Jan Palach – Praga 1969. Una torcia nella notte

Umberto Maiorca

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    Jan Palach – Praga 1969. Una torcia nella notte

    15.00

    Jan Palach, la “torcia n.1”, il 16 gennaio 1969, in Piazza San Venceslao a Praga, scelse di darsi fuoco come estremo atto di protesta contro il fagocitante comunismo sovietico che invadeva la Cecoslovacchia impedendole di evolvere, di riunire la propria comunità in un socialismo moderno, dal “volto umano”. La Primavera di Praga veniva fermata militarmente dalla Russia in un bagno di sangue negli anni in cui, come scrive Marcello Veneziani, «i sessantottini incendiavano il mondo pensando a sé stessi, mentre Palach incendiava sé stesso pensando al mondo». Jan Palach si mostra ora in un fumetto originale nel tratto (che qua e là sembra appena abbozzato per poi prendere vigore, forza, materia) e nella sceneggiatura (un crescendo di veri e propri versi – leggeri, privi di retorica). Il ricordo vivo di uno degli ultimi grandi, giovani europei. «Io non sono un suicida» disse Jan, «sono la luce che ha illuminato il buio che è sceso sulla Cecoslovacchia. Anche una piccola torcia, nel buio, può diventare un faro che illumina il mondo. I giovani cecoslovacchi sono disposti a morire per dare luce». Prefazione di Emanuele Ricucci e postfazione di Umberto Maiorca.

    Brossura, 19 x 27 cm. pag. 112 con illustrazioni b/n

    Stampato nel 2019 da Ferrogallico

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    Jan Palach e la primavera di Praga

    14.00

    Il 19 gennaio del 1969, a cinque mesi dall’invasione dei carri armati del Patto di Varsavia, un giovane cecoslovacco si immola per gridare al mondo il desiderio di libertà del suo popolo. Eroe per una generazione di studenti e militanti, sprovveduto per i politici filosovietici e per chi continuava a credere nel paradiso dei lavoratori. L’autoimmolazione di Jan Palach non fu un suicidio, ma un gesto per risvegliare il popolo dalla disperazione in cui è caduto e ridestare le coscienze delle persone che avevano vissuto l’esaltante esperienza di libertà della Primavera di Praga, seguendo Dubcek e i riformisti e che, dopo l’invasione, erano scivolate nel torpore della “normalizzazione” sovietica. Il giovane studente cecoslovacco aveva visto con i suoi occhi la privazione totale di libertà e umanità del comunismo sovietico e aveva conosciuto anche la ribellione dei figli contro i padri del ’68 francese, contestandola e proponendo un cammino comune verso la libertà e la storia. Jan amava la sua patria e volle dare corpo al suo desiderio di vederla liberata da un’ingiusta oppressione, offrendo, da martire, la sua la stessa vita.

    Brossura, 11,8 x 17 cm. pag. 122

    Stampato nel 2018 da Eclettica

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    Patria. Simboli d’Italia

    20.00

    Umberto Maiorca

    I simboli ci aiutano a identificare le cose che condividiamo come Nazione. I colori, la musica, gli eroi e le imprese rappresentano i valori nei quali ci riconosciamo come popolo e come storia. La Nazione è espressione della società naturale, cioè di qualcosa che, per natura, è nel cuore degli uomini e dei popoli; quella società naturale che Mazzini ha definito la “Patria del cuore”. E per raccontare la Patria – soprattutto alle nuove generazioni – in questo libro di storia illustrata si è scelta la via dell’immagine abbinata alla parola. Scrittura e disegno dedicati ad alcuni simboli d’Italia: il Tricolore, l’Inno e il Milite Ignoto. Una storia di idee che diventano reali con il sangue degli eroi, l’inventiva dei poeti e dei musicisti, la passione di giovani studenti o le mani di ignote sarte che cuciono coccarde per i patrioti.

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