolate e cinte urbane bastionate estremamente duttili che, dovendosi adattare a siti montuosi o collinari, creano tipologie architettoniche inedite, mediate tra i modelli ideali rinascimentali e la realtà dei luoghi. Il ricchissimo e in gran parte inedito apparato iconografico consente di verificare l'eccellenza delle opere progettate o realizzate, che posero il piccolo Ducato dei Savoia all'apice della cultura militare europea.

Rilegato con sovracopertina, 24 x 33 cm. pag. 605 con circa 600 illustrazioni a colori e b/n

Stampato nel 2005 da Celid

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