Ragazzi di zinco - Romanzo

Una intera generazione di giovani con le loro madri, sorelle e spose, insieme a medici e insegnanti, impiegati, infermieri, ufficiali e comandanti ha dato il proprio spaventoso tributo a quello che in Unione Sovietica dall'inizio degli anni Ottanta era definito "il dovere internazionalista" in rapporto alla sicurezza degli stati meridionali di una grande potenza. L'intervento militare in Afghanistan veniva presentato come tale e illustrato come un'azione di stampo umanitario a maggior gloria dell'Unione e del popolo sovietici. Ma quello cui assistiamo percorrendo le pagine di Ragazzi di Zinco è il lungo corteo di una umanità martoriata e piagata che racconta con semplicità le miserie e gli orrori di questa guerra e di tutte le guerre. C'è il giovane, poco più che adolescente che "dopo Kabul non fa altro che scavare buchi con tutto quello che gli capita fra le mani. C'è una folla di reduci ridotti a tronconi, mutilati di braccia e gambe e con protesi di cattiva qualità che raccontano di campi distesi su una immensa pietraia sommersa dalla polvere e assediata dalla calura incandescente, fino ai sessanta gradi e oltre; campi dove non ci sono pozzi né cucine né bagni. Soldati e ufficiali raccontano le atrocità compiute dai Mujahiddin sui prigionieri e quelle che loro stessi hanno perpetrato sul nemico in uno scenario che riporta l'orologio del tempo indietro fino al Medioevo.

Brossura, 13 x 20 cm. pag. 316

Stampato nel 2014 da Edizioni e/o
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Sales price: 11,00 €
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Description

Svetlana Aleksievic

Una intera generazione di giovani con le loro madri, sorelle e spose, insieme a medici e insegnanti, impiegati, infermieri, ufficiali e comandanti ha dato il proprio spaventoso tributo a quello che in Unione Sovietica dall'inizio degli anni Ottanta era definito "il dovere internazionalista" in rapporto alla sicurezza degli stati meridionali di una grande potenza. L'intervento militare in Afghanistan veniva presentato come tale e illustrato come un'azione di stampo umanitario a maggior gloria dell'Unione e del popolo sovietici. Ma quello cui assistiamo percorrendo le pagine di Ragazzi di Zinco è il lungo corteo di una umanità martoriata e piagata che racconta con semplicità le miserie e gli orrori di questa guerra e di tutte le guerre. C'è il giovane, poco più che adolescente che "dopo Kabul non fa altro che scavare buchi con tutto quello che gli capita fra le mani. C'è una folla di reduci ridotti a tronconi, mutilati di braccia e gambe e con protesi di cattiva qualità che raccontano di campi distesi su una immensa pietraia sommersa dalla polvere e assediata dalla calura incandescente, fino ai sessanta gradi e oltre; campi dove non ci sono pozzi né cucine né bagni. Soldati e ufficiali raccontano le atrocità compiute dai Mujahiddin sui prigionieri e quelle che loro stessi hanno perpetrato sul nemico in uno scenario che riporta l'orologio del tempo indietro fino al Medioevo.

Brossura, 13 x 20 cm. pag. 316

Stampato nel 2014 da Edizioni e/o

 

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