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Il corpo trafugato di Alessandro Magno e il destino della corazza d'oro

Leggendo Dione Cassio, a proposito del viaggio compiuto ad Alessandria d'Egitto dall'Imperatore Adriano, si può constatatare come l'Imperratore romano più "ellenista" di tutta la storia di Roma, non fosse andato a rendere omaggio alla tomba di Alessandro Magno, così come avevano fatto molti e altrettanto insigni personaggi. Adriano era colui il quale "doveva" per appartenenza e vicinanza culturale, visitare il sepolcro del grande generale macedone, eppure, non solo non esiste traccia di questo evento, ma addirittura viene invece citata con sufficente dettaglio, la visita effettuata dall'Imperatore ad un altro sepolcro, quello di Pompeo in Alessandria. Si può ipotizzare che l'Imperatore Adriano no si recò a visitare il sepolcro di Alessandro Magno perchè era a conoscenza del fatto che, il corpo dell'eroe greco, non si trovava più in quei luoghi!!!

Brossura, 17 x 24 cm. pag. 250 con numerose foto e illustrazioni b/n

Stampato nel 2019 In Proprio
alessandro

Prezzo:
Prezzo di vendita: 26,00 €
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Descrizione

Silvano Mattesini

Leggendo Dione Cassio, a proposito del viaggio compiuto ad Alessandria d'Egitto dall'Imperatore Adriano, si può constatatare come l'Imperratore romano più "ellenista" di tutta la storia di Roma, non fosse andato a rendere omaggio alla tomba di Alessandro Magno, così come avevano fatto molti e altrettanto insigni personaggi. Adriano era colui il quale "doveva" per appartenenza e vicinanza culturale, visitare il sepolcro del grande generale macedone, eppure, non solo non esiste traccia di questo evento, ma addirittura viene invece citata con sufficente dettaglio, la visita effettuata dall'Imperatore ad un altro sepolcro, quello di Pompeo in Alessandria. Si può ipotizzare che l'Imperatore Adriano no si recò a visitare il sepolcro di Alessandro Magno perchè era a conoscenza del fatto che, il corpo dell'eroe greco, non si trovava più in quei luoghi!!!

Brossura, 17 x 24 cm. pag. 250 con numerose foto e illustrazioni b/n

Stampato nel 2019 In Proprio

 

 

 

Il Portogallo nelle Guerre d'Oltremare - Dottrina operativa e operazioni di controinsurrezione in Africa (1961-1974)

 

 

 Questo libro, scritto dal Prof. John P. Cann, il più grande esperto nordamericano del metodo portoghese di contrasto alla Guerra Subversiva è un testo inedito in Italia. Pubblicato negli USA nel 1997, rappresenta ancora oggi un libro imperdibile per gli analisti italiani di Counterinsurgency (COIN) e, più in generale, per gli studiosi delle tecniche di soppressione delle forme di sovversione politica e militare.
Il merito del Professore Cann non è solo quello di aver voluto interpretare i fatti descritti dal punto di vista dei militari che concepirono e realizzarono l'approccio portoghese al COIN, ma è soprattutto quello di aver voluto analizzare una esperienza militare tatticamente vincente, ma spesso ignorata dagli storici e dagli esperti di Controinsorgenza.
Infatti, nonostante fosse diplomaticamente isolato ed economicamente limitato, il Portogallo riuscì con uno sforzo logistico impressionante, a condurre e a vincere contemporaneamente, per più di dieci anni, tre operazioni di Counterinsurgency in tre Teatri Operativi differenti: Angola (1961-1974), Guinea Bissau (1963-1974) e Mozambico (1964-1974). Una capacità che ha equivalenti storici solamente nella efficenza delle legioni romane ai tempi dell'Impero dei Cesari.
Un libro, inoltre, che nella sua versione italiana è arricchito, proprio per il nostro pubblico, da una inedita introduzione dell'autore il quale fornisce ulteriori spunti di riflessione su cosa rappresentò allora, in termini di innovazioni dottrinali, l'approccio portoghese alla Controinsorgenza

 

 

Le SS del Toson d'Oro - Volontari valloni e fiamminghi nelle Waffen-SS

 

 

 

 

 "Le SS del Toson d'Oro", scritto da Saint Loup nel 1975, è un libro dedicato ai volontari valloni e fiamminghi che combatterono nelle Waffen SS durante l'ultimo conflitto mondiale. Il ritmo incalzante della narrazione accompagna il lettore tra i combattimenti sul fronte russo descrivendo in modo vivido i sentimenti, le idee e le opinioni dei protagonisti di quei giorni drammatici. Emergono così, come in un'opera wagneriana, gli ultimi cavalieri del Toson d'Oro. Ovvero, i detentori della Croce di Ferro di prima classe. I quali rappresentarono per l'autore una nuova aristocrazia guerriera, sorta dai campi di battaglia, che intendeva ricreare un Medioevo rivisitato in chiave moderna sotto le insegne del Terzo Reich.

 

 

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