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Il «lupo» va alla guerra - Memorie di un marò: dalla Decima Mas alla Legione Straniera

«I sette marciarono in fila nel deserto sotto un sole cocente verso la costa di Cap Matifou, dove le onde colpivano le rocce con grandiosi spruzzi. Di notte, la luna grigia splendeva sull'immobilità dei corpi esausti. Davanti all'azzurro della baia, al bianco della città di Algeri, Francesco sognò la libertà» - Con la resa della Decima Mas del comandante Junio Valerio Borghese, Francesco Olivieri, giovane marò del battaglione "Lupo", comincia un'odissea che lo porterà nei campi di prigionia inglesi in Algeria. Al ritorno in patria lo aspetta il destino dei vinti: emarginato e senza lavoro, decide di arruolarsi nella Legione Straniera. Ed è di nuovo guerra: prima in Indocina, poi in Algeria. Come in una sorta di dannazione, si trova di nuovo dalla parte degli sconfitti con l'unica consapevolezza di aver salvato l'onore e di non aver rinunciato ai propri ideali.

Brossura, 14 x 21 cm. pag. 310 + 6 pagine fuori testo con foto b/n

Stampato nel 2018 da Mursia
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Prezzo:
Prezzo di vendita: 18,00 €
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Descrizione

Franco Grazioli

«I sette marciarono in fila nel deserto sotto un sole cocente verso la costa di Cap Matifou, dove le onde colpivano le rocce con grandiosi spruzzi. Di notte, la luna grigia splendeva sull'immobilità dei corpi esausti. Davanti all'azzurro della baia, al bianco della città di Algeri, Francesco sognò la libertà» - Con la resa della Decima Mas del comandante Junio Valerio Borghese, Francesco Olivieri, giovane marò del battaglione "Lupo", comincia un'odissea che lo porterà nei campi di prigionia inglesi in Algeria. Al ritorno in patria lo aspetta il destino dei vinti: emarginato e senza lavoro, decide di arruolarsi nella Legione Straniera. Ed è di nuovo guerra: prima in Indocina, poi in Algeria. Come in una sorta di dannazione, si trova di nuovo dalla parte degli sconfitti con l'unica consapevolezza di aver salvato l'onore e di non aver rinunciato ai propri ideali.

Brossura, 14 x 21 cm. pag. 310 + 6 pagine fuori testo con foto b/n

Stampato nel 2018 da Mursia

 

 

Il Portogallo nelle Guerre d'Oltremare - Dottrina operativa e operazioni di controinsurrezione in Africa (1961-1974)

 

 

 Questo libro, scritto dal Prof. John P. Cann, il più grande esperto nordamericano del metodo portoghese di contrasto alla Guerra Subversiva è un testo inedito in Italia. Pubblicato negli USA nel 1997, rappresenta ancora oggi un libro imperdibile per gli analisti italiani di Counterinsurgency (COIN) e, più in generale, per gli studiosi delle tecniche di soppressione delle forme di sovversione politica e militare.
Il merito del Professore Cann non è solo quello di aver voluto interpretare i fatti descritti dal punto di vista dei militari che concepirono e realizzarono l'approccio portoghese al COIN, ma è soprattutto quello di aver voluto analizzare una esperienza militare tatticamente vincente, ma spesso ignorata dagli storici e dagli esperti di Controinsorgenza.
Infatti, nonostante fosse diplomaticamente isolato ed economicamente limitato, il Portogallo riuscì con uno sforzo logistico impressionante, a condurre e a vincere contemporaneamente, per più di dieci anni, tre operazioni di Counterinsurgency in tre Teatri Operativi differenti: Angola (1961-1974), Guinea Bissau (1963-1974) e Monzambico (1964-1974). Una capacità che ha equivalenti storici solamente nella efficenza delle legioni romane ai tempi dell'Impero dei Cesari.
Un libro, inoltre, che nella sua versione italiana è arricchito, proprio per il nostro pubblico, da una inedita introduzione dell'autore il quale fornisce ulteriori spunti di riflessione su cosa rappresentò allora, in termini di innovazioni dottrinali, l'approccio portoghese alla Controinsorgenza

 

Spetsnaz e Corpi Paramilitari dei Servizi di Sicurezza Russi. Il Contro-Terrorismo sui Campi di Battaglia

 Alfa, Vympel, Vityaz, Rus, SOBR, OMON... nomi e sigle dietro i quali si celano soldati "speciali", gli spetsnaz appunto, un tempo alle dipendenze del KGB ed oggi strumenti operativi del FSB e del SVR. Ad essi si affiancano le forze d'élite del Ministero degli Interni (VV MVD), del Servizio Penitenziario Federale (FSIN) e del Servizio per il Controllo del Narcotraffico (FSKN), confluite nei neo-pretoriani di Putin della Guardia Nazionale Russa. Oggi, che il terrorismo globale, assurge a protagonista quotidiano della cronaca di numerosi Paesi, il ruolo delle forze speciali deputate a combatterlo è sempre più evidente, pur restando avvolte da un necessario velo di mistero mirato a garantirne la sicurezza. Non possiamo, né vogliamo, dimenticare quanto è accaduto al teatro Dubrovka di Mosca o alla scuola n. 1 di Belsan in Ossezia, dove i team dell'antiterrorismo del Cremlino hanno dimostrato le loro capacità (e i loro limiti!) adottando procedure tecnico-tattiche distanti da quelle che si riescono a concepire in Occidente. Questo libro è il risultato di un lavoro di ricerca molto accurato e meticoloso, durato oltre quindici anni e svolto pressoché esclusivamente su testi in lingua inglese e russa. In esso si racconta chi sono questi uomini, come si addestrano, come agiscono e dove la storia li ha visti protagonisti: dall'Afghanistan, alla Cecenia, dai Paesi Baltici, al Caucaso, dove hanno condotto decine di operazioni antiterrorismo e dove, in numerose occasioni, hanno anche agito come veri e propri reparti d'assalto, accanto alle unità regolari delle Forze Armate russe, nei diversi conflitti del passato e del presente

 

 

 

 

      

 

 

 

 




  

 

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